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24 Giugno 2014

‘OUTCOME’ MIGLIORI NEI PAZIENTI ANZIANI CON TUMORE METASTATICO DELLA PROSTATA, RESISTENTE ALLA CASTRAZIONE, TRATTATI CON INIBITORE DEL RECETTORE PER GLI ANDROGENI ENZALUTAMIDE: RISULTATI DELLO STUDIO AFFIRM DI FASE III

Enzalutamide migliorerebbe significativamente gli ‘outcome’ sia nei pazienti di età < 75 anni che in quelli più anziani, con sicurezza e tollerabilità comparabili. Lo studio di fase III, randomizzato, in doppio cieco, AFFIRM, ha mostrato che enzalutamide, un inibitore orale del recettore per gli androgeni, prolungava significativamente la sopravvivenza globale (OS) (mediana: 18.4 vs 13.6 mesi; hazard ratio [HR] 0.63, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.53 – 0.75; p < 0.001), rispetto al placebo, in pazienti con tumore metastatico della prostata, resistente alla castrazione, che avevano ricevuto precedente chemioterapia contenente docetaxel. I ricercatori europei (in Italia, il gruppo degli Ospedali San Camillo e Forlanini di Roma), canadesi e statunitensi, hanno condotto un’analisi post hoc per valutare l’efficacia e la sicurezza di enzalutamide sugli ‘outcome’ di pazienti più giovani (< 75 anni) e anziani (≥ 75 anni) inclusi nello studio AFFIRM. Nello studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi testo), i dati statistici sono presentati per gruppo d’età (< 75 anni vs ≥ 75 anni), ‘outcome’ di efficacia di OS, sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPFS), tempo alla progressione di antigene prostatico specifico (PSA), risposta di PSA e sicurezza. I risultati indicano che la OS è significativamente migliorata con enzalutamide rispetto a placebo sia nei pazienti di età < 75 anni (mediana: non ancora raggiunta vs 13.6 mesi; HR 0.63, IC 95%: 0.52 – 0.78; p < 0.001) che in quelli di età ≥ 75 anni (mediana: 18.2 vs 13.3 mesi; HR 0.61, IC 95%: 0.43 – 0.86; p = 0.004). La rPFS è migliorata in modo simile sia nella coorte dei pazienti più giovani (HR 0.45, IC 95%: 0.38 – 0.53; p < 0.001) che in quella dei più anziani (HR 0.27, IC 95%: 0.20 – 0.37; p < 0.001), rispetto al placebo, e così anche il tempo alla progressione di PSA e la risposta di PSA. Gli eventi avversi erano simili tra i due gruppi d’età trattati con enzalutamide, ad eccezione di un aumento, nei pazienti di età ≥ 75 anni, dei tassi di edema periferico (22.1 vs 12.5%), fatigue (39.7 vs 31.6%) e diarrea (26.6 vs 19.6%) di ogni grado. I tassi globali di eventi avversi di grado ≥ 3 erano bassi e non sono state osservate differenze importanti nella frequenza o severità tra gruppi d’età o bracci di trattamento. Cinque pazienti hanno manifestato eventi epilettici: tre di età < 75 anni e due ≥ 75 anni. In conclusione, enzalutamide ha mostrato migliorare significativamente gli ‘outcome’ sia nei pazienti giovani (< 75 anni) che in quelli più anziani (≥ 75 anni), con comparabile profilo di sicurezza e tollerabilità.
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