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12 Settembre 2012

M-RECIST E ALFA-PROTEINA NELLA STRATIFICAZIONE DELLA PROGNOSI DEL CARCINOMA EPATICO AVANZATO IN TRATTAMENTO CON SORAFENIB

La combinazione dei due fattori sembra aiutare la valutazione prognostica dei pazienti trattati con l’inibitore tirosin-chinasico

Per valutare la risposta e la prognosi di pazienti in terapia con sorafenib attraverso criteri RECIST (Response Evaluation Criteria in Solid Tumors), mRECIST (RECIST modificato), alfa-proteina (AFP) e des-gamma-carbossi protrombina (DCP), ricercatori dell’Università di Hiroshima hanno arruolato in uno studio retrospettivo 66 pazienti con carcinoma epatico avanzato trattati con il farmaco. La risposta al trattamento è stata valutata con criteri RECIST, mRECIST e attraverso le alterazioni dei livelli di AFP e DCP. I risultati dello studio pubblicato sulla rivista Oncology (leggi abstract) indicano un tempo mediano di sopravvivenza di 8.6 mesi per tutti i pazienti. Il tempo mediano alla progressione radiologica è risultato di 3.3 mesi e i tassi di risposta (risposta completa [CR] + risposta parziale [PR]) con criteri RECIST e mRECIST erano rispettivamente del 3.0 e 9.0%, mentre i tassi di controllo della malattia (CR + PR + malattia stabile [SD]) erano entrambi del 50%. La valutazione della sopravvivenza globale con criteri mRECIST ha permesso una migliore stratificazione dei pazienti secondo risposta al trattamento (p = 0.009), rispetto ai criteri RECIST (p = 0.09). La valutazione della sopravvivenza globale attraverso una alterazione del quoziente di AFP ≤ 1 dopo 8 settimane è risultata migliore di un’alterazione > 1 dopo 8 settimane (p = 0.002). Il quoziente di DCP non è invece stato utile per la valutazione della sopravvivenza globale. L’analisi multivariata ha identificato la risposta valutata con criteri mRECIST (CR + PR + SD; p = 0.001), il quoziente di AFP a 8 settimane (≤ 1; p = 0.046) e la classe Child-Pugh A prima del trattamento (p = 0.012) quali fattori determinanti significativi e indipendenti di sopravvivenza. La combinazione del quoziente di AFP a 8 settimane, valutazione con criteri mRECIST e punteggio Child-Pugh prima del trattamento ha permesso la stratificazione prognostica dei pazienti trattati con sorafenib. In conclusione, la combinazione dei criteri mRECIST con il quoziente di AFP è quindi risultata utile per la valutazione della prognosi in pazienti con carcinoma epatico in stadio avanzato trattati con sorafenib.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 8 – Settembre 2012
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