Anno XXIII - Numero 998 - 15 Aprile 2025

Hanno curato la selezione degli articoli scientifici e i commenti di questo numero: Nicla La Verde, Lorenzo Ruggieri, Cinzia Fasola, Davide Dalu, Raffaela Sartori, Maria Silvia Cona, Cristina Marrazzo, Federico Danelli (SC Oncologia, Ospedale Luigi Sacco - ASST Fatebenefratelli Sacco. Milano)





Coordinatori: Silvia Novello, Marcello Tiseo
Editore: Intermedia - Direttore Responsabile: Mauro Boldrini

Oggi in Oncologia


Extended Reduced-Dose Apixaban for Cancer-Associated Venous Thromboembolism

Background: In patients with active cancer and venous thromboembolism, whether extended treatment with a reduced dose of an oral anticoagulant is effective in preventing recurrent thromboembolic events and decreasing bleeding is unclear … (leggi tutto)

Lo studio API-CAT, pubblicato su NEJM, presenta importanti risultati nella gestione del tromboembolismo venoso (TEV) associato al cancro, ed aggiunge evidenza sul delicato bilanciamento tra effetto terapeutico favorevole dovuto all’ azione anticoagulante sistemica e rischio di eventi emorragici nei pazienti con necessità di trattamento prolungato (definito come terapia oltre i 6 mesi).
Il razionale dello studio si basa sull’evidenza che i pazienti oncologici permangano ad elevato rischio di TEV ricorrente dopo i primi 6 mesi di terapia anticoagulante. La possibile estensione del trattamento oltre questo periodo impone però un’attenta analisi, soprattutto dei rischi, in quanto una dose anticoagulante classica di apixaban (5 mg due volte al giorno) potrebbe esporre ad un rischio non trascurabile di sanguinamenti maggiori. Pertanto, lo studio API-CAT si è posto l’obiettivo di valutare, in modo randomizzato e in doppio cieco, la non-inferiorità della dose ridotta (2.5 mg due volte al giorno), rispetto alla dose standard di apixaban nella prevenzione del TEV ricorrente, con l’obiettivo secondario di dimostrare una riduzione degli eventi emorragici. Il follow-up sistematico si è concluso a 13 mesi dall’arruolamento.
Sono stati inclusi pazienti senza evidenza di TEV, che avevano già eseguito 6 mesi di terapia anticoagulante consigliata (eparina a basso peso molecolare, nuovo anticoagulante orale o antagonisti vit. K) e sono stati randomizzati 1:1 in cieco a ricevere apixaban a dose di 2.5 mg-2 volte al giorno o 5 mg-2 volte al giorno per 12 mesi. L’endpoint primario, ovvero l’occorrere di evento emorragico clinicamente significativo, era definito come un evento in accordo con i criteri diagnostici dell’ “International Society on Thrombosis and Haemostasis”, ovvero trombosi venosa profonda di un arto inferiore, embolia polmonare (EP) o trombosi correlata a catetere venoso centrale di arti superiori e vena cava, trombosi incidentale di vena prossimale profonda o EP incidentale. Gli eventi emorragici fatali sono stati registrati ed accorpati agli eventi primari.
Da Ottobre 2018 a Settembre 2023 sono stati arruolati un totale di 1776 pazienti, 886 assegnati alla reduced-dose e 900 alla full-dose. L’età media era di 69 anni e il 43% erano maschi. I pazienti con diagnosi di cancro metastatico erano circa il 65% nei due gruppi, di cui di origine mammaria il 23%, del colon-retto il 15%, del polmone 11%, della prostata 9%.
La dose ridotta ha dimostrato la non-inferiorità rispetto alla dose piena, con un’incidenza cumulativa di TEV ricorrente rispettivamente del 2.1% vs 2.8% (adjusted subHR 0.76; IC 95% 0.41–1.41; p .001 for non-inferiority). La dose ridotta è risultata superiore nel ridurre gli eventi emorragici clinicamente rilevanti (12.1% vs 15.6%; subHR 0.75; IC 95% 0.58–0.97; p .03), con un trend favorevole anche per i sanguinamenti maggiori (2.9% vs 4.3%).
I dati supportano l’uso della dose ridotta di apixaban nel trattamento esteso del TEV associato al cancro, offrendo un profilo di sicurezza migliore, senza compromettere l’efficacia. Questo è particolarmente rilevante in una popolazione fragile, dove il rischio emorragico è amplificato dalla tossicità cumulativa delle terapie oncologiche e dalla fragilità vascolare.
Alcuni limiti dello studio risiedono in determinati bias che sono evidenti nella metodologia di conduzione dello studio, ovvero un bias di selezione legato all’inclusione di pazienti con TEV incidentale (circa il 30%) e della predominanza di tumori a basso rischio trombotico (es. mammella), che potrebbe aver influenzato il risultato di bassa incidenza di TEV ricorrente. L’osservazione è limitata a 12 mesi, pertanto rimane incerto se il beneficio si mantenga per periodi più prolungati, soprattutto in pazienti con malattia persistentemente attiva.
Inoltre, il trattamento con apixaban non è stato confrontato con eparina a basso peso molecolare (EBPM), ancora considerata standard in molti contesti clinici.
API-CAT fornisce evidenze solide per l’uso di apixaban a dose ridotta nel trattamento esteso del TEV associato al cancro, bilanciando efficacia e sicurezza. Restano aperte questioni sull’ottimizzazione della durata e sulla personalizzazione della terapia in base al rischio trombotico ed emorragico individuale.




Structural equation modeling of hope, psychological distress, quality of life, and influencing factors in advanced cancer patients undergoing cancer pharmacotherapy in Japan

Objective: The purpose of this study was to clarify the relationship between hope, psychological distress, and quality of life (QOL) of patients with advanced cancer undergoing cancer pharmacotherapy and their related factors. Methods: Participants were patients with advanced lung, colorectal, and breast cancer undergoing outpatient pharmacotherapy… (leggi tutto)

In psicologia, all’inizio degli anni ‘90, Snyder, Irving e Anderson nella cornice della cosiddetta “Theory of Hope”, declinavano la speranza come: “uno stato motivazionale positivo che si basa sull’interazione tra il senso di successo nel produrre i percorsi cognitivi o le strategie cognitive da utilizzare nel conseguire un determinato fine desiderato, e il senso di successo nel produrre l’energia mentale nell’utilizzare tali percorsi o strategie per realizzare la finalità̀ desiderata”.
Secondo questa teoria, la speranza rispecchia le percezioni individuali di capacità di formulare degli obiettivi chiari, di sviluppare strategie specifiche (Pathways Thinking) e di avere e sostenere la motivazione nell’utilizzare queste strategie (Agency Thinking).
Gli studi della Psicologia Positiva mostrano che sia in soggetti in salute sia con malattie fisiche severe, la presenza di speranza è correlata a un miglior funzionamento psicosociale, minore reattività allo stress e più strategie di coping funzionali, soddisfazione di vita, benessere, e migliore qualità di vita in generale.
Questo studio in ambito psico-oncologico ha approfondito la relazione tra speranza, distress psicologico e qualità della vita in un gruppo di 200 pazienti giapponesi con tumore al seno, polmone e colon-retto metastatico in terapia farmacologica attiva. L’articolo assume la definizione di speranza di Dufault e Martocchio, di “una forza vitale multidimensionale caratterizzata da un’aspettativa fiduciosa, ma incerta, di raggiungere un bene futuro che la persona speranzosa considera personalmente significativo”.
Gli autori hanno sottoposto un questionario ai partecipanti raccogliendo dati sulla speranza (tramite Herth Hope Index – HHI), il distress psicologico (Hospital Anxiety and Depression Scale – HADS), la qualità di vita (QOL) (Functional Assessment of Cancer Therapy-General – FACT-G). Il questionario sondava inoltre i fattori personali (età, sesso, stato coniugale e abitativo, stato economico ed impiego, livello d’istruzione, religione e supporto sociale) oltre che fattori clinici correlati al trattamento o alla malattia (istotipo, presenza di metastasi, sintomi correlati alla malattia o trattamento, durata del trattamento etc).
La mediana del HHI-score nella popolazione in studio era 35,59, indicando come il livello di speranza dei pazienti giapponesi fosse in linea con quelli di altri paesi. L’HADS-score di questa coorte era inferiore a quella dei pazienti affetti da carcinoma mammario lungo-sopravviventi (11,07 vs 12,6), indicando come i livelli di ansia e depressione non siano necessariamente elevati nei pazienti con tumore in stadio avanzato. Il FACT-G-score era invece sotto i livelli limite (73,9 vs 80,07); è noto, infatti, come la lunga durata e imprevedibilità degli effetti della terapia e della malattia avanzata abbia un effetto negativo sulla QOL di questi pazienti.
Gli autori riportano un ruolo protettivo della speranza sul distress psicologico dovuto all’incertezza sperimentata da questi pazienti (r = −.571, p < .001). La speranza, inoltre, ha un’influenza positiva sulla QOL, profondamente segnata dai prolungati sintomi dovuti a trattamenti e malattia (r = .565, p < .001).
Questo studio mostra come le relazioni e il supporto sociale aiutino i pazienti a mantenere elevati i livelli di speranza (β = 0.39) e QOL (β = 0.19), riducendo invece il distress psicologico (β = − 0.14). I cambiamenti fisici dovuti alla malattia e ai trattamenti (come dimagrimento ed alopecia) minando le relazioni personali e le interazioni sociali incrementano il distress psicosociale; mentre la condivisione delle sofferenze e della storia della malattia può accrescere la speranza in questi pazienti.
Il paziente oncologico, inoltre, sperimenta spesso difficoltà economiche correlate al trattamento; tale vulnerabilità spesso cresce con l’allungarsi del periodo di terapia e con il peggiorare dello stadio di malattia. È facile comprendere come in tale studio il disagio economico rappresenti un fattore predittivo negativo di speranza (β = − 0.19) e positivo di distress psicologico (β = 0.14) e sintomi fisici (β = 0.14).
Infine, la sofferenza fisica conseguente alla malattia o agli eventi avversi correlati alle terapie era correlata ad un peggioramento del distress psicologico (β = 0.26) e della QOL (β = − 0.18).
Questo studio dimostra come la speranza impatti su disagio psicologico e qualità della vita nei pazienti con cancro avanzato sottoposti a farmacoterapia antitumorale. Inoltre, i pazienti con cancro avanzato che non hanno sostegno sociale e sono economicamente in difficoltà hanno maggiori probabilità di avere livelli di speranza più bassi. Tali considerazioni suggeriscono che un programma multidimensionale focalizzato non soltanto sugli aspetti psicologici e cognitivi, ma anche sull’identificazione precoce e l’intervento sui pazienti con queste caratteristiche, rappresenterebbe una strategia efficace per migliorare la loro qualità della vita.



Commento a cura di Alessandra Fabi, Roberto Rosenfeld (Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma)

Real life outcome analysis of breast cancer brain metastases treated with Trastuzumab Deruxtecan

Tumor dissemination to the central nervous system (CNS) is almost a rule in the treatment journey of advanced HER2+ breast cancer (BC). Recent results demonstrated high intracranial efficacy with Trastuzumab Deruxtecan (T-DXd). However, a real-world evidence is lacking in literature. We conducted a multicenter … (leggi tutto)

La malattia metastatica cerebrale è presente fino al 50% dei pazienti affetti da tumore mammario HER2 positivo2 condizionandone una peggior prognosi, con sopravvivenza globale intorno a 11-13 mesi3, di gran lunga inferiori al dato pari a 57.1 (95% CI 50 – 72) mesi della malattia extracranica o prevalentemente extracranica che si evincono nei final results del CLEOPATRA trial4. Recentemente, Trastuzumab-Deruxtecan (T-DXd) ha dimostrato nella final analysis verso T-DM1, ottime risposte sia extracraniche (52.6 versus 42.7 months; HR, 0.73, 95% CI, 0.56–0.94) nell’ambito dello studio randomizzato DESTINY-Breast-03, che intracraniche come nella recente pooled analysis dei DESTINY-Breast-01/02/035 e nello studio DESTINY-Breast-0126.
Nello studio italiano retrospettivo, multicentrico per la prima volta in un setting di Real World, si studia l’efficacia del T-DXd nella pratica clinica, documentando la risposta obiettiva intracranica (iORR) come endpoint primario. Endpoints secondari sono la sopravvivenza globale (OS), il controllo di malattia intracranica (iDCR), la durata di risposta intracranica (iDoR) e la progression free survival intracranica (iPFS) e globale (gPFS).
Metodologicamente l’analisi è stata condotta analizzando solo pazienti valutati a livello intracranico con risonanza magnetica cerebrale (cRM) e che avessero una malattia misurabile secondo i criteri RANO (Response Assessment in NeurOncology), più adeguato alla descrizione della risposta nel setting neuroncologico.
La popolazione in studio presentava un’età mediana di 55 anni, malattia tripla positiva (HR+, 92%), multiple lesioni cerebrali (≥4, 59%) e i pazienti erano già pesantemente trattati in precedenza (>2 linee, 56%) e una parte non trascurabile (87%) aveva ricevuto un trattamento locale per le metastasi cerebrali in qualsiasi linea precedente. Di questa ultima categoria, è importante sottolineare che il 22% era in progressione cerebrale al momento dell’avvio del T-DXd e che, unitamente al 13% di pazienti naïve a trattamenti radioterapici (RT), costituivano il 35% di pazienti con unstable disease.
Lo studio ha descritto una iORR del 59% nella popolazione generale di 36 pazienti, del 52% e 71% nei pazienti con malattia cerebrale stabile ed instabile, rispettivamente. Da notare che le iORR per malattia stabile ed instabile erano entrambi del 45% nella pooled analysis6 del DB-01/02/03 e del 50% e 55%, rispettivamente, nel Destiny-Breast-012. In questo studio di real world vi era una considerevole percentuale di pazienti con risposta parziale (56%) e stabilità di malattia (36%) e questo si ripercuote su valori più importanti di iDCR (95% per la popolazione globale, 100% e 86% per la malattia stabile e instabile, rispettivamente) e tendenzialmente più alti rispetto ai trials clinici randomizzati. Interessante il dato delle iDoR per malattia stabile ed instabile pari a circa 12 e14 mesi, rispettivamente, e nel complesso sovrapponibili a quelli della pooled analysis5 (12 e 17 mesi), a riprova del fatto che farmaci efficaci mantengono una buona performance, a prescindere dalla linea di trattamento e dall’eterogeneità di popolazione.
Limiti dello studio sono sicuramente la scarsa numerosità campionaria, i bias di selezione e di performance, la mancanza di un braccio di controllo.
Lo studio conferma tuttavia la validità del farmaco anche in un setting di real world, corroborandone l’efficacia e la durata della risposta nel tempo, ma soprattutto confermando la possibilità di procrastinare il trattamento radioterapico e riservandolo a terapia di salvataggio.

BIBLIOGRAFIA
1. Fabi A, Rossi A, Caputo R, et al. Real life outcome analysis of breast cancer brain metastases treated with Trastuzumab Deruxtecan. Npj Precis Oncol. 2025;9(1):1-8. doi:10.1038/s41698-025-00801-3
2. Garcia-Alvarez A, Papakonstantinou A, Oliveira M. Brain Metastases in HER2-Positive Breast Cancer: Current and Novel Treatment Strategies. Cancers. 2021;13(12):2927. doi:10.3390/cancers13122927
3. Simsek M, Aliyev A, Baydas T, et al. Breast Cancer Patients with Brain Metastases: A Cross-Sectional Study. Sahgal P, ed. Breast J. 2022;2022:1-5. doi:10.1155/2022/5763810
4. Swain SM, Miles D, Kim SB, et al. Pertuzumab, trastuzumab, and docetaxel for HER2-positive metastatic breast cancer (CLEOPATRA): end-of-study results from a double-blind, randomised, placebo-controlled, phase 3 study. Lancet Oncol. 2020;21(4):519-530. doi:10.1016/S1470-2045(19)30863-0
5. André F, Cortés J, Curigliano G, et al. A pooled analysis of trastuzumab deruxtecan in patients with human epidermal growth factor receptor 2 (HER2)-positive metastatic breast cancer with brain metastases. Ann Oncol ( J Eur Soc Med Oncol.) 2024;35(12):1169-1180. doi:10.1016/j.annonc.2024.08.2347
6. Harbeck N, Ciruelos E, Jerusalem G, et al. Trastuzumab deruxtecan in HER2-positive advanced breast cancer with or without brain metastases: a phase 3b/4 trial. Nat Med. 2024;30(12):3717-3727. doi:10.1038/s41591-024-03261-7
7. Cancer Clinical Trial Eligibility Criteria: Brain Metastases; Guidance for Industry; Availability. Federal Register. July 13, 2020. Accessed April 7, 2025. https://www.federalregister.gov/documents/2020/07/13/2020-14997/cancer-clinical-trial-eligibility-criteria-brain-metastases-guidance-for-industry-availability



In Europe


Tackling vulnerabilities in the supply chain of radiopharmaceuticals in the EU

Apr 14, 2025 – EMA and the Heads of Medicines Agencies (HMA), through the Executive Steering Group on Shortages and Safety of Medicinal Products (MSSG), have issued recommendations to address vulnerabilities in the supply chain of radiopharmaceuticals. These types of medicines contain radioactive forms of chemical elements called radioisotopes and are used to diagnose or treat medical conditions such as cancer … (leggi tutto)



 

Similar Efficacy Between Subcutaneous and Intravenous Pembrolizumab Given with Chemotherapy for Treatment of Patients with Metastatic NSCLC

Apr 14, 2025 – In a phase III 3475A-D77 study, overall exposure and trough concentration of subcutaneous pembrolizumab were non-inferior to those of intravenous pembrolizumab; furthermore, similar efficacy and consistent safety profiles were found between the subcutaneous and intravenous treatment arms, each administered in combination with platinum-doublet.. (leggi tutto)



 

FDA Approves Pembrolizumab for HER2 Positive Gastric or Gastro-oesophageal Junction Adenocarcinoma Expressing PD-L1 (CPS ≥1)

Apr 11, 2025 – On 19 March 2025, the US Food and Drug Administration (FDA) granted traditional approval to pembrolizumab (Keytruda, Merck) with trastuzumab, fluoropyrimidine- and platinum-containing chemotherapy for the first-line treatment of adults with locally advanced unresectable or metastatic HER2-positive gastric or gastro-oesophageal junction (GEJ) adenocarcinoma whose tumours express PD-L1 (CPS ≥1) … (leggi tutto)



 

Meeting highlights from the Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) 7-10 April 2025

Apr 11, 2025 – At its monthly meeting, EMA’s safety committee (PRAC) carried out its broad range of responsibilities, which cover all aspects of the risk management of the use of medicines: assessment of safety signals, risk management plans, periodic safety update reports and post-authorisation safety studies. The Committee did not start or conclude any referral procedures. More information on all safety referrals currently under evaluation is provided in the ‘Ongoing referrals’ table.. (leggi tutto)





EMA Recommends Granting a Conditional Marketing Authorisation for Linvoseltamab

Apr 10, 2025 – On 27 February 2025, the European Medicines Agency’s (EMA’s) Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) adopted a positive opinion, recommending the granting of a conditional marketing authorisation for the medicinal product linvoseltamab (Lynozyfic), intended for the treatment of patients with relapsed and refractory multiple myeloma who have received at least three prior therapies … (leggi tutto)




 

Adding Pembrolizumab to Docetaxel Does Not Significantly Improve Outcomes in Patients with Previously Treated mCRPC

Apr 09, 2025 – The phase III KEYNOTE-921 study did not meet the predefined criteria for superiority of pembrolizumab plus docetaxel versus placebo plus docetaxel for the dual primary endpoints of radiographic progression-free survival (rPFS) and overall survival (OS) in patients with chemotherapy-naïve metastatic castration-resistant prostate cancer (mCRPC) … (leggi tutto)



Dall’FDA


FDA Grants Fast Track Designation to Emactuzumab for Unresectable TGCT

Apr 14, 2025 – Emactuzumab shows promise in treating TGCT, with a 71% overall response rate in phase 1 trials.
The TANGENT trial is assessing emactuzumab’s efficacy in unresectable TGCT, focusing on overall response rate at 6 months.
Fast track designation underscores the need for new TGCT treatments, highlighting emactuzumab’s potential for rapid, durable responses. .
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Five Under 5: Top Oncology Videos for the Week of 4/6

Apr 13, 2025 – Personalized myelofibrosis treatment depends on symptom burden, with JAK inhibitors and other agents tailored to specific clinical profiles.
Fixed-duration ibrutinib plus venetoclax in CLL shows high overall survival rates, consistent across age and IGHV mutation status .
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The OncFive: Top Oncology Articles for the Week of 4/6

Apr 12, 2025 – Nivolumab plus ipilimumab approved for dMMR/MSI-H metastatic CRC and HCC, showing significant survival benefits and reduced disease progression risk.
Larotrectinib received full approval for NTRK+ solid tumors, with a 60% overall response rate and a median response duration of 43.3 months. .
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FDA Approves Nivolumab Plus Ipilimumab for Unresectable or Metastatic Hepatocellular Carcinoma

Apr 11, 2025 – Nivolumab and ipilimumab combination improves overall survival in unresectable HCC, reducing death risk by 21% compared to standard therapies.
The CheckMate 9DW trial showed a 36% overall response rate with the combination, significantly higher than the 13% with standard care .
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FDA Announces Plan to Phase Out Animal Testing Requirement for Monoclonal Antibodies and Other Drugs

Apr 10, 2025 – Today, the U.S. Food and Drug Administration is taking a groundbreaking step to advance public health by replacing animal testing in the development of monoclonal antibody therapies and other drugs with more effective, human-relevant methods. The new approach is designed to improve drug safety and accelerate the evaluation process ... (leggi tutto)





FDA Greenlights Bevacizumab Biosimilar in Multiple Solid Tumor Indications

Apr 10, 2025 – Bevacizumab-nwgd (Jobevne) is approved for multiple solid tumors but not for adjuvant colon cancer treatment.
Safety concerns include gastrointestinal perforations, hemorrhages, and hypertension, requiring discontinuation in severe cases.
Biocon Biologics’ seventh U.S. biosimilar approval highlights their commitment to affordable biologics and expanding oncology options .
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FDA Approves Larotrectinib for NTRK-Positive Solid Tumors

Apr 10, 2025 – Larotrectinib (Vitrakvi) received FDA approval for solid tumors with NTRK gene fusion, lacking resistance mutations, and with limited treatment options.
Approval was based on data from three clinical trials: LOXO-TRK-14001, SCOUT, and NAVIGATE.
This is the first full FDA approval of an NTRK inhibitor, underscoring Bayer’s dedication to innovative cancer therapies.  ..
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FDA Clears ZEISS INTRABEAM 700 for Intraoperative Radiation Therapy in Neuro-Oncology & Breast Cancer

Apr 09, 2025 – The ZEISS INTRABEAM 700 platform enhances intraoperative radiation therapy with robotic-assisted precision and digital-first design, improving procedural efficiency and connectivity.
Key features include the ZEISS INTRABEAM SMART Stand, sterile SMART Spherical Applicators, and Radiance treatment planning software for preoperative simulation.  .
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FDA Approves Nivolumab Plus Ipilimumab for dMMR/MSI-H Metastatic CRC

Apr 08, 2025 – The FDA approved nivolumab and ipilimumab for dMMR/MSI-H metastatic colorectal cancer based on CheckMate 8HW trial results.
Combination therapy showed superior progression-free survival compared to chemotherapy and nivolumab monotherapy.
Higher objective response rates and improved health-related quality of life were observed with the combination therapy ..
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Dall’ASCO

Pausing vs Continuing BTK Inhibitors at Time of COVID-19 Vaccination in Patients With CLL

Apr 11, 2025 – Researchers have found that patients with chronic lymphocytic leukemia (CLL) should continue to receive Bruton tyrosine kinase (BTK) inhibitors while being vaccinated against COVID-19 infections, according to a recent study published by Cook et al in The Lancet Haematology. CLL is the most common type of leukemia among adult patients and is associated with an increased risk of infection. Patients with CLL … (leggi tutto)



 

ASCO Guideline Update Calls for Omission of SLNB in Select Patients With Early-Stage Breast Cancer

Apr 10, 2025 – ASCO has released a clinical practice guideline update that describes a more limited role for sentinel lymph node biopsy (SLNB) in early-stage breast cancer. Per the update, several types of patients—including postmenopausal, age 50 years or older, and who have negative findings on preoperative axillary ultrasound—should not receive routine SLNB; however, radiation or systemic therapy recommendations should not be altered even … (leggi tutto)





Priming the Immune System in Anal Cancer: Does Immunotherapy Need a Helping Hand From Chemotherapy?

Apr 10, 2025 – POD1UM-303 has led to groundbreaking results in squamous cell carcinoma of the anal canal (SCAC), showing significant benefit with combination chemotherapy and PD-1 blockade compared with chemotherapy alone.
Evidence suggests chemotherapy can prime the immune system, enhancing immunotherapy effects for better outcomes, and we hypothesize that these effects are further enhanced in highly immunogenic cancers like HPV-driven SCAC … (leggi tutto)



 

Exploring the Benefits and Challenges of Artificial Intelligence in Head and Neck Cancer Management

Apr 10, 2025 – Artificial intelligence (AI) presents tremendous potential to improve clinical outcomes, especially in the head and neck squamous cell carcinoma (HNSCC) space. Applying AI to radiotherapy for head and neck cancers—specifically, to automated segmentation, contouring structures, and imaging of tumors and extranodal extension—could inform diagnoses and treatment plans … (leggi tutto)





How Does the Gut Microbiome Influence Cancer Therapy?

Apr 10, 2025 -An Education Session will discuss the latest insights on the interplay between the gut microbiome and cancer therapy.
Faculty will discuss tools used to identify dysbiosis, determinants of the microbiome, data behind microbiome modulation in the setting of immune checkpoint inhibitor (ICI) therapy, and important considerations for designing microbiome-focused clinical trials. … (leggi tutto)



 

Using Biomarkers to Guide Treatment Decisions in HER2-Positive, Early-Stage Breast Cancer: Where Are We?

Apr 09, 2025 -Patients with stage II and III HER2-positive breast tumors should receive HER2-targeted neoadjuvant therapy.
Molecular profiling identifies patients who can obtain the most benefit from HER2-targeted therapy.
Imaging responses during neoadjuvant therapy may predict outcomes and allow patients to receive the appropriate intensity of neoadjuvant treatment. … (leggi tutto)



 

Education Session to Focus on Established and Emerging Options in Melanoma Therapy Beyond Immune Checkpoint Inhibitors

Apr 09, 2025 – This session will provide an overview of the rapidly shifting therapeutic landscape in the melanoma field, including how to approach treatment when immunotherapy is contraindicated and early identification of resistance to immune checkpoint inhibitors across settings.
Presenters will also discuss emerging therapies and treatment options for advanced melanoma that is refractory to anti–PD-1 therapies  … (leggi tutto)



Pillole dall’AIFA

15 aprile 2025 – Tavolo tecnico AIFA-Regioni: condiviso metodo di calcolo sull’impatto economico di classe delle glifozine
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14 aprile 2025 – Aggiornamento della composizione del “Tavolo Tecnico di Coordinamento AIFA – Regioni”
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14 aprile 2025 – AIFA aggiorna le Liste di Trasparenza
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11 aprile 2025 – Il CdA AIFA approva la rimborsabilità di 2 farmaci
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11 aprile 2025 – Il CdA AIFA approva il bando di ricerca indipendente per il 2025 sulle malattie rare
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11 aprile 2025 – Aggiornamento “Diario di bordo sulla Trasparenza”
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Dedicato ai Soci 

Opportunità di lavoro in Oncologia

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Appuntamenti 

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