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28 Ottobre 2014

AIOM, SIMG E PAZIENTI: “AL VIA L’ALLEANZA OSPEDALE – TERRITORIO”

Il 73% dei pazienti riconosce il valore della collaborazione fra oncologo e medico di famiglia per la gestione della sua malattia. Ma oltre la metà (54%) giudica oggi questo rapporto insufficiente. Opinione condivisa anche dai clinici: per il 57% di loro la cooperazione ospedale-territorio è inadeguata. Oncologi e medici di famiglia non si parlano o si parlano poco e questo pesa nella gestione della patologia, soprattutto dopo la fase acuta. Con la conseguenza di affollare per anni gli ambulatori di oncologia degli ospedali, far lievitare i costi, affrontare trasferte verso il centro clinico con perdite di giornate di lavoro per i familiari. Eppure basterebbe poco per sviluppare un forte rapporto fra oncologo e medico di medicina generale che potrebbe, senza problemi, gestire il follow-up del paziente, riservando la visita specialistica quando è davvero utile. Da questa analisi è partito il primo progetto mai realizzato in Italia di collaborazione fra l’AIOM, SIMG e i pazienti dell’Associazione Malati di Cancro (AIMaC) sulla gestione del malato oncologico. E si è avviato con tre sondaggi, effettuati fra le tre categorie coinvolte, che hanno interessato oltre 1.000 tra specialisti, medici di famiglia e pazienti. “Nel nostro Paese quasi un milione di persone si sottopone a controlli di follow-up. Dobbiamo dare loro la possibilità di essere seguiti per le visite di routine anche vicino casa, senza recarsi per forza nei centri oncologici – hanno commentano i proff. Stefano Cascinu e Carmine Pinto, past president e presidente AIOM, nella giornata inaugurale del XVI Congresso nazione a Roma –. Ecco perché è necessario creare un modello di condivisione del follow-up con i medici di famiglia. Un’alleanza che ottimizzi l’assistenza e diminuisca i tassi di ospedalizzazione durante la sorveglianza clinica. Questo significa garantire alle persone una migliore qualità di vita. Ovviamente, in caso di necessità o di urgenza, il centro specialistico rimane sempre presente. Ma dobbiamo iniziare a deospedalizzare il più possibile la patologia oncologica”. I sondaggi sono parte del primo progetto nazionale che riunisce AIOM, SIMG e associazioni di pazienti, reso possibile da un educational grant di Novartis, per rilanciare ai massimi vertici istituzionali il messaggio della condivisione del follow-up. Sono stati realizzati anche opuscoli informativi e un sito internet, che diventerà una piattaforma di confronto tra specialisti.
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