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3 Dicembre 2012

SUNITINIB NEL TUMORE FIBROSO SOLITARIO

L’agente target ha mostrato attività in questi tumori, con una probabile risposta a lungo termine. I ricercatori della Fondazione IRCCS, Istituto Nazionale Tumori di Milano, e del Dipartimento di Anatomia Patologica dell’Ospedale Generale di Treviso hanno esaminato l’attività di sunitinib in una serie retrospettiva di 35 casi di tumore fibroso solitario (SFT), trattati in un singolo centro da aprile 2008. I 35 pazienti con STF in stadio avanzato in progressione (20 maschi e 15 femmine; età media 58 anni; 6 casi di SFT meningeo e 29 di extra-meningeo; 15 casi di SFT localmente avanzato e 20 metastatico; 25 pazienti trattati precedentemente con chemioterapia) hanno ricevuto sunitinib in terapia continuativa (37.5 mg/giorno). Lo stato del recettore beta per il fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGFRB) e del recettore 2 per il fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGFR2) è stato analizzato con metodo immunoistochimico e, in un sottogruppo di pazienti, anche con RT-PCR. Nello studio, pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract), 31 pazienti sono risultati eleggibili alla valutazione con i criteri RECIST (eccetto un decesso prematuro e 3 interruzioni anticipate del trattamento). Le migliori risposte erano due parziali, 16 di stabilizzazione della malattia, 13 di progressione; una riduzione < 30% delle dimensioni del tumore è stata osservata in tre pazienti. Dei 29 pazienti valutabili con i criteri Choi, 14 hanno mostrato risposta parziale. La sopravvivenza mediana libera da progressione, determinata con i criteri RECIST, è risultata di 6 mesi (range 1 – 22). In due di 6 pazienti, la resistenza a sunitinib è stata superata con un incremento del dosaggio a 50 mg al giorno. PDGFRB e/o VEGFR2 sono risultati positivi in tutti i casi ma non erano predittivi di risposta, indicando una corrispondenza tra morfologia meno aggressiva e tasso di risposta più alto (53% delle risposte parziali misurate con i criteri Choi per SFT maligno e 20% di risposte parziali per SFT pleomorfo/de-differenziato). In conclusione, da questo studio emerge che sunitinib è attivo sul tumore fibroso solitario e che la risposta al trattamento può essere duratura.
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