lunedì, 4 maggio 2026
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29 Giugno 2010

VIRUS DEL PAPILLOMA E SOPRAVVIVENZA NEL CANCRO ORO-FARINGEO

La presenza di virus del papilloma umano (HPV) nelle cellule tumorali è un fattore prognostico indipendente per la sopravvivenza dei pazienti con tumore del cavo orale. I carcinomi a cellule squamose di testa e collo, conseguenti a infezione da HPV, sono in genere associati ad una buona sopravvivenza, ma il significato prognostico indipendente dell’infezione da HPV nel tumore rimane ancora sconosciuto. Ricercatori statunitensi hanno condotto una analisi retrospettiva per valutare questa associazione in pazienti con carcinoma a cellule squamose dell’oro-faringe in stadio III o IV, arruolati in uno studio randomizzato. Nello studio, gli autori hanno valutato l’efficacia tra radioterapia con frazionamento accelerato (con incremento di intensità della dose in un periodo più breve di trattamento) e radioterapia standard, in combinazione a cisplatino. Modelli proporzionali del rischio sono stati usati per comparare il rischio di morte in pazienti con tumore positivo o negativo a HPV. Il follow-up mediano è durato 4.8 anni. La sopravvivenza globale a 3 anni era simile nei due gruppi sottoposti a radioterapia con frazionamento accelerato o standard (70.3% vs 64.3%; p = 0.15; hazard ratio per radioterapia a frazionamento accelerato 0.90, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.72-1.13). Lo stesso andamento è stato osservato per il tasso di eventi tossici di alto grado, sia acuti che tardivi. Lo studio pubblicato nella rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract originale) ha indicato che il 63.8% dei pazienti con cancro oro-faringeo aveva tumori HPV-positivi (206 di 323). La sopravvivenza globale a 3 anni in questi pazienti era migliore rispetto ai pazienti con tumori HPV-negativi (82.4% vs 57.1%; p < 0.001 log-rank test) e, dopo aggiustamento per età, razza, stadio tumorale e linfonodale, esposizione al fumo e tipo di trattamento, la riduzione del rischio di morte era del 58% (hazard ratio 0.42, IC 95%: 0.27-0.66). Inoltre, nei fumatori il rischio di morte aumentava significativamente per ogni pacchetto-anno consumato. Attraverso metodi di partizione ricorsiva, i pazienti sono stati suddivisi in tre categorie: a rischio di morte basso, intermedio e alto, in base a quattro fattori (infezione da HPV, pacchetti-anno nei fumatori, stadio tumorale e stadio linfonodale).
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