lunedì, 4 maggio 2026
Medinews
18 Settembre 2012

IL CONTROLLO INTENSIVO DELL’IPERTENSIONE NON ALTERA LA QUALITÀ DI VITA DEI MALATI

Il controllo intensivo della pressione arteriosa, per portarne i valori entro limiti inferiori a quelli standard, non ha un impatto clinicamente significativo sulla qualità di vita e sull’eventuale instaurarsi di depressione nei pazienti ipertesi. E’ la conclusione del sottostudio ACCORD BP pubblicato on-line il 14 maggio su Diabetes Care. I ricercatori, diretti da Patrick J. O’Connor della HealthPartners Research Foundation di Minneapolis, Usa, avevano in precedenza riferito che un controllo intensivo della pressione con l’obiettivo di raggiungere valori di sistolica <120 mm Hg invece dei 130-139 standard, non ha diminuito i tassi di mortalità o d’incidenza dell’infarto, ma ha ridotto i tassi relativi all’ictus. Dati questi risultati "misti", è stato progettato il sottostudio ACCORD BP negli adulti con diabete di tipo 2 nell'arco di 4 anni di follow-up. Infatti, l'impatto del controllo della pressione sulla qualità di vita "può servire a medici e pazienti – afferma O'Connor - per selezionare obiettivi ottimali di valori pressori da raggiungere". Il sottostudio ha incluso più di 1.000 pazienti (1.028) che hanno completato i questionari relativi a una o più valutazioni della qualità di vita a 12, 36 o 48 mesi. I ricercatori hanno valutato l'impatto del trattamento per l’ipertensione. Non hanno osservato eventuali differenze tra la terapia intensiva e quella standard, ad eccezione di un peggioramento statisticamente, ma non clinicamente significativo, nella percezione della funzionalità fisica per i pazienti del gruppo in trattamento intensivo. Nel loro documento, il dottor O'Connor e colleghi sottolineano che un precedente studio (TOMHS) ha mostrato che tra gli adulti con ipertensione e senza diabete, i pazienti trattati attivamente facevano registrare punteggi più elevati di qualità di vita rispetto a quelli trattati con placebo, anche se gli effetti di specifiche classi di farmaci antipertensivi non sono stati valutati separatamente. Tuttavia, i dati di grandi studi randomizzati relativi all’associazione tra il raggiungimento di valori di pressione sistolica <120 mm Hg nelle persone con ipertensione e altre comorbidità come il diabete, e la loro qualità di vita, sono limitati. “Quindi – rilevano gli autori - è ora interessante notare se i risultati del sottostudio ACCORD BP possano cambiare al proseguire del follow-up”.
Diabetes Care
TORNA INDIETRO
Panoramica privacy
Medinews

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.