domenica, 3 maggio 2026
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3 Dicembre 2002

06 SINTESI DELL’INTERVENTO DELLA PROF. MARIA GRAZIA MASUCCI

Tra le strade più promettenti di questo approccio c’è il lavoro di Michael S. O’Reilly dell’Anderson Cancer Center di Houston, Texas, che al congresso parla di angiogenesi, il processo di nutrizione del tumore. Bloccare le risorse di vita del tumore è uno dei modi principali per fermare il cancro. Il ‘silenzio stampa’ subentrato all’iniziale entusiasmo per la scoperta di questo meccanismo non corrisponde in realtà all’interruzione delle ricerche sull’angiogenesi. Quella storia insegna a tutti che nella ricerca non bisogna procedere troppo velocemente, né buttare le opportunità; è necessario invece, quando l’idea è ottima come in questo caso, continuare pazientemente gli studi e mantenere una grande rigorosità scientifica che è l’unica garanzia di successo. Un altro settore che sta dando risultati molto interessanti è quello che sarà discusso il 4 dicembre dal prof. Fred Goldberg, dell’Harvard Medical School, uno dei pionieri di questi studi. Egli spiegherà come l’inibizione dei processi che regolano la distruzione di proteine cellulari attraverso l’uso di molecole che bloccano selettivamente l’attività di enzimi chiamati proteosomi sia un processo fondamentale per bloccare il tumore. Le sperimentazioni cliniche per l’uso di queste sostanze nell’uomo stanno dando risultati estremamente promettenti almeno per quanto riguarda certi tipi di tumori come il mieloma. Contrariamente a quanto si sarebbe potuto immaginare questi farmaci inibitori non sembrano avere un’attività tossica generale e mostrano un effetto selettivo contro i tumori. Altro campo di ricerca d’avanguardia è quello degli inibitori delle kinasi (per esempio Map Kinase Inhibitor); anche qui l’approccio è di inibire selettivamente i sistemi che controllano la crescita del tumore bloccando i meccanismi di comunicazione all’interno delle cellule e tra i vari tipi di cellule che costituiscono la massa del tumore.

Per quanto riguarda i virus ‘tumorali’ si discuteranno approcci nuovi per la produzione di vaccini che permettono di diminuire l’incidenza del cancro. Il prof. Cornelis J. M. Melief della Leiden University olandese è uno dei pionieri di questo campo di ricerca che sembra dare risultati molto promettenti. Schematizzando, nei tumori di origine virale ci sono due strategie. La prima è la profilassi, cioè cercare di diminuire l’incidenza o le conseguenze cliniche delle infezioni virali alla base dei tumori; ad esempio il programma di vaccinazione contro l’epatite di tipo B dei bambini di Taiwan ha portato all’esclusione del pericolo di epatite e quindi di tumore epatico. La seconda strategia è l’approccio terapeutico, come quello di Melief: con le vaccinazioni si vuole aumentare l’attività immunitaria contro i virus che provocano i tumori.
Un altro esempio molto promettente è quello della terapia cellulare che verrà discussa dalla prof.ssa Cliona M. Rooney. La ricercatrice ha dimostrato che cellule citotossiche prodotte in laboratorio sono in grado di curare alcuni tipi di tumori causati dal virus EBV. Questi sono tumori linfoblastici che si sviluppano nei pazienti immunosoppressi, come ad esempio persone che hanno avuto un trapianto d’organo o di midollo o pazienti affetti da AIDS. Si spera che questa tecnica che non è tossica per il paziente potrà essere utilizzata anche per altri tipi di tumori da EBV come il linfoma di Hodking e il carcinoma naso-faringeo e possibilmente altri in cui l’antigene di rigetto sia conosciuto.
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