Opzione efficace e sicura per il trattamento di questi pazienti, dove i fattori predittivi di lunga sopravvivenza sono performance status, carico tumorale e risposta RECIST
Nel colangiocarcinoma intraepatico inoperabile (ICC), la chemioterapia sistemica è spesso considerata l’unica opzione sebbene la sua efficacia sia limitata, mentre la radioembolizzazione (RE) con microsfere contenenti yttrio-90 [(90)Y] è una terapia offerta attualmente ai pazienti con carcinoma epatico o tumori metastatici al fegato. Esistono, tuttavia, dati limitati circa il valore della RE nei pazienti con ICC e sui fattori che possono influenzarne la prognosi. Scopo dell’analisi retrospettiva condotta da ricercatori tedeschi della Ludwig-Maximilians-University di Monaco è stato stabilire quali fattori influenzassero il tempo alla progressione (TTP) e la sopravvivenza globale (OS). Nello studio pubblicato sulla rivista Cardiovascolar and Interventional Radiology (leggi abstract originale), i 33 pazienti con ICC sono stati trattati con microsfere di resina contenenti (90)Y e valutati ad intervalli di 3 mesi. Le caratteristiche basali, le tossicità biochimiche e cliniche e la risposta sono state prese in considerazione per esaminare l’impatto su TTP e OS. Ai pazienti sono stati somministrati 34 trattamenti senza evidenza di complicanze maggiori. Secondo il RECIST, 12 pazienti hanno manifestato risposta parziale (PR), 17 stabilizzazione della malattia (SD) e 5 progressione della malattia (PD) dopo 3 mesi. La OS mediana è stata di 22 mesi dopo il trattamento e 43.7 mesi dopo la diagnosi. Il TTP mediano è stato di 9.8 mesi. La sopravvivenza e il TTP erano significativamente più lunghi nei pazienti con ECOG 0 (vs ECOG 1 o 2: rispettivamente OS mediana 29.4, 10 e 5.1 mesi; TTP 17.5, 6.9 e 2.4 mesi), carico tumorale ≤ 25% (OS 26.7 vs 6 mesi; TTP 17.5 vs 2.3 mesi) o risposta tumorale (PR o SD vs PD: rispettivamente OS 35.5, 17.7 vs 5.7 mesi; TTP 31.9, 9.8 e 2.5 mesi) (p < 0.001).Liver Cancer Newsgroup – Numero 4 – Aprile 2011