Carissimi colleghi e carissime colleghe,
in questo nuovo numero della newsletter abbiamo scelto di approfondire la tematica relativa all’utilizzo delle terapie innovative-bersaglio (antibody-drug conjugates – ADC) utilizzate per il trattamento del carcinoma mammario metastatico, enfatizzando anche il ruolo infermieristico nel contribuire a riconoscere e gestire gli effetti avversi che tali farmaci possono provocare. Altro aspetto riguarda l’importanza del riconoscimento del ruolo chiave dell’infermiere dell’area oncologica nella partecipazione al processo di cura multidisciplinare del paziente. La finalità della scelta è rivolta a diffondere e sensibilizzare l’infermiere alla diffusione di conoscenze, stimolare la ricerca e promuovere la curiosità verso nuovi approcci assistenziali.
La ricerca infermieristica in oncologia
Selezione di abstract dalle riviste scientifiche
Cenni generali sugli ADC
Il carcinoma della mammella è il tumore maggiormente diagnosticato in Italia. Nel 2022 sono stati registrati 55.700 nuovi casi e, dal 2020, è stato osservato un incremento del tasso di incidenza dello 0,5% (AIRTUM- Associazione Italiana Registro tumori). La pandemia ha determinato nel corso del 2020 un calo delle nuove diagnosi, verosimilmente da imputare all’interruzione degli screening oncologici e al rallentamento delle attività diagnostiche. I farmaci chemioterapici sono abitualmente utilizzati come parte dei tradizionali regimi di trattamento per le neoplasie. Tuttavia, l’efficacia limitata delle terapie standard ha motivato lo sviluppo di nuovi agenti, fra i quali i ‘coniugati farmaco-anticorpo’ – dall’inglese antibody-drug conjugates (ADCs) – stanno assumendo un ruolo di rilievo. Gli ADCs sono una classe di molecole costituite da un anticorpo monoclonale ricombinante (mAb) ed un agente chemioterapico ad azione citotossica, uniti in modo covalente tramite linker di sintesi clivabili. L’ultimo decennio ha visto gli ADCs diventare protagonisti nella cura delle patologie neoplastiche. Il limite dei trattamenti chemioterapici tradizionali è la mancata selettività di azione, che condiziona un danno anche ai tessuti sani. Gli ADCs permettono di superare almeno in parte questo ostacolo, associando la potenza dei farmaci antitumorali classici ad un’azione mirata verso determinati target antigenici espressi sulla membrana delle cellule neoplastiche mediata dalla porzione anticorpale. La selettività di azione degli ADCs fa in modo che una maggiore percentuale di molecole di farmaco chemioterapico raggiunga la neoplasia rispetto a quanto avviene con i trattamenti standard, consentendo la diminuzione della dose minima efficace e l’aumento della dose massima tollerata. Gli studi nel campo della ricerca farmacologica puntano ad ottimizzare l’equilibrio tra efficacia terapeutica e tossicità sistemica. Tuttavia, la complessità biologica degli ADCs può comportare l’insorgenza di eventi avversi (EA) rilevanti, che possono essere dovuti sia alla componente chemioterapica che alla componente anticorpale. Fra i più comuni vi sono la mielotossicità e i disturbi della sfera gastrointestinale, ma non vanno sottovalutati EA più rari come l’interstiziopatia polmonare farmaco-indotta (Drug-induced interstitial lung disease – DIILD) che può risultare fatale. La tempestiva individuazione e la gestione degli EA sarà la chiave per il successo dell’uso clinico di questi potenti farmaci.
La CTCAE (Common Terminology Criteria for Adverse Events) rappresenta il primo metodo di classificazione sistematico degli AEs, configurandosi come multimodale ed onnicomprensivo (eventi avversi acuti e tardivi).
L’infermiere è il professionista che si interfaccia con il paziente in modo continuativo avvalendosi di competenze relazionali e comunicative adeguate a raccogliere sia dati di natura clinica che informazioni riguardanti i vissuti e le esperienze che influenzano la qualità di vita percepita e riferita dai pazienti stessi. Molto importante è dedicare un tempo congruo alla raccolta di informazioni riguardanti gli stili di vita, le attività quotidiane e lo stato di salute psicofisico dei pazienti.
Interessante osservare come già 10 anni fa, quando lo sviluppo degli ADC era in uno stadio assolutamente preliminare per la pratica clinica, una pubblicazione descriveva le prospettive relative al coinvolgimento degli infermieri nella gestione di questi trattamenti.
Nursing Perspectives on Trastuzumab Emtansine for the Treatment of Metastatic Breast Cancer
Bourdeanu L, Luu T. Clin J Oncol Nurs. 2013 Oct;17(5):E58-62. doi: 10.1188/13.CJON.E58-E62. PMID: 24080060. (continua a leggere)
Una maggiore comprensione della composizione molecolare dei tumori del cancro al seno ha portato allo sviluppo di agenti antitumorali mirati. Sono state sviluppate nuove terapie dirette contro il recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (HER2) nel carcinoma mammario. Uno di questi agenti, trastuzumab emtansine (T-DM1), è un anticorpo coniugato che si è dimostrato efficace nel trattamento delle donne con carcinoma mammario HER2-positivo. Gli studi di fase I e II hanno determinato una dose massima tollerata e diversi studi di fase Ib/II, II e III hanno mostrato una migliore tollerabilità ed efficacia rispetto alla combinazione di trastuzumab e chemioterapia. Gli eventi avversi di grado 3 o superiore più preoccupanti associati al T-DM1 includono trombocitopenia e transaminite. Per garantire che questi eventi avversi non ritardino o interrompano il trattamento, gli infermieri di oncologia devono familiarizzare con questi rischi e la loro gestione. Questo articolo passa in rassegna lo sviluppo clinico del T-DM1 e il suo utilizzo, con particolare attenzione al ruolo dell’infermiere nella prevenzione e nella gestione degli eventi avversi associati alla terapia con T-DM1.
Searching for a professional identity: a qualitative study of the oncology nurses role in a multidisciplinary breast-unit team
De Luca E, Sena B. Acta Biomed. 2021 Dec 21;92(S2):e2021506. doi: 10.23750/abm.v92iS2.11643. PMID: 35037643 (continua a leggere)
Background: Il concetto di collaborazione interprofessionale nel settore sanitario implica ed evoca il coinvolgimento e la considerazione del ruolo degli infermieri.
Questa ricerca, pubblicata nel 2021, mira a indagare: 1) l’impatto degli infermieri all’interno di un team multidisciplinare di breast unit (B.U.); 2) l’equipe sanitaria e le percezioni dei pazienti in merito ai percorsi di cura interprofessionali (ad es. partecipazione al processo decisionale, modello di cura adottato e centralità dei pazienti).
Metodi: È stato adottato un approccio esplorativo qualitativo. I ricercatori sono stati coinvolti nelle attività della Breast Unit: riunioni di dipartimento, revisione delle linee guida dell’unità, osservazione della pratica professionale e dei documenti. Inoltre, sono state condotte interviste approfondite con 14 pazienti e con 15 operatori sanitari della Breast Unit. L’analisi del contenuto qualitativo è stato l’approccio scelto per inferire i dati dalle trascrizioni delle interviste.
Risultati: I temi critici dell’analisi hanno mostrato una presenza infermieristica molto marginale e il ruolo non realizzato del Case Manager, soprattutto nell’organizzare il percorso del paziente e facilitare la comunicazione del team. Inoltre, la mancanza di un processo decisionale condiviso, problemi di comunicazione di gruppo e una limitata collaborazione interprofessionale potrebbero costituire segni di una gestione mono-professionale della B.U. e di una potenziale svalutazione del ruolo degli
infermieri specialisti in oncologia nella gestione della cura del paziente.
Conclusione. L’analisi evidenzia che i ruoli di supporto dell’infermiere dell’ambito oncologico e dei case manager sono ancora dibattuti all’interno dei percorsi di cura oncologici e dei team multidisciplinari. Tuttavia, lo studio suggerisce che l’attuazione della collaborazione interprofessionale e un modello di cura centrato sulla persona può avvenire anche attraverso la consapevolezza socioculturale e l’individuazione del ruolo dell’infermiere specialista.
New treatment options for hormone receptor positive breast cancer in 2023
Lüftner D. Curr Opin Obstet Gynecol. 2023 Feb 1;35(1):62-66. doi: 10.1097/GCO.0000000000000834. Epub 2022 Nov 7. PMID: 36341983 (continua a leggere)
Scopo della revisione: il carcinoma mammario positivo al recettore ormonale, negativo al recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (HR+/HER2-) risponde alla chemioterapia, ma può essere affrontato con un migliore indice terapeutico utilizzando la terapia endocrina biologicamente modificata. I recenti successi più pronunciati sono stati raggiunti dagli ADC.
Scoperte recenti: Nelle fasi iniziali della malattia HR+/HER2-, sono stati ottenuti interessanti risultati in termini di efficacia del trattamento adiuvante per le pazienti ad alto rischio utilizzando abemaciclib per il sottogruppo HR+ BRCA- e olaparib per le pazienti HR+ BRCA+. Nella diffusione metastatica, tra tutti gli inibitori CDK (chinasi ciclina-dipendenti) 4/6 utilizzati per la terapia di prima linea, solo ribociclib ha migliorato la sopravvivenza globale nelle pazienti in pre e postmenopausa. Palbociclib non è riuscito a dimostrare benefici di sopravvivenza globale. Nuove opzioni si presentano con i degradatori selettivi del recettore degli estrogeni orali (SERD) come elacestrant, che sostituirà fulvestrant ed è clinicamente importante nelle terapie combinate. Gli ADC, insieme a nuove categorie di pazienti come HER2low o HER3+, ampliano il portafoglio di trattamenti e sfidano la necessità di cure di supporto. L’antitrofoblasto antigene 2 (TROP2) ADC sacituzumab govitecan migliora la sopravvivenza globale nei pazienti HR+/HER2- pesantemente pretrattati di 3,2 mesi. Un importante miglioramento della sopravvivenza globale è stato mostrato da trastuzumab deruxtecan in pazienti HER2low (HER2 1+ o HER2 2+/nessuna amplificazione genica) meno pretrattate con una durata di vita guadagnata di 6 mesi.
Riepilogo: sono necessari dati del mondo reale sulla sequenza di diversi ADC per stabilire i migliori algoritmi di trattamento possibili.
Le attività del Nursing Working Group AIOM
È possibile visualizzare tutti gli eventi dedicati ai mercoledì dell’oncologia trasmessi in live streaming su Aiom TV in quanto registrati e messi a disposizione per la comunità professionale.
In particolare segnaliamo il webinar del 22 marzo su “Il supporto nutrizionale del paziente oncologico” con la collaborazione interprofessionale di oncologi, FNOPI ed infermieri del Working Group-AIOM che hanno lavorato alla Position Statement sul supporto nutrizionale al paziente oncologico. Puoi visualizzare il webinar a questo link. Nei pazienti oncologici le alterazioni dello stato nutrizionale sono altamente prevalenti e la malnutrizione è considerata “malattia nella malattia”. La valutazione nutrizionale costituisce un elemento imprescindibile nell’approccio al paziente affetto da patologia oncologica, già nel corso della prima visita. I fattori di rischio che influiscono sullo stato nutrizionale sono molteplici e gli effetti collaterali della terapia vanno tenuti in grande considerazione. È quindi necessaria una valutazione proattiva dello stato nutrizionale, con gli infermieri nel ruolo di protagonisti.
L’assistenza infermieristica in ambito nutrizionale, in termini di effettuazione di screening e consigli nutrizionali ha effetti positivi sul comportamento dei pazienti e sugli esiti di salute oltre che sul comportamento del caregiver, ed aumenta la capacità di autogestione del paziente.
Si rimanda alla lettura del Position Statement FNOPI-WG Nursing-Aiom “Il Supporto Nutrizionale per una migliore qualità di vita durante il percorso di cura” a questo link.
Notizie da AIOM
Segnaliamo la pubblicazione della linea guida “ Gli interventi non farmacologici a supporto della fatigue cancro correlata (CRF)
” ( link), proposta dall’ AIIAO “Associazione Italiana di Infermeria di Area Oncologica”. La fatigue cancro-correlata (CRF) è uno degli effetti avversi più comuni legati alla malattia oncologica e ai trattamenti disease-oriented, che colpisce circa il 65% dei pazienti con cancro. L’incidenza di tale sintomatologia può variare in relazione alla tipologia di neoplasia e aumenta in modo significativo durante il trattamento antiblastico o radioterapico. Tuttavia, anche le terapie ormonali, immunoterapie e terapia biologica o a bersaglio molecolare, risultano essere responsabili della CRF in un range compreso tra il 12-37%, percentuale che tende ad aumentare in combinazione con altri trattamenti. Infine, la CRF risulta essere un sintomo che nel 25-30% dei casi persiste fino a cinque anni dopo il completamento del trattamento e in alcuni casi anche per periodi più lunghi. Diversi studi in letteratura hanno inoltre dimostrato come la CRF è un sintomo fortemente associato e determinante la qualità di vita, nonché predittore della sopravvivenza e dell’aderenza terapeutica.
Diversi interventi non farmacologici si sono rilevati efficaci nella prevenzione e riduzione della CRF.
La LG ha visto la collaborazione e l’integrazione delle Società scientifiche: AIIAO-Associazione italiana infermieri di Area Oncologica; AIOM-Associazione Italiana di Oncologia Medica; SIPO-Società Italiana di Psico-Oncologia; SIMG-Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie.
Prossimi appuntamenti
Novità e Prospettive nel trattamento del melanoma
I mercoledì dell’Oncologia
Webinar (non ECM), 24 maggio 2023 dalle 17.00 alle 18.15
La malattia HR+HER2-: aggiornamento da ESMO Breast
I mercoledì dell’Oncologia
Webinar (non ECM), 31 maggio 2023 dalle 17.00 alle 18.15
La gestione del dolore oncologico: novità e approfondimenti
I mercoledì dell’Oncologia
Webinar ECM, 7 giugno 2023 dalle 17.00 alle 18.15
2023 News in Oncology from USA to Italy
Bologna, 22 – 23 giugno 2023
XXV Congresso Nazionale AIOM
Roma 10-12 Novembre 2023
L’invio degli abstracts potrà essere effettuato esclusivamente online. non saranno accettati abstracts inviati attraverso posta ordinaria, fax o email. Il termine dell’invio di contributi scientifici è fissato alle ore 23.59 di domenica 21 maggio 2023. Tale scadenza è assolutamente non prorogabile.
Siti utili
AIOM Associazione Italiana di Oncologia medica
www.aiom.it
WGN Working Group Nursing AIOM
www.aiom.it/working-group-infermieri
EONS European Oncology Nursing Society
www.cancernurse.eu
ONS Oncology Nursing Society
www.ons.org
HPNA Hospice & Palliative Nurses Association
advancingexpertcare.org
Working Group Nursing AIOM
Via Enrico Nöe, 23
20133 Milano
tel. 02 70630279
email:
infermieri@aiom.it