Con i defibrillatori sulle volanti si salveranno 35.000 vite all’anno.
L’iniziativa, unica in Italia, presentata a Modena da C.O.Na.Cuore
Il corso che è iniziato il 26 settembre opera in tale direzione e consiste nel formare 13 ufficiali medici della Polizia di Stato a diventare a loro volta addestratori dei poliziotti, per metterli in grado di praticare la rianimazione cardio-polmonare e la defibrillazione precoce. Organizzatore e sponsor è il C.O.Na.Cuore. Addestratori no-profit sono il 118 di Modena Soccorso (per la rianimazione cardio-polmonare) e l’I.R.C. (Italian Resuscitation Council) per l’uso del defibrillatore.
“L’iniziativa – afferma il prof. Giuseppe Mantineo, Direttore della Direzione Centrale di Sanità del Ministero dell’Interno – contribuisce a rafforzare l’idea di una polizia di ‘prossimità’, vicina alla popolazione e garante a 360° della sicurezza dei cittadini”.
Dopo l’addestramento dei primi 80 poliziotti a Modena, 13 istruttori medici della Polizia prepareranno altro personale di Pubblica Sicurezza delle varie centrali italiane. “Sono infatti i poliziotti delle volanti – prosegue Mantineo – quelli che pattugliano le strade, ad avere maggiori possibilità di imbattersi in eventi cardiaci improvvisi”.
“La presenza del defibrillatore e di un poliziotto addestrato sulle volanti della Polizia – afferma il prof. Gianni Spinella, presidente di CO.Na.Cuore – costituisce una garanzia di soccorso più veloce ed efficace, contribuendo, con i professionisti e i volontari del soccorso, a salvare vite ed esistenze, ma anche a rafforzare il ruolo delle forze dell’ordine, da concepire sempre più quali difensori dei cittadini nella prevenzione di ogni attacco, compreso quello cardiaco. Il C.O.Na.Cuore ha trovato in quest’impresa rara sensibilità nella Polizia di Stato, nell’I.R.C. e nel 118”.
Secondo la normativa internazionale i tempi di intervento delle Unità d’emergenza dovrebbero essere 7-8 minuti in ambito urbano, massimo 20 per le aree extraurbane. “Purtroppo – commenta Pierluigi Castellini, primario del 118 Modena Soccorso – non disponiamo di risorse sufficienti per soccorrere il cittadino sempre entro questi intervalli di tempo. Ben venga quindi l’aiuto degli operatori della polizia: la loro competenza e tempestività ci consentirà di salvare fino al 50% delle persone che attualmente non riusciamo a soccorrere in tempo”.
Non solo: anche un cittadino in pieno benessere, giovane, può avere un arresto cardiaco e avere la necessità della manovra ‘salvavita’ messa in atto con il defibrillatore. E in molte circostanze il ‘primo testimone’ è proprio un poliziotto.
I corsi alla Polizia di Modena sono stati realizzati nell’ambito del progetto ‘Cuore Vivo’, nato il 9 luglio di quest’anno da una collaborazione tra Aziende Sanitarie, Amici del Cuore e C.O.Na. Cuore. Con l’iniziativa ‘Arresta l’arresto’ Modena diventa a ‘capitale’ italiana del pronto soccorso cardiovascolare e continua senza sosta l’opera di sensibilizzazione su questo tema: “L’ultimo addestramento è quello di una ventina di operatori della Coop Estense – spiega Marilena Campisi, anestesita-rianimatore e istruttrice del sistema d’emergenza territoriale – All’ipercoop ‘Grande Emilia’ di Modena c’è il defibrillatore e tre sono stati installati a Campogalliano. Prossimamente ci sarà anche in piscina comunale, al palazzetto dello sport, in otto circoli A.R.C.I. e in molte farmacie: l’obiettivo è quello di creare una rete di soccorso estesa a tutta la provincia in modo che il cittadino sia in grado di ricevere le cure in caso di emergenza”.
I corsi per esecutore di pronto soccorso tenuti a Modena sono BLSD, comprendono cioè sia il corso di Basic Life Support (BLS) che l’addestramento per la manovra di defibrillazione (D). Sono aperti sia al personale ‘laico’ che a quello sanitario, come prevede la legge sui defibrillatori approvata l’8 marzo 2001 grazie all’impegno di C.O.Na.Cuore. I corsi sono tenuti da esperti del centro di formazione dell’Italian Resuscitation Council (IRC), l’associazione che raduna medici, infermieri, anestesisti, rianimatori, cardiologi e altre figure professionali. “Il nostro Istituto – spiega il dott. Antonio Destro, vicepresidente dell’IRC – ha curato la pubblicazione delle linee guida italiane per la rianimazione. L’elaborazione di questo vero e proprio ‘manuale’ del pronto intervento è stata fatta a partire dalle raccomandazioni internazionali e in particolare dalle linee guida americane e europee, adattandole alla realtà dell’emergenza nel nostro paese”.