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10 Luglio 2012

I MARKER TUMORALI SONO INSTABILI DURANTE LA PROGRESSIONE DEL CANCRO AL SENO

Lo studio di coorte dell’Università di Manchester, pubblicato sul Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), ha valutato se i recettori ormonali e il recettore 2 per il fattore di crescita epidermico umano si modificano durante la progressione del tumore in quanto questo potrebbe alterare la gestione della paziente. I ricercatori hanno preso in considerazione donne svedesi con tumore al seno con recidiva dal primo gennaio 1997 al 31 dicembre 2007 e utilizzato i metodi biochimico o immunoistochimico (IHC)/ immunocitochimico (ICC) per determinare il recettore degli estrogeni (ER), del progesterone (PR) e lo stato HER2 che è stato poi confermato da un’ibridizzazione fluorescente in situ per lo stato IHC/ICC 2+e 3+. Sono state osservate 459 pazienti con recettore degli estrogeni (ER), 430 con recettore del progesterone (PR) e 104 pazienti con HER2 sia con tumore primario che con recidiva che ha evidenziato una modifica del 32,4% (secondo il test di McNemar P < .001), 40,7% (P < 0,001) e 14,5% (P = 0,44) dei pazienti, rispettivamente. La valutazione di ER (119 pazienti), PR (116 pazienti) e HER2 (32 pazienti) con recidive consecutive multiple (da 2 a 6) ha mostrato un’alterazione rispettivamente nel 33,6%, 32,0% e 15,7% delle pazienti. È stata notata una differenza di sopravvivenza generale statisticamente significativa correlata allo stato del recettore degli estrogeni (ER) intraindividuale e del recettore del progesterone in tumori primari e recidive (log-rank P < 0,001). Inoltre donne con tumori primari ER-positivi che diventano ER-negativi hanno avuto un incremento significativo del 48% del rischio di morte (hazard ratio, 1,48; 95% intevallo di confidenza IC, 1,08 a 2,05) rispetto a quelle con tumori stabili per positività ER2. Pazienti con esperienza di tumore del seno hanno subito un’alterazione dei recettori ormonali e dello stato HER2 durante la progressione del tumore, forse influenzati da terapie adiuvanti, che condizionano significativamente la sopravvivenza. Da adesso le ricerche sui marker nelle recidive potrebbero migliorare potenzialmente la gestione del paziente e la sopravvivenza.
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