domenica, 25 settembre 2016

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14 marzo 2003

COS’E’ IL PROGETTO CRONOS

Il progetto Cronos è il più ampio studio clinico-epidemiologico mai realizzato in Europa sulla malattia di Alzheimer. Con questo progetto il Ministero della Salute ha integrato la concedibilità gratuita dei farmaci (donepezil, rivastigmina e galantamina) per il trattamento delle persone colpite da Alzheimer in forma lieve e moderata, con uno studio osservazionale su larga scala. Ciò è stato possibile organizzando una nuova rete di centri specialistici (le UVA), in collaborazione con i medici di medicina generale e i farmacisti, garantendo così una continuità assistenziale tra strutture ospedaliere e assistenza territoriale.
L'obiettivo del progetto biennale, inaugurato nel settembre 2000 e prolungato fino a marzo di quest’anno, era migliorare per quanto possibile la qualità di vita e di salute delle persone colpite da Alzheimer.
Il progetto, il percorso assistenziale e le modalità di erogazione dei farmaci sono state discusse e definite nell'ambito di un Comitato scientifico e di un Comitato consultivo, cui hanno partecipato membri della Commissione Unica del Farmaco (CUF), funzionari degli Assessorati alla Sanità, le associazioni degli ammalati, i medici di medicina generale, i farmacisti ed esperti del settore. Nel corso dei 30 mesi trascorsi Cronos è stato supportato da un’adeguata campagna di informazione utilizzando strumenti come opuscoli, newsletter, attività media, siti internet e numero verde per informare correttamente cittadini, malati, loro familiari e operatori sanitari.

Le finalità principali del progetto
· garantire la continuità assistenziale tra strutture specialistiche e medici di famiglia
· monitorare i piani di trattamento farmacologico delle UVA
· attraverso una comunicazione mirata sensibilizzare gli operatori sanitari (medici, farmacisti, infermieri e care givers) e le famiglie dei pazienti, per far crescere la consapevolezza sociale della malattia e quindi migliorare gli interventi terapeutici ed assistenziali.

La rete assistenziale del progetto Cronos: operatori e strutture coinvolte
Il percorso diagnostico e terapeutico si è articolato su vari livelli avvalendosi di alcune figure e organizzazioni di riferimento: gli specialisti delle Unità di Valutazione Alzheimer, i medici di medicina generale, i farmacisti e le Aziende Sanitarie Locali.

I medici di famiglia
Ai medici di medicina generale è stata affidata una fondamentale azione di filtro, con il compito di formulare l'eventuale diagnosi di sospetto di malattia di Alzheimer, inviando il paziente alle Unità Valutative Alzheimer (UVA). Il medico di medicina generale ha contatti regolari con le persone anziane e con le loro famiglie ed é perciò in una situazione favorevole per riconoscere i segni precoci di malattia durante un colloquio per un normale controllo clinico o su indicazione dei familiari, spesso i primi a notare un comportamento ‘strano’, e per aiutare la famiglia nella gestione assistenziale del paziente. Il medico di medicina generale, per formulare il sospetto di demenza, può eseguire un semplice test di valutazione delle funzioni mentali quale il Mini Mental State Examination (MMSE). Sempre il medico di medicina generale, dopo i primi 4 mesi durante i quali il paziente è seguito dall’UVA, prescrive i farmaci sulla base del piano terapeutico definito dalle UVA che continuano a visitare l’ammalato ogni 6 mesi.

Le Unità Valutative Alzheimer (UVA)
Le UVA, circa 500 distribuite in tutt’Italia, sono costituite da Centri specializzati dalle Divisioni di neurologia, psichiatria e geriatria ed eventuali altre strutture individuate dalle Regioni e dalle Province autonome. Le UVA formulano la diagnosi, definiscono il piano terapeutico, assicurano il trattamento farmacologico per i primi quattro mesi di terapia di ciascun paziente, sviluppando un rapporto diretto con il Medico di Medicina Generale, che garantirà poi la prosecuzione della terapia. Nell’ambito delle UVA operano più di 2.000 tra neurologi, geriatri, psichiatri, psicologi e altri operatori sanitari specializzati nel trattamento dell’Alzheimer.

I farmacisti
Per ciascun paziente ammesso al trattamento, dopo i primi quattro mesi, le farmacie consegnano gratuitamente i farmaci sulla base delle prescrizioni rilasciate dal medico di famiglia del malato. I farmacisti hanno garantito inoltre la distribuzione capillare sul territorio del materiale divulgativo del progetto Cronos messo a punto dal Dipartimento Valutazione Medicinali e Farmacovigilanza.

Le ASL e lo studio osservazionale dell’Istituto Superiore di Sanità
Per ogni paziente ammesso al trattamento le UVA compilano le schede di monitoraggio, inviandone copia alle ASL di residenza dei pazienti; a loro volta le ASL provvedono a inviare al Dipartimento per la Valutazione dei Medicinali e la Farmacovigilanza un prospetto riepilogativo del numero dei pazienti ammessi al trattamento e del numero dei pazienti che lo interrompono. I dati, raccolti in un data base ed elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità sulla base di in campione rappresentativo, hanno consentito di sviluppare una reale conoscenza della malattia, della sua prevalenza, della distribuzione geografica, dell’efficacia dei trattamenti farmacologici e degli eventuali effetti collaterali. Prima della partenza di Cronos tali informazioni erano del tutto carenti e frammentarie: la loro acquisizione ha costituito parte essenziale del Progetto.

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