lunedì, 4 maggio 2026
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26 Aprile 2011

POLMONITE DA TEMSIROLIMUS IN PAZIENTI CON CARCINOMA RENALE AVANZATO

Lo studio suggerisce un controllo rigoroso di questi pazienti per poter intervenire rapidamente quando compaiono i sintomi clinici della malattia. Nei pazienti trattati con inibitori di mTOR si può sviluppare una polmonite non infettiva. Dopo aver osservato in uno studio di fase III un miglioramento della sopravvivenza con temsirolimus, un inibitore mTOR, rispetto a interferone, in pazienti non trattati precedentemente che avevano ricevuto diagnosi sfavorevole di carcinoma renale in stadio avanzato, ricercatori spagnoli e colleghi statunitensi hanno condotto una revisione radiologica retrospettiva, indipendente, in cieco, dei risultati della tomografia (TC) toracica di questi pazienti per caratterizzare la polmonite non infettiva legata al trattamento con temsirolimus. I pazienti erano stati trattati con temsirolimus (25 mg e.v. alla settimana) o con interferone alfa (3 milioni di unità s.c., con incremento della dose a 18 milioni di unità, x 3 alla settimana). La polmonite da farmaco è stata identificata dalle immagini sequenziali della TC toracica, richieste ogni 8 settimane durante il trattamento, che mostravano alterazioni consistenti con la diagnosi di polmonite non infettiva, e non polmonite infettiva o progressione della malattia, quando correlata ai dati clinici. La probabilità cumulativa di polmonite non infettiva da farmaco è stata stimata usando il metodo di Kaplan-Meier. Otto dei 138 pazienti valutabili in trattamento con interferone (6%) e 52 dei 178 in trattamento con temsirolimus (29%) hanno sviluppato polmonite non infettiva da farmaco, identificata radiologicamente. Il tempo all’insorgenza di polmonite non infettiva era significativamente più breve nel braccio temsirolimus, rispetto al braccio interferone (p log-rank < 0.001). La stima della probabilità cumulativa di polmonite non infettiva a 8 e 16 settimane dalla prima dose di farmaco è risultata pari al 21% e 31%, rispettivamente, nel braccio temsirolimus e al 6% e 8%, rispettivamente, nel braccio interferone. Sintomi respiratori sono stati osservati al momento dell’insorgenza di polmonite non infettiva legata a temsirolimus, diagnosticata radiologicamente, in 16 dei 52 pazienti (31%). Lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) suggerisce quindi che i pazienti con carcinoma renale avanzato trattati con temsirolimus dovrebbero essere strettamente monitorati per l’insorgenza di polmonite non infettiva e il trattamento dovrebbe essere modificato alla comparsa dei sintomi clinici.
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