To explore the impact of primary debulking surgery (PDS) to minimal but gross residual disease (RD) in women with bulky stage IIIC ovarian, fallopian tube, or primary peritoneal cancer. We retrospectively reviewed all patients with the aforementioned diagnosis who underwent PDS at our institution from 01/2001-12/2010. Those with disease of non-epithelial histology or borderline tumors were excluded. Clinicopathologic data were abstracted, and appropriate … (leggi tutto)
Lo studio affronta un problema quanto mai caldo in questo momento e cioè di candidare a chemioterapia neoadiuvante le pazienti in cui il chirurgo non è in grado di ottenere una citoriduzione completa (tumore residuo macroscopicamente assente di malattia ovarica avanzata). In realtà i colleghi sdoganano anche il ruolo della citoriduzione sotto il centimetro come opzione accettabile. Tutta la revisione della letteratura riporta vantaggi di sopravvivenza (sopravvivenza globale [OS], non sopravvivenza libera da progressione [PFS]) variabili dai 7 agli 11 mesi nelle varie casistiche per le pazienti citoridotte con residuo < 1 cm rispetto a quelle con residuo > 1 cm. Lo studio conferma questo dato riportando un vantaggio di sopravvivenza di 12 mesi nelle pazienti con residuo di malattia sotto il centimetro rispetto a quelle sopra il centimetro, pur rimanendo immodificato il vantaggio maggiore (83 mesi) per le pazienti in cui è possibile asportare tutta la malattia macroscopica. Nell’era delle
target therapy approvate su PFS di 4-6 mesi, un vantaggio di OS di 12 mesi non va sottovalutato e queste pazienti vanno comunque candidate a chirurgia primaria con massimo sforzo di citoriduzione e non a chemioterapia neoadiuvante.