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10 Giugno 2014

COMBINAZIONE QUINDICINALE DI TRASTUZUMAB, DOCETAXEL E GEMCITABINA NEL TUMORE MAMMARIO HER2-POSITIVO: RISULTATI DI UNO STUDIO GOIM DI FASE II

Come terapia di prima linea, la combinazione di trastuzumab, docetaxel e gemcitabina, somministrata a cicli di 15 giorni, ha permesso la somministrazione della poli-chemioterapia in associazione alla terapia target, con evidenza di attività clinica e bassa tossicità. L’attività clinica della chemioterapia associata a trastuzumab nel tumore mammario avanzato con iper-espressione di HER2 è stata ampiamente documentata. I ricercatori afferenti al Gruppo Oncologico Italia Meridionale (GOIM), coordinati dai ricercatori dell’Ospedale Antonio Perrino di Brindisi, hanno valutato l’attività e la sicurezza della somministrazione quindicinale della combinazione di trastuzumab, docetaxel e gemcitabina come terapia di prima linea nel tumore mammario avanzato HER2-positivo; le pazienti sono state trattate con trastuzumab (4 mg/kg), gemcitabina (1000 mg/m2) e docetaxel (50 mg/m2) ogni due settimane. Endpoint primario era il tasso di risposta globale, endpoint secondari erano il tempo alla progressione, il tasso di beneficio clinico (risposta parziale + risposta completa + stabilizzazione della malattia per ≥ 24 settimane) e la tollerabilità. Nello studio pubblicato sulla rivista Future Oncology (leggi abstract) sono state arruolate 65 pazienti con tumore mammario avanzato HER2-positivo. In totale, 47 pazienti hanno risposto alla terapia (73%, IC 95%: 60 – 84), di queste 11 hanno ottenuto risposta completa (17%, IC 95%: 8.9 – 28.7) e 36 risposta parziale (56%, IC 95%: 43.0 – 68.6) e il tasso di beneficio clinico è risultato pari all’87.5% (IC 95%: 77 – 94). Tre pazienti (4.7%) hanno manifestato progressione della malattia. Il tempo mediano alla progressione è risultato pari a 14.2 mesi (IC 95%: 10.6 – 17.8), la sopravvivenza globale mediana 39.3 mesi e il tasso di sopravvivenza a 36 mesi era del 55.5% (IC 95%: 58 – 73). Le tossicità più gravi erano neutropenia (12%), trombocitopenia (6%) e diarrea (6%) di grado 3, ma non è stata segnalata tossicità cardiaca. In conclusione, la combinazione di trastuzumab, docetaxel e gemcitabina ogni due settimane, come terapia di prima linea, ha permesso la somministrazione di poli-chemioterapia associata alla terapia target con conseguente attività clinica e tossicità lieve. Questi promettenti risultati dovrebbero, secondo gli autori, essere ulteriormente esaminati in studi clinici randomizzati di fase III.
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