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25 Gennaio 2011

ISTAT, ITALIA SOTTO FRANCIA E GERMANIA PER SPESA SANITARIA PUBBLICA

La spesa sanitaria pubblica italiana ammonta a oltre 110 miliardi di euro (7,3 % del Pil) e supera i 1.800 euro annui per abitante (anno 2009), ma è molto inferiore a quella di altri importanti paesi europei come Francia e Germania. E’ quanto emerge dal rapporto “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” realizzato dall’Istat. Le famiglie contribuiscono con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 21,3 %. La spesa sanitaria delle famiglie rappresenta l’11,9 % del Pil nazionale e ammonta a 1.178 euro per famiglia (anno 2008). L’Italia è tra i paesi Ue quello con il maggior numero di medici in strutture sanitarie pubbliche e private sul totale della popolazione residente, quasi 410 ogni centomila abitanti (2009). Tra il 2002 e il 2007, in tutte le regioni si è verificata una convergenza dell’offerta di posti letto ospedalieri per abitante verso la media nazionale, scesa da 4,3 a 3,7 posti letto ogni mille abitanti. La mobilità ospedaliera fra i vari territori è un fenomeno rilevante. Nel 2008, le regioni sono state interessate da circa 650 mila ricoveri ospedalieri di pazienti non residenti (immigrazione ospedaliera) e da oltre 570 mila ricoveri effettuati dai pazienti in una regione diversa da quella di residenza (emigrazione ospedaliera). I tumori e le malattie del sistema circolatorio, più frequenti nelle età adulte e senili, rappresentano le principali cause di ricovero sia in Italia, sia nel resto dell’Europa. Le malattie del sistema circolatorio rappresentano la principale causa di morte in quasi tutti i paesi dell’Ue. In Italia, il tasso standardizzato di mortalità per queste cause è pari a 32,6 decessi ogni diecimila abitanti, quello riguardante i tumori è pari a 26,6. Il fumo, l’alcol e l’obesità sono i principali fattori di rischio per la salute. Nel nostro Paese, nel 2009, i fumatori rappresentano il 23 % della popolazione over 14, i consumatori di alcol a rischio il 16,1 %, le persone obese il 10,3 %.
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