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22 Aprile 2014

FATTORI DI RISCHIO DI EVENTI AVVERSI GASTROINTESTINALI IN UNO STUDIO RANDOMIZZATO DI FASE III DEL GYNECOLOGIC ONCOLOGY GROUP CON BEVACIZUMAB IN PRIMA LINEA NEL TUMORE OVARICO AVANZATO

Un’anamnesi di trattamento delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino (IBD) e di resezione intestinale in chirurgia primaria aumenta le probabilità di eventi avversi gastrointestinali nelle pazienti che ricevono chemioterapia di prima linea contenente taxano e platino per il tumore ovarico avanzato. Per valutare i fattori di rischio di eventi avversi gastrointestinali in uno studio di fase III con bevacizumab nella terapia di prima linea del tumore ovarico, ricercatori del Fox Chase Cancer Center di Filadelfia e colleghi statunitensi del Gynecology Oncology Group (GOG) hanno randomizzato, dopo la chirurgia, pazienti con malattia in stadio avanzato non trattate precedentemente, a 6 cicli di chemioterapia, contenente platino e taxano, e placebo dal ciclo 2 (C2) a C22 (R1) oppure a chemioterapia e bevacizumab da C2 a C6 e placebo da C7 a C22 (R2) oppure a chemioterapia e bevacizumab da C2 a C22 (R3). Le pazienti sono state esaminate secondo l’anamnesi o lo sviluppo durante lo studio di potenziali fattori di rischio di eventi avversi gastrointestinali, definiti come perforazione, fistola, necrosi o emorragia di grado ≥ 2. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), delle 1873 pazienti arruolate, 1759 (94%) erano valutabili e il 2.8% (50 di 1759) ha manifestato un evento avverso gastrointestinale: 10 di 587 nel gruppo R1 (1.7%), 20 di 587 nel gruppo R2 (3.4%) e 20 di 585 nel gruppo R3 (3.4%). L’analisi univariata ha indicato che il precedente trattamento di IBD (p = 0.005) e la resezione dell’intestino tenue (SBR; p = 0.032) o la resezione dell’intestino crasso (LBR; p = 0.012) durante chirurgia primaria erano significativamente associati a un evento avverso gastrointestinale. Le probabilità relative stimate, in analisi multivariata, di un evento avverso gastrointestinale erano 13.4 (IC 95%: 3.44 – 52.3; p < 0.001) per IBD, 2.05 (IC 95%:1.09 – 3.88; p = 0.026) per LBR, 1.95 (IC 95%: 0.894 – 4.25; p = 0.093) per SBR e 2.15 con esposizione a bevacizumab (IC 95% aggregato: 1.05 – 4.40; p = 0.036). In conclusione, l’anamnesi di trattamento delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino e di resezione intestinale nella chirurgia primaria aumenta le probabilità di eventi avversi gastrointestinali nelle pazienti che ricevono chemioterapia di prima linea contenente platino e taxano per il tumore avanzato dell’ovaio. Dopo aver considerato questi fattori di rischio, una concomitante somministrazione di bevacizumab raddoppia le probabilità di un evento avverso gastrointestinale, ma le stesse non aumentano in misura apprezzabile con la continuazione del trattamento dopo la chemioterapia.
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