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30 Aprile 2012

VALUTAZIONE PROSPETTICA DI TACE ASSOCIATA A MULTI-CHEMIOTERAPIA O EPIRUBICINA NEL CARCINOMA EPATICO

La combinazione con più anti-tumorali, pur tollerata, non sembra aumentare la risposta radiografica o la sopravvivenza libera da progressione (PFS) ma può essere causa di maggiori anormalità epatiche. Uno studio controllato, randomizzato, prospettico, di singolo centro, pubblicato sulla rivista Cardiovascular and Interventional Radiology (leggi abstract originale), ha comparato l’efficacia della chemio-embolizzazione endoarteriosa (TACE) associata a più agenti anti-tumorali (epirubicina, cisplatino, mitomicina C e 5-fluorouracile; multi-chemioterapia) con TACE associata a sola epirubicina (EP) nel trattamento del carcinoma epatico. In totale 51 pazienti con carcinoma epatico non resecabile, confinato all’organo, non idonei all’ablazione con radiofrequenza, sono stati assegnati a multi-chemioterapia (n = 24) oppure a EP (n = 27). I ricercatori della Wakayama Medical University hanno considerato la risposta radiografica come endpoint primario, mentre endpoint secondari erano la PFS, la sicurezza e anomalie dell’arteria epatica (grado I: nessun danno o lieve irregolarità della parete vascolare; grado II: stenosi manifesta; grado III: occlusione; dove grado II e III indicavano un danno significativo all’arteria epatica). Lo studio non ha evidenziato alcuna differenza significativa tra i due gruppi prima del trattamento. La risposta radiologica, la PFS e la sopravvivenza globale a 1 e 2 anni nel gruppo in multi-chemioterapia rispetto a EP erano rispettivamente 54 vs 48%, 6.1 vs 8.7 mesi, 95 e 65% vs 85 e 76%, senza alcuna differenza significativa. Al contrario, una maggiore e significativa elevazione della transaminasi di grado 3 è stata osservata nel gruppo di pazienti in multi-chemioterapia (p = 0.023). Anomalie dell’arteria epatica sono state rilevate nel 34% dei pazienti in multi-chemioterapia e TACE e nel 17.1% di quelli randomizzati a EP e TACE (p = 0.019). In conclusione, l’associazione di TACE con multi-chemioterapia è risultata tollerabile, ma sembra non contribuisca ad aumentare la risposta radiografica o la PFS e, invece, potrebbe causare più anomalie all’arteria epatica di TACE ed EP.
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