Oggi in Oncologia
Claudin18.2-positive gastric cancer-specific changes in neoadjuvant chemotherapy-driven immunosuppressive tumor microenvironment
Background: Claudin 18 isoform 2 (CLDN18.2) is a potential therapeutic target in gastric cancer (GC). However, combining chemotherapy with anti-CLDN18.2 antibodies has shown limited efficacy in CLDN18.2-positive GC, and chemotherapy-induced changes in the tumor microenvironment (TME) remain unclear. Methods: This study analyzed 37 GC samples, including 11 … (leggi tutto)
Il carcinoma gastrico (GC) rappresenta ancora una delle principali cause di mortalità oncologica, con una sopravvivenza a cinque anni inferiore al 30% negli uomini e al 35% nelle donne.
Nonostante i progressi nei trattamenti con l’introduzione dell’immunoterapia che ha migliorato la sopravvivenza dei pazienti, questa neoplasia presenta caratteristiche quali eterogeneità e microambiente tumorale (TME) che favoriscono l’evasione immunitaria. Comprendere e intervenire nei meccanismi immunosoppressivi del TME è fondamentale per sviluppare strategie terapeutiche più efficaci.
Negli ultimi anni, claudina 18 isoforma 2 (CLDN18.2) ha catalizzato crescente attenzione come potenziale bersaglio terapeutico nei tumori gastrointestinali, inclusi quelli esofagei, gastrici e pancreatici. La positività per CLDN18.2, definita come un’espressione moderata o intensa in almeno il 75% delle cellule tumorali, è stata riscontrata nel 24–38% dei carcinomi gastrici. Sebbene alcuni studi abbiano associato l’espressione di CLDN18.2 a una prognosi sfavorevole, altri non lo descrivono come fattore prognostico negativo.
Dal punto di vista biologico, la claudina 18.2 (CLDN18.2) è una proteina delle giunzioni strette normalmente espressa nelle cellule epiteliali della mucosa gastrica, dove contribuisce a mantenere la barriera e la polarità cellulare.
Durante la trasformazione tumorale, la perdita di polarità cellulare espone CLDN18.2 sulla superficie delle cellule maligne, rendendola un bersaglio terapeutico accessibile.
Nei carcinomi gastrici CLDN18.2-positivi, farmaci come zolbetuximab possono riconoscere questa proteina e attivare meccanismi immunitari antitumorali, come l’ADCC e la CDC.
In due recenti studi di fase 3 SPOTLIGHT e GLOW, la combinazione di chemioterapia e zolbetuximab — anticorpo monoclonale IgG1 anti-CLDN18.2 — ha dimostrato di prolungare significativamente la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale nei pazienti con carcinoma gastrico CLDN18.2-positivo rispetto alla sola chemioterapia. Il trial SPOTLIGHT non ha evidenziato un aumento del tasso di risposta obiettiva, mentre nello studio GLOW l’incremento osservato è stato modesto, pari al 2,2% rispetto alla chemioterapia da sola. Questi risultati evidenziano l’importanza di sviluppare nuove strategie terapeutiche e combinazioni più efficaci, specificamente rivolte a questa sottopopolazione di tumori gastrici.
Nonostante il crescente interesse, le caratteristiche specifiche del microambiente tumorale (TME) nei tumori CLDN18.2-positivi rimangono ancora poco definite. Alcuni studi suggeriscono una maggiore infiltrazione di linfociti T CD8-positivi nei tumori CLDN18.2-positivi rispetto ai CLDN18-negativi, mentre altri non hanno riscontrato differenze significative. Zolbetuximab esercita i suoi effetti antitumorali principalmente attraverso meccanismi di citotossicità anticorpo-dipendente (ADCC) e citotossicità complemento-dipendente (CDC), reclutando cellule effettrici come cellule Natural Killer (NK), monociti e macrofagi. Tuttavia, nei tumori CLDN18.2-positivi, le cellule CD16-positive — fondamentali per l’ADCC — risultano meno presenti rispetto ai tumori CLDN18-negativi. Studi recenti hanno documentato come la chemioterapia possa modificare il TME in diversi tumori gastrointestinali (esofagei, colorettali, pancreatici) indipendentemente dall’espressione di CLDN18.2. Tuttavia, non erano disponibili studi in merito agli effetti della chemioterapia sul TME dei tumori gastrici CLDN18.2-positivi.
In un’analisi su 37 campioni di carcinoma gastrico, utilizzando tecniche di single-cell RNA sequencing e immunofluorescenza multipla, i pazienti sono stati valutati pazienti con carcinoma gastrico trattati o meno con chemioterapia neoadiuvante. I risultati di questo studio hanno evidenziato che, nei pazienti sottoposti a chemioterapia, le cellule NK citotossiche esprimevano livelli più bassi di geni associati all’ADCC, mentre le cellule T regolatorie (Tregs) e i macrofagi associati al tumore (TAMs) presentavano un’espressione aumentata di TGFB1 (codificante per TGF-β). Inoltre, Tregs e TAMs erano maggiormente presenti nei pazienti con tumori sottoposti a chemioterapia rispetto a quelli non trattati. Questi dati suggeriscono che la chemioterapia può indurre modifiche specifiche nell’ambiente immunosoppressivo dei tumori CLDN18.2-positivi, riducendo l’attività ADCC mediata dalle cellule NK. Il potenziale valore prognostico del TME sta quindi suscitando un crescente interesse di ricerca. È stato evidenziato così che una stretta vicinanza tra cellule T regolatorie (Tregs) e cellule T CD8-positive si associa a una prognosi peggiore nei pazienti affetti da carcinoma colorettale. Questi risultati offrono nuovi spunti per l’ottimizzazione delle strategie terapeutiche, evidenziando l’importanza di considerare anche le modificazioni indotte dalla chemioterapia nel TME.
Nonoperative Management of Technically Resectable Pancreatic Cancer With Ablative Radiation Therapy
Importance: Surgical resection of pancreatic ductal adenocarcinoma (PDAC) modestly improves long-term survival due to the competing risk of metastatic disease. However, postoperative morbidity often interferes with administration of systemic therapy and may be unacceptable to some patients. Ablative radiation therapy (A-RT)… (leggi tutto)
L’adenocarcinoma duttale del pancreas (PDAC) rappresenta la quarta causa di morte per cancro negli USA e l’incidenza è in costante aumento. Per i pazienti con malattia localizzata la chirurgia e il trattamento sistemico costituiscono la miglior opportunità per raggiungere un controllo di malattia duraturo, seppure più del 76% dei pazienti svilupperà metastasi a distanza con un importante impatto sulla overall survival (OS). Tuttavia, la chirurgia è associata a un tasso considerevole di morbidità, perdita funzionale e peggioramento della quality of life (QoL). Le complicanze, inoltre, possono ritardare l’avvio della terapia sistemica quando la malattia è ancora micrometastatica e suscettibile di chemioterapia. A differenza della radioterapia (RT) a dosi standard (52-72 Gy della dose biologica efficace, BED), la RT ablativa (A-RT) eroga almeno 100-Gy BED, dimostrando nei pazienti con malattia localmente avanzata un tasso di OS a 2 anni del 39% con preservazione della QoL.
Reyngold et al. hanno pubblicato recentemente su JAMA Oncology i risultati di uno studio retrospettivo che ha valutato l’efficacia della A-RT come approccio alternativo alla chirurgia in pazienti con PDAC localizzato ineleggibili per chirurgia. La coorte ha incluso 25 pazienti con stadio T1-2 N0-1 M0 trattati con A-RT presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center da Giugno 2016 a dicembre 2022. I pazienti sono stati considerati ad alto rischio chirurgico (in particolare a causa del rischio intraoperatorio di morte, soprattutto su base cardiaca) e, dopo discussione multidisciplinare, indirizzati a trattamento con A-RT. L’endpoint primario è rappresentato dall’OS, mentre i secondari sono il tasso di risposte obiettive (ORR), l’incidenza cumulativa di progressione locale, la progression-free survival (PFS) e la sopravvivenza libera da metastasi a distanza (DMFS). L’età mediana era di 80 anni e l’80% dei pazienti presentava un Karnofsky Performance Status inferiore o uguale a 80; la maggior parte presentava una lesione alla testa del pancreas (80%), 60% aveva una malattia T2 e il 16% aveva linfonodi positivi. Il 68% del campione aveva ricevuto chemioterapia neoadiuvante, la maggior parte con lo schema gemcitabina più nab-paclitaxel.
Nel complesso su 20 dei 25 pazienti è stato valutato il tasso di risposte: 2 risposte complete, 5 risposte parziali e 12 stabilità di malattia. La DMFS mediana è stata di 8 mesi (95% CI 4.9-22), la PFS mediana di 7.9 mesi (95% CI 4.8-22 mesi) e la OS di 21.7 mesi (95% CI 11.3-41.3) con un tasso di OS a 1 e 2 anni rispettivamente del 65.5% e 43.7%. In analisi univariata per i fattori associati al controllo locale della malattia, la dimensione del tumore primario e la percentuale di coverage con l’80% della RT prescritta sono risultati statisticamente significativi. Il tasso cumulativo di eventi avversi di grado 3 o superiore attribuibile alla A-RT è stato del 12%, di cui 2 sanguinamenti gastrointestinali.
L’approccio non operativo basato su A-RT potrebbe rappresentare un’opzione valida e preziosa per pazienti che, pur avendo un tumore tecnicamente resecabile, presentano comorbidità significative, età avanzata o per coloro che rifiutano l’intervento chirurgico; inoltre la A-RT è in grado di erogare dosi elevate di radiazioni ottenendo un buon controllo locale di malattia e fornire un profilo di tossicità post trattamento potenzialmente migliore rispetto alla chirurgia permettendo l’avvio di trattamenti sistemici in modo precoce. Tuttavia, sono diversi i limiti dello studio: disegno retrospettivo, monocentrico e campione poco numeroso e scarsamente eterogeneo. Molti sono poi i punti critici che vanno considerati. A differenza dell’intervento chirurgico che ci fornisce una stadiazione patologica utile dal punto di vista prognostico e per la scelta della terapia adiuvante, la A-RT precluderebbe questa opportunità; inoltre, la valutazione della risposta post radioterapia potrebbe risultare più complicata e di difficile interpretazione (persistenza di neoplasia versus tessuto cicatriziale). Allo stesso tempo non sono ancora ben noti quali potrebbero essere gli eventi avversi a lungo termine, soprattutto in termini di tossicità sugli organi adiacenti (vie biliari, stomaco, duodeno).
Naturalmente saranno necessari studi prospettici randomizzati per confrontare A-RT e chirurgia e, in prospettiva futura, sarà fondamentale ottimizzare le tecniche radioterapiche e identificare biomarcatori utili per selezionare quei pazienti che meglio possono beneficiare di questo trattamento meno invasivo.
Immunotherapy followed by cetuximab in locally advanced/metastatic cutaneous squamous cell carcinomas: the I-TACKLE trial
Background: Immunotherapy with pembrolizumab and cemiplimab achieves an overall response rate (ORR) of 34-51 % in locally advanced/metastatic (LA/M) cSCC, but primary and acquired resistance remains a challenge. This study evaluates whether adding cetuximab to pembrolizumab can overcome resistance by reducing immune escape … (leggi tutto)
Il trattamento dei tumori cutanei a cellule squamose (cSCC) con l’immunoterapia ha impresso una evoluzione significativa nel panorama terapeutico di queste neoplasie. Infatti, ad oggi sono stati approvati dall’FDA e dall’EMA con l’indicazione in prima linea nelle forme localmente avanzate o metastatiche non candidate a trattamenti curativi, due inibitori dei checkpoint immunitari, il cemiplimab ed il pembrolizumab. Tuttavia, la resistenza primaria o acquisita interesserà circa il 50% dei pazienti. Studi in vitro ed in vivo hanno dimostrato che la soppressione dei meccanismi di trasmissione del segnale mediati da EGFR riducono i processi di immune-escape ed inducono la citotossicità cellulare anticorpo-dipendente.
Lo studio I-TACKLE, uno studio multicentrico italiano, di fase II, a braccio singolo, si è posto come obiettivo quello di verificare se l’aggiunta di cetuximab al pembrolizumab fosse in grado di superare la resistenza all’immunoterapia (immune-escape).
I pazienti arruolati nello studio ricevevano pembrolizumab ogni 3 settimane e successivamente nei pazienti in progressione o in stabilità di malattia era aggiunto cetuximab. La prima rivalutazione era eseguita a 9 settimane e le successive ogni 6 settimane. L’endpoint principale dello studio era l’ORR per singolo agente o per la combinazione mentre gli endpoint secondari erano rappresentati dalla safety, dalla PFS, dalla OS e dalla durata della risposta.
Da gennaio 2019 ad aprile 2021 sono stati arruolati 43 pazienti con età mediana di 79 anni (range 48-96); il 70% dei pazienti aveva malattia localmente avanzata della regione testa-collo, il 23% era localizzato a livello degli arti ed il restante 7% al tronco. Il 90% dei pazienti aveva eseguito chirurgia, il 49% radioterapia ed il 16% chemioterapia.
Ad un follow up di 16 mesi (range 1-28), 43 pazienti avevano ricevuto almeno una dose di pembrolizumab mentre 23 hanno ricevuto la combinazione Pembrolizumab+Cetuximab. In particolare, 21 su 23 pazienti presentavano una resistenza primaria.
La percentuale di ORR era del 63% con un DCR dell’86%: 44% con risposta al pembrolizumab e 38% alla combinazione. Nel gruppo di combinazione, ad un follow up di 9 mesi (range 1-28), si osservava una risposta nel 44% dei casi.
Nell’intera popolazione, la percentuale di RC era del 35% mentre le RP erano del 28% e le stabilità erano osservate nel 37% dei casi e la PFS era di circa 10 mesi.
In relazione alla safety, gli eventi avversi di grado 3-4 correlati al trattamento si osservavano nel 16% dei casi e due pazienti avevano sospeso definitivamente il trattamento.
Lo studio, pertanto, seppur con le limitazioni relative al disegno a braccio singolo, al ridotto campione, ha dimostrato la fattibilità della combinazione in termini di attività, tollerabilità ed alla dimostrata possibilità di revertare la resistenza all’immunoterapia anche in una popolazione fragile per età e comorbidità. Sarà interessante, pertanto, una sua validazione su un campione più ampio nell’ambito di uno studio prospettico, randomizzato.
In Europe
FDA Approves Cabozantinib for Adults and Paediatric Patients 12 Years of Age and Older with pNET and epNET
Apr 18, 2025 – On 26 March 2025, the US Food and Drug Administration (FDA) approved cabozantinib (Cabometyx, Exelixis, Inc.) for adult and paediatric patients 12 years of age and older with previously treated, unresectable, locally advanced or metastatic, well-differentiated pancreatic neuroendocrine tumours (pNET) and well-differentiated extra-pancreatic neuroendocrine tumours (epNET) … (leggi tutto)
Efficacy of Taletrectinib in Patients with Advanced ROS1 Fusion-Positive NSCLC
Apr 18, 2025 – In an integrated analysis from TRUST-I and TRUST-II trials, taletrectinib demonstrated high and durable overall and intracranial response rates and prolonged progression-free survival (PFS) in both tyrosine kinase inhibitor (TKI)-naïve and TKI-pretreated patients, with activity against G2032R acquired resistance mutations, establishing taletrectinib as a potential best-in-class ROS1 TKI for patients with advanced ROS1 fusion-positive non-small cell lung cancer (NSCLC) … (leggi tutto)
EMA Recommends Extension of Indications for Glofitamab
Apr 17, 2025 – On 27 February 2025, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending a change to the terms of the marketing authorisation for the medicinal product glofitamab (Columvi). The marketing authorisation holder for this medicinal product … (leggi tutto)
Cancer Mortality Prediction for 2025 Continues to Show Favourable Trends In the EU
Apr 16, 2025 – In the European Union (EU), over a 5-year period (2020-2025), overall cancer mortality rates were predicted to fall by 3.5% and 1.2% for males and females. Marked decreases in breast cancer mortality in the EU were observed for women aged 50-69 (−9.8%) and 70-79 years (−12.4%). Cancer mortality projections for 2025 in the EU remain favourable, except for pancreatic cancer for both sexes and lung and bladder cancer for women … (leggi tutto)
Clinical Benefit of a Combination of Ipilimumab and Nivolumab in Treatment-Naïve Patients with Advanced or Metastatic Non-Clear Cell RCC
Apr 15, 2025 – A multicentre, European, prospective, randomised, open-label, investigator-initiated phase II SUNNIFORECAST study, conducted in treatment-naïve patients with advanced or metastatic non-clear cell renal cell cancer (RCC), evaluated a possible benefit of the combination of ipilimumab and nivolumab compared to standard-of-care (SoC). It is the largest randomised trial so far in non-clear cell RCC … (leggi tutto)
Dall’FDA
FDA Commissioner Makary Announces New Policy on Individuals Serving on FDA Advisory Committees
Apr 17, 2025 – In keeping with U.S. Department of Health and Human Services Secretary Robert F. Kennedy Jr.’s promise to carry out the Department’s work with “radical transparency” and mitigate perceived industry influence and conflicts of interests, FDA Commissioner Martin A. Makary, M.D., M.P.H., announces a policy directive that limits individuals employed at companies ... (leggi tutto)
FDA Receives sBLA for Nogapendekin Alfa Inbakicept in Papillary NMIBC
Apr 15, 2025 – Nogapendekin alfa inbakicept-pmln is being evaluated for BCG-unresponsive NMIBC with papillary disease, supported by QUILT-3.032 trial data.
The trial reported a median DFS of 19.3 months and high progression-free and disease-specific survival rates.
Safety data showed 86% of patients experienced grade 1/2 TEAEs, with severe effects in a minority ... (leggi tutto)
Dall’ASCO
MRD-Guided Treatment Decision-Making in Relapsed/Refractory DLBCL
Apr 17, 2025 – Approximately 30% to 40% of patients with diffuse large B-cell lymphoma (DLBCL) relapse or are refractory following first-line rituximab combined with cyclophosphamide, doxorubicin, vincristine, and prednisone (R-CHOP), with poor outcomes and limited treatment options … (leggi tutto)
Beyond the Regulatory Landscape and Into Clinical Care: Minimal Residual Disease in Multiple Myeloma Trials and Treatment
Apr 17, 2025 – The U.S. Food and Drug Administration (FDA) Oncologic Drugs Advisory Committee has recommended minimal residual disease (MRD) as a clinical trial endpoint for accelerated drug approval in multiple myeloma (MM), allowing for innovative trial designs and faster therapeutic development.
Traditional methods for quantifying disease burden in MM have become insufficient as therapies capable of producing deep responses in most patients have become available… (leggi tutto)
Optimizing the Management of Immune-Related Toxicities Across Care Settings
Apr 17, 2025 – The expanding use of immunotherapy for the treatment of cancer is leading to an increasing incidence of immune-related adverse events (irAEs), which can be challenging to diagnose and treat.
An Education Session at the 2025 ASCO Annual Meeting will feature a panel of experts who will review challenges and barriers related to irAE management; discuss strategies for optimizing multidisciplinary monitoring … (leggi tutto)
Harnessing the Immune System to Its Full Potential: Immunologic Approaches to Multiple Myeloma Management
Apr 17, 2025 – An Education Session at the 2025 ASCO Annual Meeting will explore the present-day status and future directions of immunotherapy in the treatment of newly diagnosed multiple myeloma (MM).
Quadruplet regimens have advantages over triplet therapy, both for patients who are transplant eligible and transplant ineligible.
Bispecific T-cell engagers (BiTEs) boast impressive response rates in the fourth line and are promising as an upfront therapy alternative … (leggi tutto)
Addressing Challenges of How to Tailor State-of-the-Art Prostate Cancer Therapy for Individual Patients
Apr 16, 2025 – Although advances in the metastatic castration-resistant prostate cancer (mCRPC), treatment landscape have provided more options for patients, clinicians are faced with the challenge of how to tailor the most appropriate therapy to individual patients.
An ASCO25 Education Session will focus on personalized treatment options available to patients with mCRPC and how clinicians can make informed decisions about their use … (leggi tutto)
How Do Recent Approvals of Bispecific Antibodies Impact Advanced Lung Cancer Management?
Apr 16, 2025 – An Education Session will take a deep dive into the science behind bispecific antibody treatments in lung cancer and their practice implications.
Focusing specifically on amivantamab and tarlatamab, presenters will discuss mechanism of action, U.S. Food and Drug Administration (FDA) approval data, side effect management, and special considerations … (leggi tutto)
Pillole dall’AIFA
17 aprile 2025 – “Horizon Scanning: scenario dei medicinali in arrivo”. AIFA pubblica il Rapporto 2025
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17 aprile 2025 – Notifica dei provvedimenti – Ufficio Ispezioni e Autorizzazioni GMP Medicinali
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16 aprile 2025 – Nomina dei componenti esterni del Comitato per la Valutazione dei Conflitti d’Interessi (CoVCI) dell’Agenzia Italiana del Farmaco
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16 aprile 2025 – Payback convenzionata 1,83%: Procedura di revisione dell’anagrafica dei medicinali movimentati nel corso del II semestre dell’anno 2024
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16 aprile 2025 – “Spending-Pha”: nuovo servizio online AIFA per la gestione del procedimento di payback 1,83%
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