SOPRAVVIVENZA E SICUREZZA DI NUOVO TAXANO NEL CANCRO METASTATICO ALLA PROSTATA IN PROGRESSIONE DOPO DOCETAXEL
Il trattamento con cabazitaxel in associazione con prednisone ha evidenziato un’importante attività antitumorale clinica del nuovo taxano, che migliora la sopravvivenza globale dei pazienti con cancro prostatico metastatico resistente alla castrazione in progressione durante o dopo terapia con docetaxel. Cabazitaxel lega la tubulina e presenta un’attività antitumorale nei tumori resistenti a docetaxel. Ricercatori britannici afferenti allo studio TROPIC, guidati dal dott. Johann S. de Bono del Royal Marsden NHS Foundation Trust and The Institute of Cancer Research, hanno comparato l’efficacia e la sicurezza del trattamento con cabazitaxel e prednisone rispetto a quello con mitoxantrone e prednisone in pazienti con cancro prostatico metastatico resistente alla castrazione e a docetaxel. Hanno condotto uno studio randomizzato aperto di fase 3 in questa tipologia di pazienti che avevano ricevuto ormono-terapia e il cui tumore aveva mostrato progressione durante o dopo trattamento con regime contenente docetaxel. I partecipanti allo studio sono stati trattati con prednisone (10 mg/die per os) e randomizzati a ricevere mitoxantrone (12 mg/m2 in infusione e.v. in 15-30 min) oppure cabazitaxel (25 mg/m2 in infusione e.v. in 1 ora) ogni 3 settimane. Lo schema di allocazione random era generato al computer: i pazienti e i clinici erano a conoscenza del trattamento, ma il gruppo di studio non è stato coinvolto nell’analisi dei dati. Endpoint primario era la sopravvivenza globale. Endpoint secondari includevano la sopravvivenza libera da progressione e la sicurezza del trattamento. L’analisi era secondo intention-to-treat. Nello studio pubblicato sulla rivista The Lancet (leggi abstract originale) sono stati randomizzati 755 pazienti (378 a cabazitaxel e 377 a mitoxantrone), tutti inclusi nell’analisi intention-to-treat. Al cut-off per l’analisi finale (25 settembre 2009), la sopravvivenza mediana risultava di 15.1 mesi (IC 95%: 14.1 – 16.3) nel gruppo cabazitaxel e 12.7 mesi (IC 95%: 11.6 – 13.7) nel gruppo mitoxantrone. Il rapporto di rischio (HR) di morte nei pazienti trattati con cabazitaxel, rispetto a mitoxantrone, era 0.70 (IC 95%: 0.59 – 0.83; p < 0.0001). La sopravvivenza mediana libera da progressione è stata 2.8 mesi (IC 95%: 2.4 – 3.0) nel gruppo trattato con cabazitaxel e 1.4 mesi (IC 95%: 1.4 – 1.7) in quello con mitoxantrone (HR 0.74, IC 95%: 0.64 – 0.86; p < 0.0001). Gli eventi avversi di grado 3 o superiore più frequentemente osservati in clinica sono stati neutropenia (cabazitaxel: 303 pazienti [82%] vs mitoxantrone: 215 pazienti [58%]) e diarrea (cabazitaxel: 23 pazienti [6%] vs mitoxantrone: 1 paziente [< 1%]). Neutropenia febbrile si è manifestata in 28 pazienti [8%] nel primo gruppo e 5 [1%] in quello con mitoxantrone.