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6 Settembre 2011

MALATTIE CARDIOVASCOLARI IN GRAVIDANZA: DECESSI MATERNI 100 VOLTE PIU’ ALTI DELLA NORMA

Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte materna in gravidanza. Come suggeriscono i dati preliminari dello speciale registro della European Society of Cardiology (ESC), presentato al congresso 2011 a Parigi, il numero di donne a rischio tende ad aumentare, soprattutto a causa dell’età più avanzata della prima gravidanza e al concomitante aumento dei rischi di diabete, ipertensione e obesità. Ad oggi più di 1.300 donne sono state iscritte nel registro, appartenenti a 28 Paesi e provenienti da 60 centri: 869 con malattia cardiaca congenita, 333 pazienti con malattia cardiaca valvolare, 79 con cardiomiopatia e 24 con cardiopatia ischemica. I risultati riflettono un tasso di ospedalizzazione molto elevato, del 26% di tutte le gravidanze, 338 pazienti, di cui 203 per causa cardiaca. Sono stati inoltre registrati 13 decessi materni (1%) e 59 fetali (4,5%). “Vi è scarsità di dati su come le donne con preesistente malattia cardiaca vengono seguite durante la gravidanza – ha affermato il prof. Michel Komajda, Presidente dell’ESC -. Le complicanze sono frequenti e possono essere anche molto gravi. Il nostro registro è il primo del genere e i risultati sono preoccupanti. Si sottolinea pertanto la necessità di collaborazione nel follow-up tra ginecologi e cardiologi”. “Questi tassi di mortalità – ha spiegato il prof. Roos-Hesselink, co-direttore del registro – sono significativamente più elevati del normale, 100 volte per la materna e 10 volte superiore per la fetale. Alto anche il tasso di parto con taglio cesareo: circa il 40%”. “Le ragioni di questi dati non sono del tutto note ma è urgente intensificare la ricerca in questo campo – ha affermato il prof. Roberto Ferrari, past president ESC –. A Parigi l’ESC ha presentato nuove linee guida sulla gestione delle malattie cardiovascolari in gravidanza (ESC Guidelines on the management of cardiovascular disease in pregnancy) indispensabili alla luce delle evidenze e del continuo aumento di tali problemi”. “Le patologie cardiovascolari non rappresentano una controindicazione assoluta alla gravidanza – ha commentato il prof. Nicola Surico, Presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) – tranne in pochi casi, come quando vi siano scompenso cardiaco o ipertensione polmonare severa. È però importante che la donna malata venga seguita secondo protocolli personalizzati, con una stretta collaborazione fra ginecologo e cardiologo. Le nuove linee guida ESC rappresentano un documento importante che la SIGO recepirà e diffonderà al massimo fra i suoi soci. Ci adopereremo perché divengano lo standard nei nostri reparti”.”L’unico modo per migliorare la nostra conoscenza dei fattori che determinano esiti negativi nelle donne gravide con malattie cardiache – ha concluso Roos-Hesselink – è raccogliere dati relativi a un elevato numero di gravidanze e cercare di trovare modelli e strategie di gestione per determinare i rischi effettivi sia per la madre che per il bambino e individuare così le migliori forme di trattamento”.

Dall’ESC 2011
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