venerdì, 24 aprile 2026
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22 Settembre 2015

RADIO-CHEMIOTERAPIA NEOADIUVANTE E CHIRURGIA VS SOLA CHIRURGIA NEL TUMORE DELL’ESOFAGO O DELLA GIUNZIONE GASTROESOFAGEA: RISULTATI A LUNGO TERMINE DELLO STUDIO CROSS, RANDOMIZZATO, CONTROLLATO

I risultati iniziali dello studio CROSS (ChemoRadiotherapy for Oesophageal cancer followed by Surgery Study) che confrontavano la radio-chemioterapia neoadiuvante associata alla chirurgia con la sola chirurgia in pazienti con carcinoma squamocellulare e adenocarcinoma dell’esofago o della giunzione gastroesofagea hanno mostrato un significativo aumento della sopravvivenza globale a 5 anni in favore della radio-chemioterapia neoadiuvante associata alla chirurgia dopo un follow-up mediano di 45 mesi. In questo studio pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract), i ricercatori olandesi riportano i risultati a lungo termine dopo un follow-up minimo di 5 anni. I pazienti con tumore localmente avanzato, clinicamente resecabile, dell’esofago o della giunzione gastroesofagea (stadio clinico T1N1M0 o T2-3N0-1M0, secondo il sistema di stadiazione dei tumori TNM, VI ed.) sono stati randomizzati (1:1), con blocchi scambiati di 4 o 6, a ricevere la somministrazione settimanale di cinque cicli di radio-chemioterapia neoadiuvante (carboplatino e.v. [AUC 2 mg/mL per min] e paclitaxel e.v. [50 mg/m2 di superficie corporea] per 23 giorni) e radioterapia concomitante (41.4 Gy, somministrati in 23 frazioni di 1.8 Gy per 5 giorni alla settimana), seguita da chirurgia oppure la sola chirurgia. Endpoint primario era la sopravvivenza globale, analizzata secondo ‘intention-to-treat’. Nessun ulteriore dato di eventi avversi è stato raccolto oltre a quelli riportati nel report iniziale dello studio. Lo studio si è concluso. Tra il 30 marzo 2004 e il 2 dicembre 2008, 368 pazienti da otto centri partecipanti (cinque accademici e tre grandi ospedali non universitari) in Olanda sono stati randomizzati ai due gruppi di trattamento: 180 a chirurgia e radio-chemioterapia neoadiuvante e 188 alla sola chirurgia. Due pazienti nel gruppo randomizzato a radio-chemioterapia neoadiuvante hanno ritirato il consenso, quindi sono stati analizzati in totale 366 pazienti (178 nel gruppo con radio-chemioterapia neoadiuvante e chirurgia e 188 nel gruppo con sola chirurgia). Dei 171 pazienti in questo gruppo che hanno ricevuto radio-chemioterapia neoadiuvante, 162 (95%) hanno potuto completare l’intero regime radio-chemioterapico neoadiuvante. Dopo un follow-up mediano dei pazienti sopravviventi di 84.1 mesi (range: 61.1 – 116.8; IQR: 70.7 – 96.6), la sopravvivenza globale mediana è risultata di 48.6 mesi (IC 95%: 32.1 – 65.1) nel gruppo con radio-chemioterapia neoadiuvante e chirurgia e di 24.0 mesi (IC 95%: 14.2 – 33.7) in quello sottoposto a sola chirurgia (HR 0.68, IC 95%: 0.53 – 0.88; p log rank = 0.003). La sopravvivenza globale mediana nei pazienti con carcinoma squamocellulare era 81.6 mesi (IC 95%: 47.2 – 116.0) nel gruppo con radio-chemioterapia neoadiuvante e chirurgia e 21.1 mesi (IC 95%: 15.4 – 26.7) nel gruppo con sola chirurgia (HR 0.48, IC 95%: 0.28 – 0.83; p log rank = 0.008), mentre nei pazienti con adenocarcinoma la sopravvivenza globale mediana era rispettivamente 43.2 mesi (IC 95%: 24.9 – 61.4) e 27.1 mesi (IC 95%: 13.0 – 41.2) (HR 0.73, IC 95%: 0.55 – 0.98; p log rank = 0.038). In conclusione, il follow-up a lungo termine conferma i benefici di sopravvivenza globale con la radio-chemioterapia neoadiuvante quando aggiunta alla chirurgia nel trattamento dei pazienti con tumore resecabile dell’esofago o della giunzione gastroesofagea. Questo miglioramento è clinicamente rilevante sia per i sottotipi di carcinoma a cellule squamose che per gli adenocarcinomi. Quindi, secondo i ricercatori dello studio CROSS, la radio-chemioterapia neoadiuvante seguita da resezione chirurgica dovrebbe essere vista come uno standard di cura nei pazienti con tumore operabile dell’esofago o della giunzione gastroesofagea localmente avanzato. Lo studio è stato finanziato dal Dutch Cancer Foundation (KWF Kankerbestrijding).
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