martedì, 5 maggio 2026
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10 Aprile 2012

DOPO I PASTI STARE SEDUTI ALZA LA GLICEMIA, MA BASTANO BREVI PAUSE PER DIMINUIRLA DEL 24%

In un studio del 2010, David Dunstan e colleghi del Baker IDI Heart and Diabetes Institute di Melbourne, in Australia, avevano evidenziato un legame tra l’abitudine a guardare più di 4 ore di televisione al giorno e una riduzione della speranza di vita. L’ipotesi allo studio era lo stile di vita sedentario e, quindi, il maggiore rischio cardiovascolare. In quella ricerca, però, gli autori non avevano dimostrato che la causa di tale aumento potesse consistere proprio nella prolungata posizione seduta. Perciò, in un nuovo studio, hanno indagato come il permanere a lungo in questa posizione possa influenzare la risposta fisiologica all’assunzione di cibo. L’équipe ha coinvolto 19 adulti sovrappeso cui è stato chiesto di riposare (rimanendo inattivi fisicamente) per 7 ora di fila mentre i loro livelli di glucosio e insulina venivano monitorati ogni ora. Dopo le prime due ore di riposo, i partecipanti hanno bevuto un drink ad elevato contenuto di zuccheri e grassi, equivalente a 763 calorie. Ogni persona è stata seguita per tre giorni di esperimenti e ogni giornata era intervallata da una o due settimane. Nel corso della prima giornata di osservazioni, i partecipanti sono rimasti seduti per tutto il tempo, leggendo, guardando la TV o lavorando al computer, permettendosi solo le pause indispensabili per andare al bagno. Nella seconda giornata di esperimento, ogni 20 minuti dopo aver assunto la bevanda, i partecipanti hanno fatto 2 minuti di pausa camminando. Al terzo giorno sono state concesse pause simili, ma è stata fatta una attività fisica più vigorosa. Le misurazioni nelle prime giornate hanno fatto registrare mediamente un aumento di glicemia, a 1 ora dal drink, da 90 mg/dL a 144 mg/dL. La seconda giornata, con le pause ‘camminate’, la glicemia passava da 90 mg/dL a 126 mg/dL, con un calo in media del 24% dell’incremento glicemico, che saliva al 30% con pause ad attività fisica di moderata intensità (terza giornata). “Nello studio abbiamo considerato l’osservazione di pochi giorni – ha affermato Dunstan – ora dobbiamo chiederci se la stessa riduzione della glicemia ottenuta con regolarità possa tradursi in una diminuzione del rischio globale di aterosclerosi”.

Reuters Health – Diabetes Care
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