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3 Dicembre 2013

RISCHIO DI TROMBOEMBOLISMO VENOSO IN PAZIENTI ONCOLOGICI CHE RICEVONO LA CHEMIOTERAPIA: ANALISI ‘REAL WORLD’

I pazienti che ricevono ambulatorialmente la chemioterapia sono ad aumentato rischio di tromboembolismo venoso (TEV) e di complicanze emorragiche maggiori. Per questi pazienti si può prendere in considerazione la tromboprofilassi dopo aver valutato con cura i rischi e i benefici del trattamento. La presenza di neoplasia maligna aumenta il rischio di TEV. In questo studio pubblicato sulla rivista The Oncologist (leggi testo), ricercatori della Duke University School of Medicine e Duke Cancer Institute di Durham e del King’s College Hospital di Londra hanno esaminato il rischio di TEV in un’ampia coorte non selezionata di pazienti oncologici che ricevevano chemioterapia. A questo scopo, hanno retrospettivamente analizzato il database dei rimborsi per cure sanitarie IMPACT negli Stati Uniti per identificare i pazienti con diversi tumori solidi che avevano iniziato la chemioterapia tra gennaio 2005 e dicembre 2008. I codici dell’International Classification of Diseases, Clinical Modification’, nona revisione (ICD-9-CM) sono stati utilizzati per identificare il sito del tumore, la presenza di TEV, 3.5 e 12 mesi dopo l’inizio della chemioterapia, e l’incidenza di complicanze emorragiche maggiori. I costi sanitari sono stati determinati sia un anno prima che un anno dopo l’inizio della chemioterapia. I risultati dello studio indicano un’incidenza globale di TEV, 3.5 mesi dopo l’inizio della chemioterapia, pari al 7.3% (range: 4.6 – 11.6, per tutti i siti tumorali) che aumentava al 13.5% a 12 mesi (range: 9.8 – 21.3). Il rischio più alto di TEV è stato osservato nei pazienti con tumore del pancreas, dello stomaco e del polmone. I pazienti che avevano sviluppato TEV presentavano un rischio più alto di sanguinamento maggiore dopo 3.5 e 12 mesi (rispettivamente 11.0 e 19.8% vs 3.8 e 9.6%) e i costi sanitari erano significativamente più elevati nei pazienti che avevano sviluppato TEV. In conclusione, i pazienti sottoposti a trattamento chemioterapico ambulatorialmente presentano un rischio aumentato di tromboembolismo venoso e di complicanze emorragiche maggiori. In questi pazienti, la tromboprofilassi può essere presa in considerazione dopo aver accuratamente valutato i rischi e i benefici del trattamento.
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