lunedì, 4 maggio 2026
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15 Luglio 2014

AIFA: “NECESSARIO PUNTARE SU RICERCA, PREVENZIONE E STILI DI VITA CORRETTI”

Investire sull’educazione sanitaria e sugli stili di vita per prevenire le malattie croniche e garantire la sostenibilità del sistema a fronte dell’ingresso sul mercato di nuovi farmaci, sempre più mirati ed efficaci, ma anche molto più costosi. È questo l’invito lanciato dal Presidente dell’AIFA Sergio Pecorelli. “In Italia si spende ancora troppo poco in prevenzione (circa l’1,4% della spesa sanitaria), quando si dovrebbe investire almeno il 3-5% – ha affermato Pecorelli -. Eppure gli stili di vita sono fondamentali, soprattutto perché si vive più a lungo e l’obiettivo di tutti è invecchiare in salute ed evitando o ritardando l’insorgenza di malattie croniche”. “Dobbiamo però tenere presente che la prevenzione inizia da piccoli. Oggi – ha aggiunto il Presidente AIFA – dobbiamo far fronte alle cosiddette “malattie non comunicabili”: il diabete, l’obesità, il cancro, le malattie cardiovascolari, le malattie bronco-polmonari croniche e quelle neurodegenerative, che sono le principali responsabili della mortalità e della disabilità in tutto il mondo. La medicina fa progressi straordinari grazie alla ricerca e siamo in grado di curare adesso patologie come l’epatite C, che potevano sfociare nel trapianto di fegato e nella morte del paziente. Ma a fronte di farmaci sempre più mirati, nell’ambito di quella che si definisce “medicina di precisione”, i costi per l’intero sistema possono divenire enormi, ponendo problemi di natura etica oltre che economica. Tutti i farmaci, infatti, devono superare un percorso lungo e rigoroso prima di approdare sul mercato, sia che siano destinati a platee più ristrette, come i nuovi prodotti, sia che vengano impiegati in milioni di pazienti come i vecchi blockbuster. Il meraviglioso mondo della conoscenza ci sta fornendo molecole che saranno presto in grado di migliorare, ad esempio, la cura del tumore del pancreas e del polmone. Sono in arrivo 49 nuovi farmaci per un costo globale di 5-8 miliardi. Per questo è necessario affrontare il nuovo complesso scenario coinvolgendo tutti i protagonisti: le Istituzioni, i medici, le aziende ma soprattutto i pazienti. Non dimentichiamo che, se c’è una categoria che davvero desidera rischiare per riuscire a guarire, è quella dei pazienti”.
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