sabato, 2 maggio 2026
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5 Dicembre 2011

ATTITUDINE DEGLI ONCOLOGI STATUNITENSI NELLA GESTIONE DEL DOLORE ONCOLOGICO

Uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) suggerisce che, per oltre 20 anni, non è stata adeguatamente focalizzata la percezione degli impedimenti al trattamento del dolore da cancro o le limitazioni nella conoscenza e nella pratica dei medici oncologi. I ricercatori del Beth Israel Medical Center di New York hanno valutato le attitudini, le conoscenze e l’applicazione pratica relativa alla gestione del dolore da cancro in oncologi medici attraverso un sondaggio anonimo inviato a un campione geograficamente rappresentativo di questi specialisti selezionati casualmente dall’elenco degli iscritti all’American Medical Association. Su un totale di 2000 oncologi contattati, 354 hanno risposto al questionario originale e 256 ad una delle due successive versioni abbreviate, con un tasso di risposta globale del 32%. Il campione che ha risposto era demograficamente sovrapponibile alla selezione originaria degli oncologi. Utilizzando scale di punteggio numerico da 0 a 10, gli oncologi hanno attribuito un punteggio elevato alla loro abilità di gestire il dolore da cancro (mediana 7, range interquartile [IQR]: 6 – 8), ma hanno classificato i loro pari più conservativi di quando essi stessi fossero (mediana 3, IQR: 2 – 5). La qualità del training per la gestione del dolore durante gli studi di medicina e il praticantato sono stati quotati insufficienti, rispettivamente a livello 3 (IQR: 1 – 5) e 5 (IQR: 3 – 7). Gli ostacoli maggiori al trattamento del dolore oncologico erano una valutazione scadente (mediana 6, IQR: 4 – 7) e la riluttanza del paziente ad assumere oppioidi (mediana 6, IQR: 5 – 7) o a segnalare il sintomo dolore (mediana 6, IQR: 4 – 7). Altri impedimenti includevano la riluttanza dei medici a prescrivere oppioidi (mediana 5, IQR: 3 – 7) e la percezione di un’eccessiva regolamentazione (mediana 4, IQR: 2 – 7). In risposta a due vignette che descrivevano scenari clinici provocatori, il 60% e l’87% degli oncologi ha preso decisioni che sarebbero state dichiarate inaccettabili da specialisti della terapia del dolore. Il riferimento frequente a specialisti del dolore e di cure palliative è stato descritto rispettivamente solo dal 14 e 16% degli interpellati. Secondo gli autori sono necessari ulteriori sforzi per migliorare la situazione attuale.
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