CAPECITABINA E OXALIPLATINO NELLA TERAPIA ADIUVANTE DI PAZIENTI CON CANCRO ALLO STOMACO DOPO GASTRECTOMIA D2
Il trattamento adiuvante dopo resezione curativa dovrebbe rappresentare un’opzione per i pazienti con cancro gastrico operabile. La gastrectomia D2 è raccomandata dalle linee guida di Stati Uniti ed Europa ed è suggerita anche in Asia orientale per il trattamento dei pazienti con cancro operabile allo stomaco. In questi pazienti la chemioterapia adiuvante ha migliorato gli esiti dopo la procedura chirurgica, anche se i benefici dopo resezione D2 non sono stati esaurientemente documentati da ampi studi clinici. Ricercatori del Seoul National University College of Medicine hanno studiato gli effetti della chemioterapia adiuvante con capecitabina e oxaliplatino dopo gastrectomia D2, rispetto alla sola resezione chirurgica, sulla sopravvivenza libera da malattia in pazienti con cancro gastrico in stadio II-IIIB. Lo studio CLASSIC di fase 3, aperto, randomizzato e controllato, a gruppi paralleli, ha esaminato l’efficacia del trattamento adiuvante con capecitabina e oxaliplatino nel cancro allo stomaco in 37 centri nella Corea del Sud, in Cina e Taiwan. I pazienti con cancro gastrico in stadio II-IIIB, sottoposti a gastrectomia D2 curativa, sono stati randomizzati a chemioterapia adiuvante contenente capecitabina orale (1000 mg/m2 due volte al giorno ai giorni 1 – 14 di ciascun ciclo) e oxaliplatino per via endovenosa (130 mg/m2 al giorno 1 di ciascun ciclo) per 8 cicli di 3 settimane, per 6 mesi, o a sola procedura chirurgica. La randomizzazione era controllata con sistema computerizzato interattivo centrale e stratificata per Paese e stadio della malattia. Pazienti e investigatori erano a conoscenza del trattamento. Endpoint primario era la sopravvivenza libera da malattia a 3 anni, analizzata secondo ‘intention-to-treat’. Lo studio pubblicato sulla rivista The Lancet (leggi abstract originale) riporta l’analisi di efficacia predeterminata ad interim, dopo che lo studio clinico è stato interrotto in seguito a raccomandazione del ‘data monitoring committee’. Sono stati randomizzati 1035 pazienti: 520 hanno ricevuto chemioterapia e trattamento chirurgico e 515 sono stati sottoposti alla sola procedura chirurgica. Il follow-up mediano è stato di 34.2 mesi (range: 25.4 – 41.7) nel gruppo sottoposto a chemioterapia e chirurgia e di 34.3 mesi (range: 25.6 – 41.9) in quello avviato alla sola chirurgia. La sopravvivenza libera da malattia a 3 anni era pari al 74% (IC 95%: 69 – 79) nel gruppo di intervento rispetto al 59% (IC 95%: 53 – 64) in quello sottoposto a sola chirurgia (hazard ratio 0.56, IC 95%: 0.44 – 0.72; p < 0.0001). Eventi avversi di grado 3 o 4 sono stati descritti da 279 dei 496 pazienti (56%) nel gruppo che ha ricevuto chemioterapia dopo il trattamento chirurgico, mentre si sono manifestati in 30 dei 478 pazienti (6%) nel gruppo sottoposto a sola procedura chirurgica. Gli eventi avversi più comuni nel gruppo di intervento sono stati nausea (n = 326), neutropenia (n = 300) e diminuzione dell’appetito (n = 294). In conclusione, lo studio suggerisce che il regime adiuvante con capecitabina e oxaliplatino, dopo gastrectomia curativa, dovrebbe essere preso in considerazione come opzione di trattamento per i pazienti con cancro gastrico operabile.