RISCHIO DI RECIDIVA A 10 ANNI E MORTE A 15 ANNI CON RADIOTERAPIA DOPO CHIRURGIA CONSERVATIVA DEL SENO
Una meta-analisi condotta dall’Early Breast Cancer Trialists’ Collaborative Group (EBCTCG) sui dati individuali di donne valutate in 17 studi clinici randomizzati indica che la radioterapia, quando somministrata dopo la chirurgia conservativa della mammella, permette di dimezzare la percentuale di recidiva della malattia a 10 anni e di ridurre di circa un sesto la mortalità per cancro al seno a 15 anni. Lo studio pubblicato sulla rivista The Lancet (leggi abstract originale) include i risultati sulla riduzione assoluta in relazione alle diverse caratteristiche di prognosi e della paziente e sulle correlazioni tra riduzione assoluta del rischio di morte per cancro alla mammella a 15 anni e riduzione assoluta del rischio di recidiva a 10 anni. Gli studi analizzati avevano esaminato l’effetto della radioterapia vs nessuna radioterapia dopo chirurgia conservativa del seno in 10801 donne, 8337 delle quali avevano ricevuto conferma patologica di malattia linfonodo-negativa (pN0) o -positiva (pN+). Nel complesso, la radioterapia ha ridotto il rischio di prima recidiva a 10 anni (sia locoregionale che distante) dal 35.0 al 19.3% (con una riduzione assoluta del 15.7%, IC 95%: 13.7 – 17.7; 2p < 0.00001) e il rischio di morte per cancro al seno a 15 anni dal 25.2 al 21.4% (riduzione assoluta 3.8%, IC 95%: 1.6 – 6.0; 2p = 0.00005). Nelle donne linfonodo-negative (n = 7287), la radioterapia ha ridotto questi rischi rispettivamente dal 31.0 al 15.6% (riduzione assoluta di recidiva 15.4%, IC 95%: 13.2 – 17.6; 2p < 0.00001) e dal 20.5 al 17.2% (riduzione assoluta di morte 3.3%, IC 95%: 0.8 – 5.8; 2p = 0.005). In queste donne con malattia pN0, la riduzione assoluta di recidiva è variata in relazione all’età, al grado, allo stato dei recettori per gli estrogeni, all’uso di tamoxifene e all’estensione della resezione chirurgica, e queste caratteristiche sono state usate per la previsione della riduzione assoluta in tre categorie, ampia (≥ 20%), intermedia (10 – 19%) o limitata (< 10%), del rischio di recidiva a 10 anni. Le riduzioni assolute del rischio di morte per cancro al seno a 15 anni in queste tre categorie di previsione erano rispettivamente del 7.8% (IC 95%: 3.1 – 12.5), 1.1% (IC 95%: -2.0 – 4.2) e 0.1% (IC 95%: -7.5 – 7.7) (trend della riduzione assoluta di mortalità 2p = 0.03). Nelle donne con malattia pN+ (n = 1050), la radioterapia ha ridotto il rischio di recidiva a 10 anni dal 63.7 al 42.5% (riduzione assoluta 21.2%, IC 95%: 14.5 – 27.9; 2p < 0.00001) e il rischio di morte per cancro al seno a 15 anni dal 51.3 al 42.8% (riduzione assoluta 8.5%; IC 95%: 1.8 – 15.2; 2p = 0.01). Secondo gli autori dello studio, circa un decesso per cancro al seno è stato evitato entro 15 anni ogni quattro recidive evitate in 10 anni e la riduzione della mortalità non è stata influenzata significativamente da questa relazione globale in ogni categoria di previsione per malattia pN0 o pN+. I benefici proporzionali quindi variano poco tra i diversi gruppi di donne; al contrario, quelli assoluti si alterano sostanzialmente con la radioterapia secondo le caratteristiche della paziente e possono essere previsti al momento della scelta del trattamento.