lunedì, 4 maggio 2026
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8 Ottobre 2013

METRONOMICA: È IL MOMENTO DI UTILIZZARLA NEI PAESI A MEDIO E BASSO REDDITO?

Nel 2008, il 72% delle morti per tumore si registrava nei Paesi a basso e medio reddito, dove, sebbene si osservi un’incidenza più bassa di cancro rispetto ai Paesi ad alto reddito, i tassi di sopravvivenza sono anch’essi limitati: molti pazienti sono inviati a casa prima del decesso e un maggior numero di pazienti non ha accesso alle cure. Nuove strategie terapeutiche adattate alle costrizioni economiche sono quindi urgentemente necessarie. Secondo i ricercatori europei, indiani e australiani, coordinati dal gruppo francese del Service d’Hématologie et Oncologie Pédiatrique e Metronomics Global Health Initiative di Marsiglia, la chemioterapia metronomica, cioè la somministrazione cronica di chemioterapia a basse dosi, poco tossiche ma frequenti, senza interruzioni prolungate del farmaco, è recentemente emersa come una potenziale strategia per controllare il tumore in stadio avanzato o refrattario e costituisce un’alternativa per i pazienti oncologici che vivono nei Paesi in via di sviluppo. Questa strategia a basso costo, ben tollerata e di facile accesso, è un’opzione terapeutica accattivante per i Paesi che hanno limitate risorse economiche. Inoltre, nell’articolo pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract), questa strategia adottata assieme al riposizionamento farmaceutico può offrire ulteriori effetti antitumorali, risultando in un migliore controllo del tumore e mantenendo, al tempo stesso, bassi i costi di trattamento. In questa visione personale, gli autori riesaminano brevemente il razionale che si nasconde oltre la combinazione della chemioterapia metronomica con il riposizionamento farmaceutico, un approccio che viene definito dagli stessi ‘metronomica’. Nello studio, i ricercatori hanno valutato l’esperienza clinica ottenuta con questo tipo di trattamento anticancro e ne hanno descritto i nuovi potenziali sviluppi nei Paesi con limitate risorse economiche. Hanno anche sottolineato la necessità di endpoint adattati agli studi clinici e di modelli innovativi di collaborazione tra organizzazioni profit e non-profit per concentrarsi sul crescente problema del cancro in Paesi con disponibilità limitate.
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