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13 Maggio 2014

AIMAC: IL 20% DEI PAZIENTI ONCOLOGICI PERDE IL LAVORO DOPO LA DIAGNOSI

Il 78% dei pazienti oncologici ha subito un cambiamento nel lavoro in seguito alla diagnosi. Il 36,8% ha dovuto fare assenze, il 20,5% è stato costretto a lasciare l’impiego e il 10,2% si è dimesso o ha cessato l’attività (in caso di lavoratore autonomo). Pochi conoscono e utilizzano le tutele previste dalle leggi per facilitare il mantenimento e il reinserimento. Solo il 7,8% ha chiesto il passaggio al part-time, poco meno del 12% ha beneficiato di permessi retribuiti, il 7,5% ha utilizzato i giorni di assenza per terapia salvavita e il 2,1% i congedi lavorativi. “Il 91% delle persone malate vuole continuare a lavorare – ha spiegato Francesco De Lorenzo, presidente AIMaC -. I dati dell’indagine Censis-FAVO evidenziano però che le forme di gestione flessibile per conciliare lavoro e cure oncologiche sono ancora poco note e non influiscono in modo significativo sulla vita dei molti pazienti coinvolti. Per questo, nasce Pro Job: lavorare durante e dopo il cancro – Una risorsa per l’impresa e per il lavoratore, un progetto dell’AIMaC, in collaborazione con l’Università di Milano, la Fondazione ‘Insieme contro il Cancro’ e l’Istituto Nazionale Tumori del capoluogo lombardo. Il progetto è presentato ieri a Milano nel corso del convegno “Lavorare durante e dopo il cancro”, che ha aperto gli eventi legati alla IX Giornata Nazionale del Malato Oncologico. “Pro Job – sottolinea Elisabetta Iannelli, segretario della Fondazione ‘Insieme contro il Cancro’ – mira a promuovere l’inclusione dei pazienti oncologici nel mondo delle imprese, a sensibilizzare i dirigenti perché creino per i malati condizioni ottimali nell’ambiente di lavoro, ad agevolare i dipendenti che hanno parenti colpiti da tumore a conservare l’impiego grazie alle tutele giuridiche vigenti e a disincentivare il ricorso inadeguato a procedure per fronteggiare le difficoltà determinate dalla patologia. L’obiettivo finale è quello di rendere l’azienda consapevole dei bisogni emergenti dell’organizzazione e dell’individuo per rispondervi in modo adeguato, tempestivo”.
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