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29 Aprile 2014

BIOPSIA OSSEA GUIDATA DA TOMOGRAFIA IN PAZIENTI ONCOLOGICI CON SOSPETTE METASTASI OSSEE: REVISIONE RETROSPETTIVA DI 308 PROCEDURE

La biopsia delle lesioni ossee, guidata da tomografia computerizzata (CT), in pazienti oncologici permette una diagnosi conclusiva nel 94% dei casi. I ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia e Università di Milano hanno valutato adeguatezza e sensibilità della biopsia ossea guidata da CT in 308 procedure eseguite su 286 pazienti oncologici con sospette metastasi ossee. Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista La Radiologia Medica (leggi abstract) hanno condotto una ricerca elettronica retrospettiva sul database del loro centro delle biopsie ossee guidate da CT per valutare l’adeguatezza del campione e, in caso di campioni negativi, se le pazienti mostrassero progressione radiologica nel sito della biopsia (falso negativo). Il tasso di adeguatezza e falso negativo sono stati comparati con le caratteristiche radiologiche, la localizzazione della biopsia, le dimensioni del campione e le complicanze per determinare qualsiasi associazione statisticamente rilevante con un modello multivariato di regressione logistica. Un totale di 290 campioni su 308 (94.1%) è risultato adeguato; 45 pazienti presentavano midollo osseo normale e 10 casi (falsi negativi) avevano manifestato evidenza di progressione nel sito della biopsia dopo follow-up, con una sensibilità globale del 96.7%. L’estensione del campione era significativamente correlata alla probabilità di ottenere una biopsia adeguata (p = 0.035) e inversamente correlata alla probabilità di avere un risultato falso negativo (p = 0.020). Durante le 308 procedure, i ricercatori milanesi hanno registrato 11 complicanze minori (3.5%) e nessuna complicanza maggiore. In sintesi, la biopsia guidata da CT delle lesioni ossee in pazienti oncologici permette una diagnosi conclusiva nel 94% dei casi e il prelievo di un campione > 1 cm potrebbe portare a un risultato significativo in termini di adeguatezza e sensibilità. Biopsie negative alla tomografia a emissione di positroni o alla risonanza magnetica e con campione di lunghezza < 1 cm dovrebbero essere ripetute per evitare falsi negativi.
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