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23 Maggio 2011

TEMPI DI ATTESA PER LA RESEZIONE CHIRURGICA ED ESITI NEI PAZIENTI CON CARCINOMA RENALE

Con tempi più brevi per i pazienti in stadio T3 – T4 e nessun peggioramento della malattia durante l’attesa, gli autori ribadiscono la sicurezza della sorveglianza attiva per lo stadio T1. I tempi di attesa per l’attuazione della procedura chirurgica sono risultati determinanti per l’esito di molte neoplasie maligne, ma gli studi sul cancro al rene sono ancora limitati. Ricercatori canadesi della University of Western Ontario hanno esaminato la durata dell’attesa di pazienti con carcinoma renale per valutare se questa avesse un impatto negativo sulle caratteristiche patologiche. Il centro di chirurgia oncologica, presso cui gli autori esercitano l’attività, ha valutato i pazienti con carcinoma renale sulla base del rischio percepito. La durata dell’attesa per la procedura chirurgica è stata aggiustata in base allo stadio della malattia: 90 giorni per lo stadio clinico T1, 40 per T2 e 30 per T3 e T4. I ricercatori hanno rivisto retrospettivamente le cartelle di 354 pazienti sottoposti a nefrectomia per carcinoma renale. Sono stati valutati: progressione ad uno stadio più alto (‘up-staging’), linfonodi positivi, recidiva del tumore e dimensioni della lesione ad ogni stadio. L’analisi è stata condotta usando il tempo di attesa per la chirurgia come variabile categorica per valutare le associazioni con la recidiva della malattia e con le caratteristiche patologiche avverse. Il tempo mediano dalla prima consultazione alla chirurgia è stato di 41 giorni e il follow-up medio di 26.6 mesi. La durata dell’attesa, classificata per stadio clinico della malattia, è stata di 57.12 giorni per T1, 36.8 giorni per T2 e 30.32 giorni per T3 e T4. In analisi multivariata, le dimensioni del tumore sono state associate alla progressione, mentre non esisteva correlazione tra tempo di attesa e ‘up-staging’. Lo stadio più alto, le caratteristiche sarcomatoidi e l’evidenza clinica di progressione sono stati associati a più breve durata dell’attesa di intervento immediato. Nello studio pubblicato sulla rivista Canadian Urological Association Journal (leggi abstract originale) gli autori non hanno evidenziato alcun ‘up-staging’ o progressione durante il periodo di attesa per la resezione chirurgica nel gruppo di pazienti esaminato. I dati quindi supportano i risultati di studi precedenti che avevano descritto la ‘sicurezza’ della sorveglianza attiva nei pazienti con carcinoma renale in stadio T1, periodo che non modifica l’esito patologico finale.
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