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6 Luglio 2010

RADIOTERAPIA STEREOTATTICA IPOFRAZIONATA NELLE RECIDIVE DEI GLIOMI AD ALTO GRADO

Uno studio su un’ampia popolazione di pazienti con gliomi ad alto grado di progressione ha dimostrato l’efficacia e la tollerabilità della radioterapia stereotattica ipofrazionata (H-SRT). Questa terapia favorisce la sopravvivenza indipendentemente dalla ripetizione della procedura chirurgica o dalla concomitante somministrazione di chemioterapia. Nei gliomi recidivanti ad alto grado, le opzioni di salvataggio sono limitate dalla tossicità cumulativa e dalla scarsa efficacia, malgrado i benefici osservati con la chemioterapia e la radioterapia. Vari studi in passato hanno indicato risultati incoraggianti sulla sopravvivenza e un profilo di tossicità favorevole con radioterapia stereotattica frazionata. Studi meno ampi hanno mostrato simili benefici utilizzando però un trattamento di H-SRT breve. Ricercatori del Sidney Dimmel Comprehensive Cancer Center della Johns Hopkins University di Baltimora hanno determinato il profilo di efficacia e tossicità della H-SRT da sola o in associazione a craniotomia ripetuta o a chemioterapia, somministrata nello stesso periodo del trattamento radioterapico. Tra il 1994 e il 2008, 147 pazienti con gliomi recidivanti ad alto grado sono stati trattati con H-SRT (dose mediana: 35 Gy in frazioni di 3.5 Gy) e modelli di regressione di Cox sono stati utilizzati per analizzare gli esiti di sopravvivenza. Le variabili includevano l’età, la procedura chirurgica prima della H-SRT, l’intervallo di tempo alla prima recidiva, la dose di irradiazione, l’inclusione della chemioterapia associata a H-SRT e il volume complessivo del tumore. L’età più giovane (p = 0.001), un volume più piccolo del tumore (p = 0.025) e un più breve intervallo di tempo tra la diagnosi e la recidiva (p = 0.034) sono stati associati a miglioramento della sopravvivenza con H-SRT. Anche dosi di radiazione superiori o uguali a 35 Gy si sono avvicinate alla significatività (p = 0.07), mentre non è stato osservato beneficio significativo con la resezione chirurgica o con la chemioterapia in questa popolazione, quando l’analisi è stata controllata per altri fattori prognostici. In definitiva, lo studio pubblicato nella rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) indica che la H-SRT è ben tollerata e offre una sopravvivenza mediana di 11 mesi dopo la terapia, indipendentemente dalla ripetizione della procedura chirurgica o dalla chemioterapia ad essa associata. I pazienti che mostrano recidiva entro 6 mesi dopo il trattamento iniziale possono rispondere bene e non dovrebbero essere esclusi dalla H-SRT.
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