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3 Marzo 2014

IMPATTO DELLO YOGA SU INFIAMMAZIONE, UMORE E FATIGUE IN SOPRAVVIVENTI AL TUMORE MAMMARIO: STUDIO RANDOMIZZATO CONTROLLATO

L’infiammazione cronica può favorire il declino della funzione fisica portando a fragilità e disabilità, ma se lo yoga è in grado di smorzare o limitare fatigue e infiammazione, allora la sua pratica potrebbe avere sostanziali benefici di salute. Ricercatori della Ohio State University di Columbus hanno valutato l’impatto dello yoga su infiammazione, umore e fatigue in donne sopravviventi al tumore mammario. Lo studio randomizzato, controllato, di 3 mesi, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), è stato condotto utilizzando una valutazione prima e due dopo il trattamento in 200 sopravviventi al tumore mammario, assegnate a 12 settimane di due sessioni settimanali di 90 minuti di hatha yoga oppure al controllo in lista d’attesa (pazienti che hanno ricevuto lo stesso trattamento al termine dello studio). Le principali misure di ‘outcome’ erano la produzione, stimolata da lipopolisaccaride, di citochine pro-infiammatorie, interleuchina-6 (IL-6), fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-alfa) e interleuchina-1beta (IL-1beta), e i punteggi al Multidimensional Fatigue Symptom Inventory-Short Form (MFSI-SF), alla scala di vitalità del Medical Outcomes Study 36-item Short Form (SF-36) e della scala del Center for Epidemiological Studies-Depression (CES-D). I risultati hanno indicato che, immediatamente dopo il trattamento, il sintomo fatigue non si era ridotto (p > 0.05), ma la vitalità era maggiore (p = 0.01) nel gruppo sottoposto a training yoga, rispetto al gruppo di controllo. Tre mesi dopo il trattamento, il sintomo fatigue era più basso nel gruppo randomizzato a yoga (p = 0.002), la vitalità più alta (p = 0.01) e la produzione di IL-6 (p = 0.027), TNF-alfa (p = 0.027) e IL-1beta (p = 0.037) era più bassa in questo gruppo, rispetto ai controlli. I due gruppi, invece, non differivano in termini di depressione, alle due valutazioni di post-trattamento (p > 0.2). Analisi secondarie pianificate hanno mostrato che la frequenza della pratica yoga era fortemente associata al sintomo fatigue in entrambe le visite di post-trattamento (p = 0.019 e p < 0.001), così anche alla vitalità (p = 0.016 e p = 0.0045), ma non alla depressione (p > 0.05), rispetto al gruppo di controllo; ma una pratica più frequente produceva cambiamenti più ampi. Tre mesi dopo il trattamento, l’aumento della pratica yoga portava anche a una riduzione della produzione di IL-6 (p = 0.01) e IL-1beta (p = 0.03), ma non di TNF-alfa (p > 0.05). In conclusione, l’infiammazione cronica può alimentare il declino della funzione fisica che porta a fragilità e disabilità. Se però lo yoga riesce a smorzare o limitare fatigue e infiammazione, allora la pratica regolare potrebbe avere sostanziali benefici di salute.
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