Capecitabine is not considered a standard agent in the adjuvant treatment of early breast cancer. The results of this study suggest that addition of adjuvant capecitabine to a regimen that contains docetaxel, epirubicin, and cyclophosphamide improves survival outcomes of patients with triple-negative breast cancer (TNBC). To investigate the effect of capecitabine on long-term survival outcomes of patients with early breast cancer, particularly in subgroups defined by … (leggi tutto)
Lo studio randomizzato FinXX ha valutato l’efficacia dell’aggiunta di capecitabina ad un regime di chemioterapia adiuvante contenente antracicline e taxani (docetaxel) per pazienti con carcinoma mammario. I risultati non hanno mostrato nessun beneficio a favore del regime contenente capecitabina nella popolazione globale dello studio. In un’analisi esploratoria per sottogruppi gli autori riportano un vantaggio in termini di RFS e OS a favore del braccio sperimentale per le pazienti triplo-negative. Tuttavia, l’analisi di sottogruppo è di tipo esploratorio, il sottogruppo di pazienti triplo-negative ha una dimensione del campione con alcuni sbilanciamenti nelle caratteristiche clinicopatologiche tra i due bracci (ad esempio 22,6% con tumore G1-2 nel braccio sperimentale vs 10,1% nel braccio di controllo). Inoltre, i dati di tossicità (
Joensuu H, Lancet Oncol. 2009) mostrano una diversa tollerabilità dei due regimi, con il 24% di pazienti che hanno discontinuato il trattamento nel braccio sperimentale (prevalentemente a causa di eventi avversi) vs il 3% nel braccio di controllo. Il ruolo della capecitabina adiuvante, alla luce dei dati contrastanti in letteratura, continua a rimanere controverso.