Aiom Nursing
Anno III - Numero 9 - Maggio 2022

La Newsletter del Working Group Nursing AIOM


Coordinatori: Cristina Mazzega Fabbro e Maria Rosaria Esposito
Selezione articoli a cura di: Erica Visintini e Valentina Bressan

Editore: Intermedia - Direttore Responsabile: Mauro Boldrini


Care Colleghe, Cari Colleghi,

anche quest’anno vi verrà inviata periodicamente una newsletter per diffondere notizie riguardanti eventi nazionali ed europei, ma soprattutto per diffondere e sensibilizzare l’approccio infermieristico alla ricerca. Con questa finalità, verranno proposti degli studi condotti nell’ambito oncologico, per contribuire alla diffusione di conoscenze, stimolare la ricerca infermieristica e promuovere tra gli infermieri la curiosità verso nuovi approcci assistenziali.




La ricerca infermieristica in oncologia

Selezione di abstract dalle riviste scientifiche

Con l’obiettivo di mettere in luce i vissuti dei pazienti, vi proponiamo un approfondimento rispetto all’esperienza degli effetti collaterali dei trattamenti chemioterapici, per comprendere come tali terapie impattino sulla qualità di vita degli assistiti e riflettere sull’aiuto che come infermieri possiamo fornire ai pazienti. La ricerca qualitativa permette infatti di esplorare e comprendere i significati, la variabilità, e le esperienze delle persone coinvolte a diversi livelli nei percorsi di cura, permette al ricercatore di catturare punti di vista, idee e convinzioni, comprendere le prospettive di gruppi e categorie di persone e di cogliere le motivazioni sottostanti e i fattori che possono influenzare decisioni e opinioni (Watkins, 2012); essa può contribuire ad arricchire le conoscenze relative all’approccio di cura centrata sulla persona e quindi alla relazione con il paziente e all’umanizzazione delle cure (Sasso e al., 2015).
Vi presentiamo quindi in questa sezione due importanti contributi che approfondiscono il tema della fatigue e della cistite emorragica correlati ai trattamenti chemioterapici. Pur essendo stati condotti il primo in ambito oncologico e il secondo in ambito ematologico, riteniamo elevata la loro trasferibilità in ambito oncologico sia perché condotti da colleghi italiani, sia perché tali complicanze sono comuni ai due gruppi di pazienti. Di seguito verrà quindi presentato l’abstract in italiano degli studi: per un approfondimento mirato vi invitiamo a leggere il testo integrale di tali ricerche.






Nursing management of fatigue in cancer patients and suggestions for clinical practice: a mixed methods study
Angela Tolotti, Loris Bonetti, Carla Pedrazzani, Monica Bianchi, Laura Moser, Nicola Pagnucci, Davide Sari, Dario Valcarenghi
BMC Nurs. 2021 Sep 28;20(1):182. doi: 10.1186/s12912-021-00699-9.


Background: La fatigue è un sintomo complesso e frequente nei pazienti affetti da tumore, che influenza la loro qualità di vita, tuttavia essa è ancora sottovalutata e poco trattata nella pratica clinica. Il presente studio si è posto l’obiettivo di rilevare la presenza della fatigue nei pazienti affetti da tumore, descrivere come loro e gli infermieri la percepiscono e come gli infermieri la gestiscono.
Metodo: Questo è uno studio mixed method. I dati sono stati raccolti in due reparti oncologici usando il Brief Fatigue Inventory (BFI), un questionario ad hoc, interviste ai pazienti, focus group con infermieri e la revisione delle cartelle cliniche. Le interviste e i focus group sono stati analizzati attraverso analisi tematica. E’ stato usato il programma SPSS 22.0 per i dati quantitativi e Nvivo 10 per l’analisi di quelli qualitativi.
Risultati: Complessivamente sono stati analizzati 71 questionari (39 maschi, età media 65,7 anni). La fatigue è stata riportata 5 volte (7%) nelle cartelle infermieristiche, mentre in 17 casi (23,9%) sono stati riportati problemi associati ad essa. Dodici pazienti sono stati intervistati. Sono stati identificati cinque temi: “sentirsi impotente e aggressivo”, “le mie strategie o ciò che mi aiuta”, “sentirsi rassicurati dalla presenza dei familiari”, “sentirsi rassicurati dai gesti degli infermieri”, ed “essere informati”. Attraverso i focus group sono stati identificati invece tre temi: “obiettività e soggettività nella valutazione della fatica”, “il contributo degli infermieri alla gestione multidisciplinare della fatigue”, e “difficoltà nella valutazione dei risultati”.
Conclusioni: L’approccio alla gestione della fatigue non è risultato strutturato. I pazienti erano soddisfatti dell’assistenza ricevuta, ma avevano bisogno di maggiori informazioni e interventi specifici. Sono stati identificati aspetti utili che potrebbero essere adottati per cambiare l’approccio degli operatori sanitari alla gestione della fatigue.



Patients’ experience of haemorrhagic cystitis after Haematopoietic Stem Cell Transplantation: Findings from a phenomenological study
Visintini, E., Visintini, C., Venturini, M., & Palese, A. (2021). 
European Journal of Oncology Nursing, 2021 Apr;51:101926. doi: 10.1016/j.ejon.2021.101926.



Scopo: La cistite emorragica (CE) è una grave complicanza del trapianto di cellule staminali ematopoietiche (TCSE), che influenza significativamente la qualità della vita dei pazienti. Tuttavia, nessuno studio qualitativo ha descritto fino ad oggi l’esperienza dei pazienti che hanno sviluppato questa complicanza. Pertanto, l’obiettivo di questo studio interpretativo fenomenologico interpretativo eseguito nel 2019 è stato quello di esplorare l’esperienza dei pazienti che hanno sviluppato CE dopo TCSE.
Metodo: Sono stati inclusi mediante campionamento propositivo nove pazienti che avevano sperimentato almeno un episodio di CE dopo TCSE. Le interviste audio-registrate sono state trascritte testualmente e poi analizzate secondo il metodo Giorgi. È stato inoltre effettuato un controllo dei risultati.
Risultati: L’esperienza dei partecipanti con CE dopo TCSE è stata riassunta mediante tre temi principali: “Essere avvisati”, “È arrivata” e “È stata superata”. I pazienti hanno riferito di essere stati informati sulla CE; dopo i primi sintomi devastanti, hanno riferito di aver avuto paura e di essere alla ricerca di cause e strategie per alleviare il problema, che sembrava non risolversi mai. L’esperienza dei pazienti con CE è complessa e vissuta drammaticamente a causa del dolore e delle conseguenze sconfortanti dei trattamenti ricevuti; essi sviluppano un senso di esaurimento che può aumentare ulteriormente il loro carico fisico ed emotivo. Il processo di recupero dagli esiti della CE ha richiesto un tempo che va oltre la fine dei sintomi.
Conclusioni: L’esperienza dei pazienti è complessa e varia a seconda delle varie fasi della complicanza. La CE crea un aumento dello stress fisico e psicologico, che richiede ulteriori strategie di coping: pertanto, il supporto emotivo dei pazienti è cruciale. Inoltre, le strategie utilizzate autonomamente dai pazienti per alleviare i sintomi sono degne di considerazione negli studi futuri.


Cosa possiamo ricordarci durante l’assistenza ai pazienti?
– La fatigue ha un forte impatto sulla qualità di vita e sullo svolgimento delle attività quotidiane: le strategie più efficaci per affrontarla sono la condivisione dell’esperienza, la pianificazione di progetti futuri e la vicinanza di famigliari e amici. L’attività fisica non è risultata efficace, mentre lo è il riposo.
– La cistite emorragica viene vissuta in modo drammatico dai pazienti, per questo è fondamentale il supporto emotivo qualora si manifesti.
– Non esiste letteratura rispetto agli interventi infermieristici che portano ad un miglioramento della sintomatologia relata alla cistite emorragica, per questo dovremmo partire dai vissuti dei pazienti per pianificare l’assistenza.

 



 
Notizie da Fondazione AIOM 

 
Abbiamo il piacere di comunicarvi che AIOM supporta un’importante iniziativa sul diritto all’oblio, di cui si fa promotrice Fondazione AIOM, con l’impegno di sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni sulla necessità di garantire alle persone guarite la riacquisizione dei diritti persi durante la malattia. “Io non sono il mio tumore” è il titolo della campagna promossa affinchè anche nel nostro Paese venga approvata una legge sul diritto all’oblio oncologico nel rispetto dei diritti degli ex-pazienti, ancora oggi discriminati nell’accesso ad alcuni servizi e impossibilitati a realizzare progetti di vita.

Il XXIV Congresso Nazionale AIOM

Vi comunichiamo che per motivi organizzativi legati alla disponibilità della sede congressuale, il XXIV Congresso Nazionale AIOM si terrà a Roma l’1, 2 e 3 ottobre 2022: Vi invitiamo a tener conto del cambiamento di date nel calendario delle Vostre agende.
Ci auguriamo quindi di rivedervi a Roma per continuare insieme il percorso scientifico che, da sempre, caratterizza WG AIOM INFERMIERI, all’insegna del claim scelto per questo evento: “Oncologia e Complessità”.





Notizie da EONS European Oncology Nursing Society

La neutropenia febbrile e la sepsi da neutropenia

La neutropenia febbrile e la sepsi da neutropenia sono entrambi concetti che possono essere associati ai contesti clinici di emergenza e oncologia; sono legati alla presenza di pazienti con picchi febbrili >38.5°C per una durata superiore ad un ora oppure ad un rialzo termico pari a 38 C° per tre misurazioni consecutive alla distanza di un’ora dall’altra e con una condizione clinica di neutropenia <0.5× 109/L (<500/µ L) (Aiom Linee guida: Gestione della tossicità emopoietica in oncologia. 2019). La neutropenia può essere classificata come lieve, moderata o grave in base all’ANC; 1-1.5 109/L, 0.5-1 109/L, <0.5 109/L rispettivamente. La gravità della neutropenia può influenzare la gestione dei pazienti.
Spesso è molto difficile gestire tali condizioni in quanto i pazienti immunodepressi, a volte, non presentano i classici segni e sintomi di infezione ma il riconoscimento tardivo della sepsi può compromettere la vita del paziente.
Contrariamente alla condizione sopra descritta, la sepsi da neutropenia è una condizione che si manifesta per una reazione esagerata del sistema immunitario e che può interessare organi e tessuti. La letteratura scientifica riporta la manifestazione di segni e sintomi nel paziente con sepsi, quali: ipotensione, tachicardia, difficoltà respiratoria, anuria. In ogni paziente oncologico febbrile con TC>38.3°C, soprattutto in presenza di neutropenia <500 µL, la valutazione deve includere un esame obiettivo della cute e delle mucose, del canale alimentare, urologico, neurologico e degli accessi vascolari, oltre che esami di laboratorio e strumentali. In particolare, la valutazione microbiologica con almeno due set di emocoltura di cui un prelievo dall’accesso venoso periferico e uno dall’accesso venoso centrale, ove presente e altri esami colturali. Tenendo in considerazione il rischio a cui sono esposti i pazienti, il monitoraggio dei parametri vitali deve essere intensivo ed appropriato. Utili gli score come NEWS2, la somministrazione tempestiva di terapia infusiva (idratazione, antibiotico terapia dapprima ad ampio spettro, ecc). La sepsi è una condizione clinica che repentinamente può mutare in sepsi severa o shock settico, diventando pericolosa per la vita del paziente.
Secondo la nuova definizione la sepsi è definita una disfunzione d’organo, potenzialmente letale, causata da una risposta sregolata dell’ospite ad un’infezione. Lo shock settico si definisce come una condizione clinica di sepsi aggravata da alterazioni circolatorie, cellulari e metaboliche associata ad un rischio di morte più elevato rispetto alla sola sepsi (SIAARTI Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per il paziente con Sepsi e Shock Settico, 2020).

Le cause della neutropenia
La neutropenia è causata da un’eccessiva distruzione di neutrofili o da una diminuzione nella produzione di neutrofili. La chemioterapia è uno dei fattori più comuni che inducono la distruzione dei neutrofili.

Fattori che determinano la neutropenia
La presenza della condizione febbrile in un setting clinico oncologico richiede l’attivazione di un percorso che prevede l’isolamento e l’attivazione di procedure specifiche (esecuzione colture, emocolture e urinocolture, antibiotico terapia, ecc).
Ogni professionista che lavora in un contesto oncologico o di emergenza dovrebbe essere consapevole che l’elemento più importante e cruciale del trattamento della neutropenia febbrile è l’attivazione di antibiotico terapia per via endovenosa ad ampio spettro entro 1 ora dalla presentazione, ogni ora di ritardo aumenta il rischio di mortalità del paziente del 7%. Sebbene l’infezione da batteri Gram-positivi sia la più comune, le infezioni Gram-negative sono associate ad una maggiore morbilità e mortalità. Di conseguenza, i beta-lattamici anti-pseudomonali sono il gruppo di antibiotici più utilizzato. Nel Regno Unito, questo significa piperacillina-tazobactam o ceftazidime per i pazienti allergici alla penicillina.
L’American Society of Clinical Oncology (ASCO) raccomanda l’utilizzo dello strumento di valutazione del rischio Multinational Association for Supportive Care in Cancer (MASCC) per identificare i pazienti a basso rischio di complicanze da neutropenia febbrile. Ciò include la valutazione delle comorbilità, del carico di malattia e dell’età, tra gli altri fattori per accertare la loro probabilità di deterioramento. Coloro che hanno un punteggio di 21 o superiore sono considerati a basso rischio e sarebbero adatti per il trattamento ambulatoriale, mentre un punteggio di 20 o inferiore è indicativo di alto rischio di morbilità e mortalità. Tuttavia il MASCC non è specifico per i pazienti con tumori solidi mentre il CISNE (Clinical index of stable Febrile Neutropenia) si è rilevato più accurato nella definizione dei pazienti a basso rischio di complicanze correlate alla neutropenia febbrile (Aiom Linee guida: Emergenze e urgenze in oncologia, 2019).
Nonostante sia un corso di trattamento raccomandato per i pazienti a basso rischio, è molto raro che i pazienti siano trattati a domicilio. Sia che ciò sia dovuto al rischio potenziale, alla mancanza di infrastrutture o alla riluttanza del paziente, certamente nel Regno Unito è un percorso di trattamento poco utilizzato.

Contribuire a fornire cure di alta qualità nel cancro avanzato al seno

Il gruppo ABC4Nurses Project sta conducendo uno studio Delphi per identificare gli argomenti che dovrebbero essere approfonditi per arricchire le competenze degli infermieri che nei setting oncologici si prendono cura delle persone affette da cancro al seno avanzato (Advanced-Breast-Cancer ABC), in modo da garantire un’elevata qualità dell’assistenza. In collaborazione con le persone colpite da ABC, questo studio mira ad ottenere il consenso sui temi e sui contenuti di un programma di formazione on-line per le infermiere che si prendono cura delle pazienti con cancro avanzato al seno. Il questionario è disponibile in 15 lingue europee.
Si richiede la compilazione di un questionario da parte di: a) persone affette da cancro al seno avanzato o metastatico; b) professionisti della salute con esperienza nella cura di persone che vivono con cancro al seno avanzato o metastatico, e) ricercatori con esperienza nel campo del cancro al seno avanzato o metastatico, d) professionisti con esperienza nel sostegno delle donne che vivono con cancro al seno avanzato o metastatico; e) familiari o assistenti di persone affette da cancro al seno in stadio avanzato o metastatico.
Clicca su questo link per compilare il questionario. 

ECND22 Sostenere gli infermieri dei setting oncologici nella cura di sé e dei propri pazienti

La Giornata Europea del Cancro (ECND22) che si terrà il 18 maggio, avrà per tema: Sostenere gli infermieri dei setting oncologici nella cura di sé e dei loro pazienti. Durante la pandemia, i problemi esistenti legati al burnout, allo stress e alla resilienza sono aumentati, con il risultato che molti hanno lasciato la professione. La campagna si concentrerà sull’importanza della cura di sé e del benessere per gli infermieri che lavorano in area oncologica, sulla salute sul lavoro, sulla ritenzione e sul reclutamento, tutti fattori che incidono sulla qualità dell’assistenza nei confronti dei pazienti.
Un entusiasmante programma di attività si svolgerà a Zagabria il 18 maggio, ci sarà una campagna social a cui tutti potranno partecipare per aiutare ad affrontare queste importanti questioni per coloro che operano nei setting oncologici.

Un nuovo studio estende le prove sulla dieta vegetariana e riduce il rischio di cancro

Il più grande studio fino ad oggi condotto per indagare le abitudini alimentari e il rischio di sviluppare il cancro ha trovato ulteriori prove che i vegetariani hanno meno probabilità di sviluppare i tumori ematologici rispetto ai mangiatori di carne e minore probabilità di sviluppare il cancro in generale. Gli studi scientifici hanno evidenziato la correlazione tra cancro allo stomaco e mangiare carne, ma non era stato definito il rischio di sviluppare tumori del sangue tra cui leucemia, mieloma multiplo e linfoma non-Hodgkin. Lo studio ha esaminato vegetariani, mangiatori di pesce e persone che mangiavano carne. La ricerca, dell’Università di Oxford, ha rilevato che i vegetariani hanno il 14% in meno di probabilità di sviluppare un cancro rispetto ai mangiatori di carne, mentre i mangiatori di pesce hanno il 10% in meno di probabilità di svilupparlo.
Risk of cancer in regular and low meat-eaters, fish-eaters, and vegetarians: a prospective analysis of UK Biobank participants Cody Z. Watling, Julie A. Schmidt, Yashvee Dunneram, Tammy Y. N. Tong, Rebecca K. Kelly, Anika Knuppel, Ruth C. Travis, Timothy J. Key & Aurora Perez-Cornago BMC Medicine volume 20, Article number: 73 (2022)


 



Prossimi appuntamenti   


Summit on Cancer Health Disparities
Seattle, USA 29 Aprile  – 1 maggio


ECND22, EONS Cancer Nursing Day
18 maggio 2022

 

MASCC/ISOO Annual meeting
Toronto, Canada 23 – 25 giugno 2022


EONS15, EONS Annual Cancer Nursing Conference
10-12 Settembre 2022




Siti utili
 
 


AIOM Associazione Italiana di Oncologia medica
www.aiom.it  

WGN Working Group Nursing AIOM
www.aiom.it/working-group-infermieri 

EONS European Oncology Nursing Society 
www.cancernurse.eu

ONS Oncology Nursing Society
www.ons.org 

HPNA Hospice & Palliative Nurses Association

advancingexpertcare.org




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