domenica, 3 maggio 2026
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3 Dicembre 2001

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. GIORGIO WALTER CANONICA

In studi epidemiologici condotti in età pediatrica in diverse regioni e città delle ex due Germanie è stato osservato che la concentrazione atmosferica di SO2 e particolato non correla con l’insorgenza di asma e di allergia. Infatti, nell’ex Germania Orientale, mentre l’inquinamento da SO2 è notevolmente diminuito, la prevalenza di malattie allergiche ha fatto segnare un netto aumento. D’altro canto, i livelli di SO2 e particolato correlano bene con l’incidenza di infezioni respiratorie nel bambino.
L’inquinamento di origine veicolare, in particolare quello prodotto dai motori diesel, è invece direttamente responsabile dell’incremento dell’asma e delle sensibilizzazioni allergiche. Inoltre si è osservato che il particolato degli scarichi diesel modifica le proprietà strutturali dei granuli pollinici aumentandone l’allergenicità ed è in grado di aumentare la produzione di immunoglobuline E, che sono responsabili dell’allergia.
Esistono anche prove formali del legame tra concentrazione di NO2 (inquinante atmosferico di origine veicolare) nell’aria respirata e aumento dell’asma e delle allergie; tale effetto è particolarmente ben evidente nelle zone urbane ad intenso traffico.
L’influenza dell’ambiente sullo sviluppo di allergie e asma è stato di recente dimostrato in uno studio epidemiologico condotto su oltre 2000 bambini in Svizzera, Austria e Germania. Si è osservato che l’incidenza di allergia e l’insorgenza di asma nell’infanzia è estremamente più bassa nei bambini che vivono in fattorie (a stretto contatto con allevamenti e stalle) e nutriti con latte non pastorizzato, rispetto ai bambini che vivono in città e dintorni. Questo studio lascia comunque aperta la questione su quale sia il contributo relativo del tipo di alimentazione e degli inquinanti ambientali.

Sicuramente, gli studi epidemiologico-ambientali condotti in Germania negli ultimi 10 anni hanno contribuito a chiarire parte della patogenesi delle malattie allergiche, sottolineando il ruolo, spesso trascurato, dell’inquinamento ambientale.
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