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13 Gennaio 2017

Results From the Phase III Randomized Trial of Onartuzumab Plus Erlotinib Versus Erlotinib in Previously Treated Stage IIIB or IV Non–Small-Cell Lung Cancer: METLung

The phase III OAM4971g study (METLung) examined the efficacy and safety of onartuzumab plus erlotinib in patients with locally advanced or metastatic non–small-cell lung cancer selected by MET immunohistochemistry whose disease had progressed after treatment with a platinum-based chemotherapy regimen. Patients were randomly assigned at a one-to-one ratio to receive onartuzumab (15 mg/kg in- travenously on day 1 of each 21-day cycle) plus daily oral erlotinib … (leggi tutto)

Sicuramente non si può affermare che MET sia il marcatore di maggior successo in oncologia polmonare, visti i reiterati risultati negativi registrati negli ultimi anni in diversi setting e differenti linee di trattamento con inibitori selettivi e non selettivi. In questo studio di fase III l’aggiunta di onartuzumab ad erlotinib in 249 pazienti MET-positivi (IHC score ≥ 50%) e progrediti dopo trattamento con doppietta chemioterapia contenente platino non ha dato alcun beneficio rispetto al trattamento con solo erlotinib (n = 250) essendo l’overall survival l’obiettivo primario dello studio. La sopravvivenza mediana è stata infatti pari a 6,8 mesi nel braccio contenente onartuzumab vs 9,1 mesi nel braccio con solo erlotinib (stratified hazard ratio [HR] = 1,27, p = 0,067). Se un dubbio poteva rimanere in merito alla selezione della popolazione, nemmeno la valutazione fatta sulla base di dati Fish o di ‘gene expression’ ha rivelato una maggiore attività della combinazione rispetto all’erlotinib. Inoltre, nel sottogruppo di pazienti con mutazione attivante di EGFR, il trattamento con onartuzumab si è rivelato essere detrimentale (HR = 4,68, IC 95%: 0,97 – 22,63). In termini di tossicità, gli eventi avversi di grado 3 – 5 sono stati registrati nel 56,0% dei casi nel braccio di combinazione e nel 51,2% nel braccio con placebo, mentre gli eventi avversi seri sono stati pari a 33,9% e 30,7%, rispettivamente. Ancora una volta MET si rivela essere pertanto un target “not druggable” e, al momento, per questi pazienti l’indicazione terapeutica rimane la chemioterapia o, ove possibile e indicato, l’immunoterapia.
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