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3 Agosto 2010

INIBIZIONE PARP NEL TRATTAMENTO DEL CANCRO AVANZATO DEL SENO CON MUTAZIONI GENICHE BRCA1 E BRCA2

L’inibizione della PARP (poly(ADP-ribosio) polimerasi), con un nuovo farmaco, nei tumori che hanno perso la funzione dei geni BRCA è stata dimostrata nello studio pubblicato nella rivista The Lancet (leggi abstract originale). I risultati suggeriscono un indice terapeutico favorevole della nuova strategia di trattamento mirato nelle pazienti con tumori caratterizzati da perdita genetica delle funzione di riparazione del DNA associata a BRCA1 e BRCA2. La tossicità in queste donne è equivalente a quella osservata in precedenti studi condotti su pazienti che non presentano mutazione di BRCA1 e BRCA2. Olaparib è un nuovo inibitore della PARP, attivo per via orale, che induce la morte delle cellule che non esprimono i geni BRCA. La dose massima tollerata e l’indicazione iniziale di efficacia sono state suggerite da ricerche cliniche in tumori ovarici con mutazione BRCA. In questo studio, i ricercatori del King’s College London School of Medicine, hanno valutato efficacia, sicurezza e tollerabilità di olaparib in donne portatrici di mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 con cancro al seno in stadio avanzato. Le pazienti di età superiore a 18 anni sono state assegnate a due coorti sequenziali di uno studio di fase 2 in 16 centri distribuiti in Australia, Germania, Spagna, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti. Alla prima coorte di pazienti (n = 27) è stata assegnata una terapia continuativa orale di olaparib alla massima dose tollerata (400 mg x 2 volte al giorno) e alla seconda coorte (n = 27) una dose più bassa del farmaco (100 mg x 2 volte al giorno). Le pazienti avevano precedentemente ricevuto almeno tre regimi chemioterapici (mediana, range: 1 – 5 nella coorte 1, 2 – 4 nella coorte 2). L’endpoint primario di efficacia era la percentuale di risposta oggettiva (ORR). Nella coorte assegnata alla dose massima, la ORR è stata del 41% (11 pazienti di 27, IC 95%: 25-29) e in quella a dose più bassa del 22% (6 di 27, IC 95%: 11-41). Le tossicità, principalmente di basso grado, più frequentemente associate a eventi avversi nelle pazienti assegnate alla dose più elevata erano fatigue (grado 1 o 2: 11 [41%]; grado 3 o 4: 4 [15%]), nausea (grado 1 o 2: 11 [41%]; grado 3 o 4: 4 [15%]), vomito (grado 1 o 2: 3 [11%]; grado 3 o 4: 3 [11%]) e anemia (grado 1 o 2: 1 [4%]; grado 3 o 4: 3 [11%]). Le tossicità più frequentemente associate a eventi avversi nella seconda coorte erano nausea (grado 1 o 2: 11 [41%]; nessuna di grado 3 o 4) e fatigue (grado 1 o 2: 7 [26%]; grado 3 o 4: 1 [4%]).
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