PROFILASSI DELLA NEUTROPENIA INDOTTA DALLA CHEMIOTERAPIA CON BIOSIMILARE DI G-CSF IN UN SINGOLO CENTRO ONCOLOGICO
La profilassi con fattore stimolante la colonia dei granulociti (G-CSF) permette di ridurre la severità della neutropenia indotta dalla chemioterapia. Un biosimilare di G-CSF è stato approvato per questo utilizzo, sulla base di efficacia, sicurezza e qualità comparabili rispetto al prodotto originale. Medici degli Ambulatori Riuniti di Ematologia e Oncologia di Amburgo hanno condotto una revisione retrospettiva delle cartelle di pazienti che seguivano un programma di sostituzione del G-CSF originario (filgrastim) con il biosimilare in un centro oncologico di comunità. In totale, 77 pazienti oncologici consecutivi avevano ricevuto G-CSF biosimilare, mentre 25 erano stati trattati con filgrastim originale presso lo stesso centro. I risultati indicano che nella coorte di pazienti trattati con G-CSF biosimilare l’età mediana era di 67 anni (range: 20 – 83). In questa coorte, il 48% dei pazienti aveva ricevuto chemioterapia, con un rischio di neutropenia febbrile > 20%; filgrastim biosimilare è stato somministrato in profilassi primaria nel 52% dei pazienti e come profilassi secondaria nel 48%. Età e neutropenia febbrile all’anamnesi o durante un precedente trattamento chemioterapico erano fattori che favorivano l’uso di G-CSF nei pazienti con rischio di neutropenia febbrile < 20%. Un paziente ha sviluppato neutropenia febbrile e la neutropenia ha portato a ridurre la dose di chemioterapia in 5 pazienti (6,5%) e a sospenderla in due (2,5%). Nessun evento inaspettato relativo alla sicurezza del prodotto (biosimilare) è stato osservato. Le caratteristiche dei pazienti nella coorte che ha ricevuto G-CSF originale erano comparabili; solo il 24% dei pazienti ha manifestato un rischio di neutropenia febbrile > 20% e il 36% ha ricevuto profilassi primaria con G-CSF; un paziente ha sviluppato neutropenia febbrile e la neutropenia ha portato a ridurre la dose di chemioterapia in 2 pazienti (8%) e a sospenderla in altri 2 (8%). In conclusione, in questo studio non interventistico, il biosimilare di G-CSF è risultato efficace e ha impedito riduzioni di dose o sospensione della chemioterapia nella maggior parte dei pazienti. Filgrastim biosimilare, quindi, è stato considerato clinicamente comparabile al prodotto di riferimento.