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15 Novembre 2011

CONSUMO REGOLARE DI ASA E RISCHIO DI CANCRO AL COLON IN PORTATORI DI PREDISPOSIZIONE GENETICA

Una dose giornaliera di acido acetilsalicilico (ASA, 600 mg) per almeno 2 anni sembrerebbe ridurre l’incidenza di cancro in portatori di tumore ereditario al colon-retto nei successivi tre. Studi osservazionali avevano già descritto una riduzione dei casi di cancro colorettale nei pazienti che assumevano ASA e studi randomizzati controllati hanno indicato un rischio più basso di adenoma, ma nessuna ricerca clinica aveva considerato la prevenzione del cancro colorettale quale endpoint primario. Lo studio randomizzato CAPP2 (Colorectal Adenoma/carcinoma Prevention Programme) ha esaminato gli effetti antineoplastici dell’ASA e di una dose orale di amido resistente in portatori di sindrome di Lynch, più grave manifestazione di cancro colorettale ereditario, e i risultati a lungo termine dei pazienti assegnati ad ASA o placebo sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet (leggi abstract originale). Lo studio CAPP2, coordinato da ricercatori della Newcastle University in Gran Bretagna, ha randomizzato, con disegno fattoriale 2×2, portatori di sindrome di Lynch a 600 mg ASA o placebo (specifico per ASA) o a 30 g di amido resistente o a placebo (specifico per l’amido) per un periodo massimo di 4 anni. La randomizzazione è stata eseguita in blocchi di 16 con fornitura completa per lo studio della singola opzione e per il follow-up esteso al post-intervento, in doppio cieco; i partecipanti e gli investigatori erano all’oscuro dell’allocazione di trattamento. Endpoint primario era lo sviluppo di cancro al colon-retto e l’analisi di ‘intention-to-treat’ e ‘per protocollo’. Un totale di 861 partecipanti è stato assegnato al trattamento con ASA o a placebo specifico. Ad un follow-up medio di 55.7 mesi, 48 persone hanno sviluppato 53 tumori primari al colon-retto (18 tra i 427 randomizzati ad ASA e 30 tra i 434 a placebo). L’analisi ‘intention-to-treat’ del tempo alla prima manifestazione di cancro colorettale ha evidenziato un rischio (hazard ratio, HR) di 0.63 (IC 95%: 0.35 – 1.13; p = 0.12) e la regressione di Poisson, che ha preso in considerazione gli eventi primari multipli, ha fornito un IRR (rapporto tra tassi di incidenza) di 0.56 (IC 95%: 0.32 – 0.99; p = 0.05). Per i partecipanti che avevano completato 2 anni di intervento (258 nel gruppo ASA, 250 a placebo), l’analisi ‘per protocollo’ ha dato un HR di 0.41 (IC 95%: 0.19 – 0.86; p = 0.02) e un IRR di 0.37 (IC 95%: 0.18 – 0.78; p = 0.008). In questo studio non sono stati descritti gli eventi avversi dopo il trattamento, ma quelli durante il periodo di intervento non differivano tra i gruppi (ASA vs placebo). Gli autori suggeriscono lo svolgimento di studi approfonditi per stabilire dose e durata ottimale del trattamento con ASA.
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