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13 Novembre 2013

RITRATTAMENTO CON TRASTUZUMAB DOPO RECIDIVA DURANTE TERAPIA ADIUVANTE CON TRASTUZUMAB PER IL TUMORE MAMMARIO HER2-POSITIVO

Trastuzumab, in combinazione alla chemioterapia, costituisce lo standard di cura per le pazienti con tumore mammario iniziale e metastatico HER2 (human epidermal growth factor receptor 2)-positivo. Lo studio ‘Retreatment after HErceptin Adjuvant‘ ha valutato l’efficacia e la sicurezza di trastuzumab in associazione a un taxano come trattamento di prima linea nelle pazienti con tumore mammario metastatico che hanno sviluppato recidiva dopo terapia adiuvante con trastuzumab per il carcinoma mammario iniziale HER2-positivo. I ricercatori, coordinati dal gruppo del National Institute of Oncology di Budapest, hanno arruolato in totale 43 pazienti con tumore mammario metastatico HER2-positivo, che avevano ricevuto precedente terapia adiuvante con trastuzumab per ≥ 10 mesi, con un intervallo libero da recidiva ≥ 6 mesi dopo l’ultima dose di trastuzumab adiuvante. Le pazienti eleggibili (n = 41) sono state assegnate a trastuzumab, somministrato una volta alla settimana oppure ogni 3 settimane, in combinazione a docetaxel o paclitaxel, fino a progressione del tumore. All’analisi finale dello studio pubblicato sulla rivista Clinical Oncology (Royal College of Radiologists – Great Britain), con un follow-up mediano di 40 mesi, tra le 41 pazienti, 25 hanno mostrato una risposta positiva (61%, intervallo di confidenza [IC] 95%: 48,7 – 80,4), 7 stabilizzazione della malattia (17,1%) e 6 progressione (14,6%); le valutazioni di risposta sono state perse per tre pazienti (una non aveva lesioni misurabili al basale e due non avevano valutazioni successive al basale). La sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) è risultata di 8,0 mesi (IC 95%: 6 – 11) e la sopravvivenza globale mediana era 25,0 mesi (IC 95%: 16 – 33). Nessuna correlazione è stata evidenziata tra tasso di risposta, PFS o sopravvivenza globale e durata della terapia adiuvante con trastuzumab, intervallo libero da trastuzumab, stato dei recettori ormonali o tipo di trattamento prima della manifestazione delle metastasi. Gli eventi avversi più comuni (di tutti i gradi) erano alopecia (32%) e diarrea (32%); sei pazienti (14,6%) hanno sviluppato almeno un evento avverso grave, ma nessun caso di scompenso cardiaco congestizio o altro evento avverso inatteso è stato riportato. In conclusione, trastuzumab in combinazione a un taxano costituisce un trattamento di prima linea efficace e ben tollerato per il tumore metastatico della mammella in pazienti che sviluppano recidiva dopo terapia adiuvante contenente trastuzumab.
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