domenica, 3 maggio 2026
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13 Gennaio 2017

Antineoplastic Treatment of Advanced-Stage Non–Small-Cell Lung Cancer: Treatment, Survival, and Spending (2000 to 2011)

Multiple agents for advanced non-small-cell lung cancer (NSCLC) have been approved in the past decade, but little is known about their use and associated spending and survival. Methods We used SEER-Medicare data for elderly patients with a new diagnosis of advanced-stage NSCLC and were treated with antineoplastic agents between 2000 and 2011 (N = 22,163). We estimated the adjusted percentage of patients who received each agent, days while on treatment, … (leggi tutto)

C’è da chiedersi quale conclusione ancora più disastrosa e pessimista sarebbe stata fatta spostando l’analisi al 2016, quando ai farmaci esaminati in questo paper, si sono aggiunti gli immunoterapici. Gli autori hanno qui selezionato più di 20.000 pazienti con 65 anni o più, affetti da NSCLC in stadio IV diagnosticati nel periodo fra il 2000 e il 2011 e trattati con chemioterapia e/o terapie molecolari (intese come erlotinib e bevacizumab). Nel periodo esaminato ovviamente si assiste ad un cambiamento nelle scelte terapeutiche, principalmente caratterizzato dall’avvento di pemetrexed come chemioterapico (principalmente a discapito di paclitaxel) e l’aggiunta di bevacizumab ed erlotinib nell’armamentario terapeutico. Nel periodo esaminato viene anche descritto un aumento del tempo medio di trattamento per singolo paziente (pari a 5 gg), essendo tale aumento soprattutto concentrato proprio in quei pazienti che beneficiano dei 3 farmaci sopra riportati introdotti sul mercato. Viene descritto un incremento del tempo di sopravvivenza medio pari a 1,5 mesi. Il dato che però caratterizza il lavoro e condiziona le conclusioni è sicuramente quello dell’aumento dei costi, pari al 23% per il paziente trattato in regime di day hospital. Anche nella discussione vengono unicamente sottolineati lati negativi dell’introduzione di nuovi farmaci, parlando spesso di povertà di dati anche in termini di entità di efficacia. Non volendo generalizzare ed estremizzare in direzione opposta, è indubbio che l’avanzamento della ricerca abbia un costo, è indubbio che ogni farmaco che potenzialmente preveda un mantenimento sia caratterizzato da una durata di terapia maggiore (e anche da costi maggiori, per lo meno nei primi anni dopo la messa in commercio) e, di rimando, il superamento dell’anno di sopravvivenza media per questi pazienti (questo è stato il cambiamento in quella finestra temporale) non è da considerarsi di scarsa rilevanza.
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