Una scarsa qualità del sonno comporta un più elevato rischio complessivo di malattie cardiovascolari e di patologia coronarica. E’ la conclusione di uno studio olandese, caratterizzato da 15 anni di follow-up, presentato al congresso EuroPRevent 2011 tenutosi lo scorso mese a Ginevra. Le informazioni su durata e qualità del sonno sono state ottenute dai ricercatori dell’Istituto Nazionale per la sanità pubblica e l’ambiente di Bilthoven, in Olanda, grazie a un questionario compilato da più di 20mila (20.432) partecipanti (9.217 uomini e 11.215 donne) tra il 1993 e il 1997. Il sonno breve è stato definito come inferiore alle 6 ore, il sonno lungo di 9 o più ore, nell’arco della giornata (24 h). Dopo aggiustamento per fattori confondenti rilevanti, è risultato che chi dichiarava un sonno breve evidenziava un rischio superiore del 15% di incorrere in eventi cardiovascolari rispetto ai partecipanti allo studio che annotavano una durata del sonno normale. Nessuna associazione è stata trovata tra la qualità del sonno (valutata singolarmente) e l’incidenza delle malattie cardiovascolari, ma l’analisi dei due parametri associati ha evidenziato che chi dormiva poco e male aveva un rischio del 65% più elevato di incorrere in malattie cardiovascolari e dell’85% maggiore di malattia coronarica rispetto ai partecipanti con una durata e una qualità del sonno normali.
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- DORMIRE POCO E MALE AUMENTA DEL 65% IL RISCHIO DI MALATTIE CARDIOVASCOLARI