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12 Gennaio 2011

RUOLO DELL’INFEZIONE DA HBV IN ITALIA SULL’EZIOLOGIA DEL CARCINOMA EPATICO NEGLI ULTIMI VENT’ANNI

Sebbene sia stato osservato un incremento nel numero assoluto dei tumori, la tendenza registrata è di riduzione dei casi legati all’epatite probabilmente per una maggiore sorveglianza

L’infezione cronica da virus dell’epatite B (HBV) rappresenta uno dei più frequenti fattori eziologici associati allo sviluppo del carcinoma epatico. Lo studio pubblicato sulla rivista Liver International (leggi abstract originale) ha esaminato la tendenza temporale del ruolo eziologico giocato dalla sola infezione da HBV nei pazienti che hanno ricevuto diagnosi di epatocarcinoma negli ultimi vent’anni in Italia. Tra i 2042 pazienti con carcinoma epatico inclusi nel database del gruppo ITA.LI.CA. (Italian Liver Cancer), 346 avevano manifestato infezione cronica da HBV. I ricercatori italiani afferenti al gruppo ITA.LI.CA. hanno esaminato in questo studio multicentrico la proporzione di pazienti con carcinoma epatico che avevano infezione da HBV negli ultimi quattro periodi di 5 anni (1987-1991, 1992-1996, 1997-2001 e 2001-2006) e valutato le principali caratteristiche cliniche, virologiche e oncologiche. Sebbene il numero assoluto sia aumentato, la percentuale di casi di carcinoma epatico legato a infezione da HBV è relativamente diminuita nel tempo da 26.7% (47 di 176 pazienti) nel 1987-1991 a 14.7% (127 di 862 pazienti) nel periodo 2002-2006 (p = 0.0005). Le caratteristiche demografiche, cliniche e virologiche dei pazienti erano comparabili nei quattro periodi. Una maggiore proporzione di pazienti ha ricevuto diagnosi di carcinoma epatico non avanzato in anni più recenti (da 26% nel 1987-1991 a 48% nel 2002-2006; p = 0.025), verosimilmente per una maggiore applicazione della sorveglianza semestrale (da 63% nel primo periodo a 80% nell’ultimo). Gli autori dello studio hanno quindi osservato una relativa riduzione del ruolo svolto dall’infezione cronica da HBV nel determinismo del carcinoma epatico negli ultimi vent’anni: più pazienti hanno ricevuto diagnosi del tumore in stadio meno avanzato probabilmente per un migliore screening.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 1 – Gennaio 2011
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