A MANTOVA BOOM TUMORI, NEL MIRINO IL PETROLCHIMICO
Una probabilità di ammalarsi di sarcoma (dati Asl) per chi e’ residente nelle vicinanze del Petrolchimico di Mantova è oltre 30 volte più elevata di chi ha abitato nel centro della città; inoltre, il dato delle malformazioni nella provincia sarebbe il doppio più elevato rispetto a quello dell’Emilia Romagna. E così i cittadini chiedono aiuto alle istituzioni. Il caso e’ illustrato dal quotidiano ecologista Terra che in un’inchiesta racconta delle ricadute ambientali e sanitarie del grande Petrolchimico che sorge a poche centinaia di metri dal centro della città Patrimonio dell’Unesco. Il suolo del Polo chimico e’ risultato contaminato da sostanze di diretta derivazione delle produzioni industriali come metalli, Benzene, Toluene, Etilbenzene, Cilene, Stirene, idrocarburi e diossine. La bonifica non parte, e la messa in sicurezza va molto a rilento. Intanto – scrive il quotidiano – il sottosuolo del Polo industriale e’ invaso da un lago di surnatante, un composto di oli, benzine e petrolio, che continua a espandersi. Ma e’ difficile accertare le responsabilità di quale, tra le decine di industrie che si sono succedute, quanto e quando l’abbia prodotto. L’assessore comunale ai Lavori pubblici, Giampaolo Benedini, denuncia: ”Se queste sostanze arrivassero nel fiume Mincio sarebbe un disastro”.