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16 Aprile 2012

MANTENIMENTO CON PEMETREXED E MIGLIORE CURA DI SUPPORTO DEL CANCRO POLMONARE NON A PICCOLE CELLULE NON SQUAMOSO

I pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso avanzato traggono beneficio dalla terapia di mantenimento con pemetrexed dopo terapia di induzione contenente platino, senza pemetrexed. Lo studio PARAMOUNT, pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale), ha invece valutato se il mantenimento con pemetrexed migliori la sopravvivenza libera da progressione dopo terapia di induzione contenente sia pemetrexed che cisplatino. Questo studio di fase 3, randomizzato, multicentrico, in doppio cieco, controllato contro placebo, ha coinvolto pazienti con NSCLC non squamoso avanzato di età superiore a 18 anni, che non avevano ricevuto precedente chemioterapia sistemica per il tumore al polmone e presentavano almeno una lesione misurabile e performance status ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group) tra 0 e 1. Prima della randomizzazione, i pazienti hanno ricevuto 4 cicli di pemetrexed (500 mg/m2) e cisplatino (75 mg/m2) al giorno 1 di un ciclo di 21 giorni durante la fase di induzione. I pazienti che non mostravano progressione dopo completamento di 4 cicli di induzione e che avevano un performance status ECOG di 0 o 1 sono stati stratificati secondo lo stadio della malattia (III o IV), performance status ECOG (0 o 1) e risposta all’induzione (completa o parziale o stabilizzazione della malattia) e quindi randomizzati (2:1) a ricevere terapia di mantenimento con pemetrexed (500 mg/m2 ogni 21 giorni) in combinazione alla migliore cura di supporto o a placebo e migliore cura di supporto fino alla progressione della malattia. La randomizzazione è stata eseguita utilizzando il metodo di minimizzazione di Pocock e Simon. I pazienti e gli investigatori non erano a conoscenza dell’assegnazione del trattamento. Endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione nella popolazione ‘intention-to-treat’. I risultati indicano che 939 pazienti dei 1022 arruolati hanno partecipato alla fase di induzione. Di questi, 539 pazienti sono stati randomizzati a terapia di mantenimento con pemetrexed e migliore cura di supporto (n = 359) o a placebo e migliore cura di supporto (n = 180). Tra i 359 pazienti randomizzati al mantenimento con pemetrexed, è stata osservata una riduzione significativa del rischio di progressione della malattia rispetto al gruppo placebo (HR 0,62; IC 95%: 0,49 – 0.79; p < 0,0001). La sopravvivenza mediana libera da progressione, misurata dalla randomizzazione, è risultata di 4,1 mesi (IC 95%: 3,2 – 4,6) nei pazienti che hanno ricevuto pemetrexed e di 2,8 mesi (IC 95%: 2.6 – 3.1) nel gruppo a placebo. Gli eventi avversi, relativi a esami di laboratorio, di grado 3 – 4 probabilmente legati al trattamento erano più comuni nel gruppo che ha ricevuto pemetrexed (33 di 359 pazienti [9%]) rispetto al placebo (uno di 180 pazienti [< 1%]: p < 0,0001); così anche gli eventi avversi, non laboratoristici, di grado 3 – 5 (32 di 359 pazienti [9%] nel gruppo a pemetrexed; 8 di 180 [4%] nel gruppo a placebo; p = 0,080), con un decesso probabilmente legato al trattamento in ciascun gruppo. I più comuni eventi avversi di grado 3 – 4 nel gruppo a pemetrexed erano anemia (16 di 359 pazienti [4%]), neutropenia (13 [4%]) e fatigue (15 [4%]). Nel gruppo a placebo, questi eventi avversi erano meno comuni: anemia (uno di 180 pazienti [< 1%]), neutropenia (nessuno) e fatigue (uno [< 1%]). Gli eventi avversi gravi più frequenti sono stati anemia (8 di 359 pazienti [2%] nel gruppo a pemetrexed vs nessuno nel gruppo a placebo) e neutropenia febbrile (5 [1%] vs nessuno). In 19 pazienti (5%) nel gruppo a pemetrexed e in 6 pazienti (3%) nel gruppo a placebo è stata sospesa la somministrazione per eventi avversi legati al farmaco. In conclusione, il mantenimento con pemetrexed è risultato efficace e ben tollerato come opzione di trattamento continuativo nei pazienti con NSCLC non squamoso in stadio avanzato con buon performance status e che non avevano mostrato progressione dopo terapia di induzione con pemetrexed e cisplatino.
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