martedì, 5 maggio 2026
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13 Gennaio 2015

DOCETAXEL SETTIMANALE VS CMF COME CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE IN DONNE ANZIANE CON TUMORE MAMMARIO INIZIALE: RISULTATI FINALI DELLO STUDIO ELDA, RANDOMIZZATO, DI FASE III

“Condurre studi di chemioterapia adiuvante dedicati a pazienti con tumore della mammella anziane non è facile”. Lo afferma il dottor Francesco Perrone, direttore dell’Unità Sperimentazioni Cliniche, Istituto Nazionale Tumori di Napoli IRCCS Fondazione Pascale, primo autore e coordinatore dello studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract). “Lo testimoniano alcuni precedenti tentativi di gruppi cooperativi anche molto importanti, che non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi auspicati e si sono interrotti senza sostanzialmente produrre risultati utili ai fini della conoscenza. Ad oggi – continua il dott. Perrone, – esiste un solo studio condotto negli Stati Uniti e pubblicato qualche anno fa sul New England Journal of Medicine che si può considerare come concluso con successo anche se il risultato (capecitabina meno efficace della terapia standard con CMF o AC) è negativo (Muss HB, Berry DA, Cirrincione CT et al. Adjuvant chemotherapy in older women with early-stage breast cancer. N Engl J Med 2009; 360: 2055-2065). L’opportunità di condurre studi di questo tipo deriva prima di tutto dalla considerazione del fatto che il trasferimento nella pratica clinica a pazienti anziani di risultati dimostrati in studi clinici non dedicati (senza limiti d’età) è un’operazione non scevra da rischi, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e la tollerabilità dei trattamenti. In aggiunta, pur volendo accontentarsi delle evidenze potenzialmente fallaci derivanti dalle analisi di sottogruppo di studi non dedicati, la proporzione di donne anziane è molto bassa, come dimostrato dai numeri molto piccoli della storica meta-analisi di Oxford. Lo studio ELDA, multicentrico randomizzato di fase III, realizzato da ricercatori di vari centri oncologici italiani, è quindi il secondo trial arrivato a compimento in questo campo ed è l’unico che abbia fino ad ora verificato se un taxano (docetaxel in somministrazione settimanale) fosse più efficace della combinazione standard di ciclofosfamide, metotrexato e fluorouracile (CMF). Il risultato è anche in questo caso negativo, poiché il docetaxel settimanale non ha migliorato la prognosi e ha, al contrario, peggiorato la qualità di vita (QoL) e la tossicità nelle pazienti anziane”.
In questo studio, donne di età compresa tra 65 e 79 anni, operate di tumore mammario, a rischio medio – alto di recidiva, sono state randomizzate (1:1) a CMF (ciclofosfamide 600 mg/m2, metotrexato 40 mg/m2, fluorouracile 600 mg/m2, ai giorni 1 e 8) o a docetaxel (35 mg/m2, ai giorni 1, 8 e 15) ogni 4 settimane per 4 o 6 cicli secondo lo stato dei recettori ormonali. Endpoint primario era la sopravvivenza libera da malattia (DFS). Tutte le pazienti sono state sottoposte a valutazione geriatrica e la QoL è stata determinata con i questionari EORTC C-30 e BR-23. Nello studio, tra luglio 2003 e aprile 2011, sono state randomizzate 302 pazienti, 299 delle quali sono risultate eleggibili (152 allocate a CMF e 147 a docetaxel). A un follow-up mediano di 70 mesi sono stati osservati 109 eventi DFS. L’hazard ratio (HR) non aggiustato di DFS, per docetaxel vs CMF, era 1.21 (IC 95%: 0.83 – 1.76; p = 0.32) e la stima della DFS a 5 anni era 0.69 con CMF e 0.65 con docetaxel. L’HR di morte era 1.34 (IC 95%: 0.80 – 2.22; p = 0.26). Non è stata osservata alcuna interazione tra i bracci di trattamento e le scale geriatriche che misuravano la capacità funzionale delle pazienti o le patologie concomitanti. Tossicità ematologica, mucosite e nausea erano peggiori con CMF, mentre allergia, fatigue, perdita di capelli, onicopatia, disgeusia, diarrea, dolore addominale, neuropatia, tossicità cardiaca e cutanea erano peggiori con docetaxel. Un decesso è stato attribuito al trattamento con CMF e due a docetaxel. L’età più avanzata, l’inabilità in alcune delle quotidiane attività strumentali, il numero di comorbilità e il trattamento con docetaxel sono risultati associati in modo indipendente a tossicità grave non ematologica. La QoL era peggiore con docetaxel per quanto riguarda nausea e vomito, perdita di appetito, diarrea, percezione della propria immagine corporea, prospettive future, effetti collaterali del trattamento e perdita di capelli. In conclusione, la terapia settimanale con docetaxel non è risultata più efficace della chemioterapia adiuvante standard con CMF (ciclofosfamide, metotrexato e fluorouracile) nelle donne anziane con tumore mammario, anzi ha peggiorato qualità di vita e tossicità.
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