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25 Ottobre 2010

FISM, REGOLE ACCREDITAMENTO PROVIDER ECM DA RIVEDERE

Alle società medico-scientifiche non piacciono le nuove regole per l’accreditamento dei provider Ecm, il programma di formazione continua in medicina. A detta loro, il nuovo regolamento – che metterebbe a rischio la sussistenza delle società stesse – presenta diverse criticità. Tra le principali: problemi di natura contabile e fiscale, difficoltà nel reperire gli sponsor, scarsa chiarezza. Nodi che 81 società affiliate alla Fism hanno cercato di sciogliere nel corso di un’assemblea straordinaria a Roma. Al termine della riunione è stato approvato un documento che contiene proposte di modifica al nuovo regolamento, da sottoporre alla Commissione nazionale formazione continua e al ministero della Salute. Una delle proposte di modifica è indirizzata a scongiurare ripercussioni fiscali per le società medico-scientifiche, giuridicamente enti non commerciali. Il documento proposto prevede infatti la possibilità che il rapporto con gli sponsor possa essere gestito – oltre che direttamente dal provider – anche da società di servizi, indipendenti o partecipate dall’associazione, sulla base di specifici contratti sotto il controllo del provider. Così da non gravare sui bilanci delle associazioni provider no-profit. Un capitolo del documento riguarda invece i contributi a carico di chi organizza eventi Fad. Contributi pari a 2.500 euro ad evento fino a mille partecipanti. Con la beffa che, se ad un evento partecipano ad esempio 1010 persone, il contributo da pagare arriva a toccare i 5 mila euro. Una regola “insostenibile”, per le società scientifiche. Che propongono scaglioni ridotti e il pagamento di un contributo calcolato in base al numero effettivo dei partecipanti. Proposte anche in materia di attribuzione crediti. Per gli 81 firmatari del documento, i congressi nazionali delle società scientifiche dovranno attribuire crediti formativi basandosi su alcuni aspetti fondamentali, quali la tipologia dell’evento o la composizione del panel dei relatori (internazionale, nazionale). Per le società scientifiche, infatti, “l’assegnazione di 5 punti formativi per i congressi nazionali delle società scientifiche – prevista nell’attuale regolamento – appare fortemente limitante e immotivata, rispetto a ciò che queste manifestazioni rappresentano dal punto di vista dell’aggiornamento scientifico”. Tra i punti affrontati, anche quello legato ai crediti ottenuti all’estero. Per le 81 società affiliate alla Fism, presenti in assemblea, i crediti formativi ottenuti attraverso eventi organizzati all’estero devono essere riconosciuti dal sistema nazionale della formazione continua. Per le società scientifiche, infatti, l’aggiornamento “non può avere confini e barriere”. Nel loro documento, le società chiedono anche l’eliminazione dell’obbligo di presentazione della certificazione antimafia. Certificato che per le 81 società “ha senso qualora il provider sia una società privata a scopo di lucro”. Gli 81 firmatari del documento propongono anche che il controllo dei provider accreditati sia demandato a strutture indipendenti da quelle che ne gestiscono l’accreditamento. “Nel nuovo regolamento – afferma Fism – è evidente il conflitto di interessi legato al fatto che chi accredita i provider coincide con chi li valuta e controlla”. Le società scientifiche chiedono infine la possibilità – per gli sponsor – di gestire direttamente un numero definito e congruo di inviti a eventi formativi accreditati. “Come può un’azienda sponsor – chiedono infatti gli 81 firmatari del documento – trovare interesse nel sostegno finanziario di un’attività formativa rispetto alla quale non è nelle condizioni di poter scegliere gli invitati né di ricevere una lista dei partecipanti a conclusione dell’evento stesso?”.
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